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Se non ora, quando? Oggi!

13 febbraio 2011

Una grande, straordinaria manifestazione si è svolta stamattina a Palermo.
Un’immensa ondata di entusiasmo ci ha travolto tutti: ma quanti eravamo? Voci varie si susseguivano, timide dapprima e poi via via più coraggiose: “più di 500”, “diecimila”, “più di ventimila”, (Repubblica), “quarantamila”… Ci guardavamo l’un l’altro, increduli: sembrava un sogno. Donne, uomini, bambini come in una grande festa, sotto un sole primaverile che ci ha scaldato e colorato il viso e ritemprato nell’anima.
Abbiamo percorso tutto il Viale della Libertà, a passo lento, assaporandone il nome insieme al nostro ardore, alla sensazione della primavera incombente, all’impeto di tutti i presenti che si fondeva e confondeva con il nostro. Portavamo con orgoglio lo striscione della Biblioteca dei bambini e dei Ragazzi Le Balate, uno striscione disegnato con amore da Francesca Vassallo, con le immagini delle case dell’Albergheria abitate dai “nostri” bambini, la cupoletta araba della chiesa di san Giovanni degli Eremiti, una palma che solletica orgogliosa il cielo azzurro, e una breve frase che sintetizzava in poche parole ciò in cui crediamo, ciò che giorno dopo giorno, grazie alla presenza illuminante di Donatella Natoli, promuoviamo tutti insieme: “I nostri desideri volano più in alto dei bisogni e dei modelli in cui ci vogliono ingabbiare. DIGNITA’. PROMOZIONE SOCIALE. Ripartiamo dalla lettura e dall’arte per aprire nuovi orizzonti”.

Ora è bello guardare da casa le foto, le nostre e quelle della manifestazione nelle altre piazze non solo italiane: ci conferma che eravamo lì, che è tutto vero, ci restituisce il sorriso gioioso di tutti i partecipanti. Quell’ardore che ci univa ci ha infuso una forte e-mozione: ci ha messo in moto, proprio come dice la parola. Alimentiamolo questo moto, assecondiamolo, lasciamo che, ora che ne abbiamo sentito la potenza, si esprima pienamente. Diamoci da fare: abbiamo portato in piazza ciò che siamo, ciò in cui crediamo, ma anche ciò a cui aspiriamo e che vorremmo realizzare; non eravamo una massa omogenea, ma migliaia di persone diverse impegnate in modi diversi. E’ questo ciò che dobbiamo fare: essere noi stessi, credere in ciò che siamo e che facciamo, esprimere il nostro pensiero, condividerlo, attivarlo.
Una mamma dell’Albergheria che era accanto a me stamattina, parlando al cellulare ha detto: “Guarda il TG3 più tardi, ci sono anch’io!“.
Diciamolo tutti: ci sono anch’io!.
Se non ora, quando?

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