Skip to content

Allattamento al seno: il sostegno alla pari

1 marzo 2011

Una nuova revisione sistematica ha valutato l’efficacia del sostegno all’allattamento al seno offerto a donne in gravidanza da altre donne, che avevano in precedenza ricevuto una formazione specifica e avevano loro stesse allattato al seno.
Il sostegno alla pari all’allattamento al seno è stato già da tempo identificato come intervento di provata efficacia nell’incrementare la percentuale di avvio dell’allattamento al seno. Questa ulteriore revisione sistematica rileva che un sostegno alla pari all’allattamento al seno in epoca prenatale proposto a tutte le donne (universale) non è efficace nel ridurre la percentuale di non avvio dell’allattamento al seno, mentre risulta efficace il sostegno alla pari mirato a quelle donne che intendono allattare al seno, soprattutto quando il rapporto tra counselor e donna è uno a uno.
In genere è conosciuto il sostegno tra pari a favore di persone con disabilità, quel sostegno che trasforma le singole esperienze in risorse per tutti. L’allattamento non è una disabilità ma è un’abilità che si è persa nel tempo, perché non più appresa (nella nostra cultura molte donne non hanno mai visto o vissuto con un bambino allattato al seno), lasciando spazio alla cultura dell’Artificiale, allattamento compreso.
Il sostegno alla pari trasforma singole esperienze di allattamento in risorse, poiché si fonda su una relazione di aiuto, sulla condivisione dei vissuti, sull’ascolto, sul prendersi cura, che si realizza tra persone che si sentono “pari”, che vivono o che hanno vissuto, una simile esperienza di vita.
Nel sostegno tra pari in allattamento al seno, sono presenti delle figure (consulenti, peer counselor, mamme alla pari) che attraverso la loro esperienza personale, una specifica formazione, tecniche di ascolto e comunicazione, promuovono le capacità e rafforzano la fiducia delle madri nell’allattare, migliorano i metodi di allattamento e prevengono o risolvono eventuali problemi.
Questa parità nella relazione di aiuto permette alla mamma di vedere nell’altra mamma non una persona “superiore o migliore”, ma una mamma come lei e ciò induce ad una maggiore apertura, ad una maggiore consapevolezza di sé e ad un maggior uso di strumenti interni (ascolto di sé, dei propri bisogni e desideri) ed esterni (possibilità di chiedere aiuto, leggi, ) che le consentono una maggiore autonomia ed autodeterminazione.
L’alterazione profonda dell’avvio dell’allattamento (prima poppata, nidi, aggiunte di altri liquidi, allattamento a orari) è il primo passo che induce nella madre un senso di inadeguatezza, di insicurezza e nel neonato interferisce con l’espressione della sua competenza a rappresentare i suoi bisogni. A ciò si aggiungono a seguito di procedure inadeguate, delle complicazioni, che superabilissime con informazioni e aiuto corretto, in molti casi interrompono altrettanti allattamenti.
Questa aggressione al senso di competenza provoca non solo il non proseguimento dell’allattamento ma afferma un’incapacità nel prendersi cura di sé e degli altri. Questa aggressione, associata a tutte quelle che le donne subiscono nel periodo gravidanza parto (eccessiva medicalizzazione, eccesso di indagini prenatali, eccesso di TC) deprime la potenza creativa delle donne, pertanto molte mamme desiderano essere adeguatamente sostenute, per avviare e mantenere l’allattamento .
Il sostegno da parte di madri formate e di gruppi di mamma a mamma è previsto nel Programma d’Azione di Promozione dell’Allattamento al seno in Europa:

In un’ottica di promozione della salute, le donne sostenute da pari, vengono stimolate a vivere l’esperienza dell’allattamento con più partecipazione, si educano ad ascoltare il proprio corpo, dopo aver vissuto la gravidanza ed il parto non sempre con consapevolezza, individuando nell’allattamento una propria competenza femminile primordiale. Le donne vengono aiutate ad incrementare le loro capacità di passare da comportamenti passivi appresi, che determinano impotenza di fronte ad esperienze frustranti (non hai latte, il latte non è buono, è acqua), al pensiero di potercela fare, impegnandosi di più nella propria esperienza di vita.
Così la donna viene coinvolta in un vero e proprio processo di empowerment che le permette di proseguire l’allattamento esclusivo fino ai sei mesi e complementare fino a oltre due anni
, o comunque fino a quando mamma e bambino lo desiderano, come da indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Importante il ruolo paterno, inizialmente di accompagnamento, di sostegno e protezione alla donna, si evolve lentamente , integrandosi col ruolo materno e stimolando nel bambino la fiducia a staccarsi dalla madre e ad esplorare il mondo, e favorendo così l’acquisizione dell’autonomia.
Ulteriore passo di questa autonomia sarà l’introduzione dei cibi solidi (Alimentazione Complementare a richiesta), che se la famiglia mantiene un’alimentazione sana ed equilibrata può avvenire assecondando la curiosità del lattante verso i cibi presenti in tavola e attraverso l’emulazione degli adulti e non invece attraverso rigidi modelli alimentari che non hanno evidenze scientifiche ma sono frutto del marketing dell’industria alimentare.
Gravidanza , parto, puerperio possono offrire alle donne un’occasione a volte unica nelle loro vite per prendersi cura di sé.
Prendersi cura delle donne nel puerperio può assumere anche una funzione di prevenzione di disagio: quando per una donna avere un figlio, allevarlo, è un’occasione di rinascita, ha effetti positivi non solo per sé ma per l’ambiente familiare e sociale che le circonda.
Le origini dei gruppi tra pari, risalgono agli anni ’50 negli USA, con la fondazione de “La Leche League”, dove inizia un lavoro di sostegno tra pari da parte di madri formate che hanno allattato. Oggi esistono sparse nel mondo circa 3000 donne che sostengono altre mamme con la LLL.
Nel resto del mondo moltissime sono le associazioni al cui interno sono presenti gruppi tra pari in allattamento al seno, solo per citarne qualcuna: ABA (Australian Breastfeeding Association) in Australia, Fedalma (Federacion espanola de Asociaciones pro lactancia materna) in Spagna, ABM (Association of Breastfeeding Mothers) in Gran Bretagna, Galactèe in Francia
In Italia il Mami (Movimento Allattamento Materno Italiano), ospita sul suo sito una mappa dei gruppi di sostegno presenti in Italia
Forma di sostegno tra pari all’allattamento al seno viene anche dalla rete. Vari sono i forum, creati da genitori, dedicati all’allattamento materno. Spazio di discussione e scambio su allattamento e alimentazione è AliBaBa (Alimentazione dei Bambini e delle Bambine)

Bibliografia
-Strategia globale per l’alimentazione dei neonati e dei bambini OMS/UNICEF
– Atti del convegno “Mano nella mano… per una rete di sostegno all’allattamento” Cesenatico, 18 Ottobre 2008
-Monica Garraffa, “Il sostegno fra pari nella continuità assistenziale (passo 10)”, Convegno Unicef Sigo -Allattamento Materno e Ospedali Amici dei Bambini: Dieci passi Insieme per la qualità del percorso nascita- Palermo 23-24 aprile 2010

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: