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Rosolia, vaccinar..SI

2 giugno 2011

Alcuni genitori talvolta non sono soddisfatti dalle indicazioni prescrittive ricevute in modo sbrigativo sui vaccini, dai pediatri di famiglia o dai medici dei centri di vaccinazione, ma desidererebbero un dialogo basato sull’ascolto attento e senza pregiudizi rispetto ai loro bisogni, alle loro aspettative e alle loro scelte.

Noi auspichiamo che si trovi un modello di comunicazione che porti ad un miglioramento dei rapporti tra singoli operatori e genitori nel fine comune della promozione della salute a livello collettivo ed individuale.

Accade anche a noi mamme di domodama capita di ascoltare le ragioni che portano i genitori a non vaccinare i loro figli o a essere selettivi circa i vaccini e i tempi di somministrazione.
Sulla Rosolia le domande più frequenti sono:
” Se vaccino la mia bambina ora, ad un anno di vita, la protezione non sarà svanita quando sarà grande abbastanza per rimanere incinta? Non sarebbe quindi meglio aspettare qualche anno? In questo modo avrebbe l’opportunità di prendersi la rosolia naturalmente che da’ una protezione più duratura. Se da adolescente non avrà gli anticorpi, potrò sempre farla vaccinare a quell’età. ”

Visto che le bambine piccole non possono rimanere incinte e ai maschi il problema non riguarda proprio, non sarebbe più logico vaccinare solo le ragazze prima della pubertà e le donne in età fertile? In fondo, la rosolia è una malattia benigna per i bambini ed è solo pericolosa se viene contratta da una donna incinta. “

A questi genitori consigliamo la lettura del post che Ulrike Schmidleithner ha scritto sul suo blog proprio in risposta a questi quesiti e che riportiamo a seguire:

Visto che l’obiettivo primario della vaccinazione anti-rosolia è quella di prevenire l’infezione in gravidanza che comporta un’alto rischio di gravi malformazioni nel feto (= sindrome da rosolia congenita), l’idea di vaccinare solo le ragazze prima della pubertà e le donne in età fertile è sensata. Infatti, per molti anni questa è stata la strategia vaccinale in tanti paesi.

Però purtroppo non aveva funzionato secondo le previsioni e i casi di sindrome da rosolia congenita continuavano a verificarsi.

Il motivo principale è che, lasciando il virus circolare – quasi esattamente come nell’era prevaccinale – nella popolazione infantile, anche le epidemie di rosolia continuavano a verificarsi. Ad ogni epidemia molte donne incinte che per una qualsiasi ragione non erano state vaccinate e che non avevano mai contratto la rosolia, sono state esposte al contagio.

Perciò i vaccinologi avevano sviluppato una strategia diversa che si è dimostrata vincente. Infatti, in diversi paesi la rosolia, e di conseguenza anche la sindrome da rosolia congenita, è stata eliminata completamente già da molti anni.

Questa strategia prevede la vaccinazione di tutti i bambini, maschi e femmine, a ca. 1 anno di vita, mentre si continua a vaccinare le bambine prima della pubertà e le donne in età fertile. Lo scopo è di togliere al virus la possibilità di diffondersi nella popolazione. Infatti, l’unico ospite naturale del virus della rosolia è l’uomo. Ha bisogno di cellule umane per potersi moltiplicare. Ogni bambino vaccinato significa uno in meno disposto a prestarsi per l’allevamento di nuovi virus che potrebbero, passando da un bambino all’altro, raggiungere prima o poi una donna incinta non immune e causare gravi danni al suo feto.

Per dimostrare la differenza tra la vecchia strategia vaccinale e quella attuale, vorrei portare l’esempio della Finlandia

Nel 1975 è stato introdotto il vaccino monovalente contro la rosolia. Il target erano le bambine tra 11 e 13 anni di età e le madri sieronegative dopo il parto. La copertura vaccinale raggiungeva 60-70% e non bastava per eliminare i casi di rosolia durante la gravidanza.

Il vaccino aveva ovviamente poca influenza sull’andamento epidemico della rosolia, perché continuava a circolare principalmente fra i bambini, come nell’era prevaccinale. Nel 1980 c’è stata una grande epidemia con 245 casi per 100 000 popolazione.

Perciò la strategia vaccinale è stata modificata. Dal 1982 si raccomanda la vaccinazione MPR (morbillo – parotite – rosolia) a tutti i nuovi nati all’età di 14 – 18 mesi e una seconda dose a 6 anni. Inoltre dal 1983 al 1986 sono state fatte vaccinazioni di recupero ai bambini fra 14 – 18 mesi e 6 anni di età.

La copertura vaccinale aveva raggiunto più del 90% durante i primi anni di questo programma ed entro il 1987 è salita al 97% grazie a campagne vaccinali mirate. Da allora la copertura vaccinale si è assestata a più del 95%, quindi abbastanza alta per fermare la circolazione del virus della rosolia (e anche dei virus del morbillo e della parotite…) nella popolazione.

Poco dopo l’inizio di questa nuova strategia vaccinale si poteva constatare una forte riduzione dei casi di rosolia. In cinque anni sono scesi da 3250 a 99 casi!!! Nello stesso lasso di tempo c’è stato un temporaneo spostamento in avanti dell’età di acquisizione della malattia (quindi l’età media dei pochi casi rimasti era più alta e si trattava di persone non vaccinate).

Le ultime epidemie di rosolia risalgono al 1990 – 1991 (ca. 200-300 casi ciascuna) e riguardavano bambini (solo i maschi) e uomini giovani tra 15 e 21 anni. Le bambine e le donne della stessa età erano evidentemente ancora protette dal vaccino monovalente.

Dopo queste epidemie il numero dei casi continuava a scendere progressivamente. Dal 1996 in Finlandia non ci sono più stati casi indigeni. Ogni anno si notificano ancora alcuni, importati da altri paesi. Nessun caso secondario a seguito di queste importazioni è stato osservato in Finlandia e questo indica un’alta herd-immunity (immunità del gregge).

Uno studio di coorte della durata di 20 anni suggerisce che il livello di anticorpi era sensibilmente diminuito nel corso degli anni, anche dopo due dosi di vaccino. Perciò gran parte della popolazione di vaccinati seguiti durante questo studio aveva un livello anticorpale di meno di 15 IU/ml che viene considerato come livello protettivo. Comunque gli anticorpi rimangono a un livello misurabile, e questo significa che tutti erano sieropositivi.

A questo punto vorrei spiegare che quando il sistema immunitario dei vaccinati viene esposto ai virus, le cellule di memoria li riconoscono immediatamente e viene messa in moto una massiccia produzione di anticorpi che eliminano gli aggressori prima che questi possano fare danni. Perciò un livello più basso di 15 IU/ml non significa che i vaccinati non sono più protetti. Gli anticorpi sono solo una parte del sistema immunitario specifico e si chiama l’immunità umorale, l’altra è l’immunità cellulare che non si misura con gli anticorpi. La protezione conferita dal vaccino antirosolia è altissima e duratura, molto probabilmente per tutta la vita (anche se al momento mancano dati certi, perché il primo vaccino è stato approvato nel 1969, quindi ca. 40 anni fa).

Ecco un grafico dell’andamento epidemico della rosolia in Finlandia:

Fonte:
Davidkin I, Peltola H, Leinikki P. Epidemiology of rubella in Finland.

Eurosurveillance, Volume 9, Issue 4, 01 April 2004

Vorrei brevemente accennare anche alla situazione negli Stati Uniti.

Nell 1964/65 c’è stata una grande epidemia di rosolia con 12,5 milioni di casi con le seguenti conseguenze:

2000 casi di encefalite
11.250 aborti (terapeutici e spontanei)
2.100 nati morti
20.000 casi di sindrome da rosolia congenita
di cui:
11.600 sordi
3.580 non vedenti
1.800 con ritardo mentale

Grazie alla strategia vaccinale (2 dosi MPR) dal 2004 negli USA non ci sono più casi di rosolia indigeni.

Fonte:
Pink Book, Chapter 19: Rubella

Per contrasto cito anche un mio articolo precente che dimostra che cosa può succedere in una popolazione europea che non vaccina contro la rosolia:

Sindrome della rosolia congenita in Olanda

In Italia, purtroppo, continuano le epidemie di rosolia e i casi di sindrome da rosolia congenita, anche se potremmo esserci liberati da questo flagello già da molti anni. E’ quindi scandaloso vedere che ci sono gruppi di antivaccinisti (e addirittura qualche pediatra ignorante) che sconsigliano il vaccino MPR con argomenti assolutamente falsi, smentiti da anni. Facendo così si rendono moralmente responsabili della sofferenza delle famiglie che hanno la sfortuna di avere un caso di infezione da rosolia durante il primo trimestre di gravidanza.

La disinformazione degli antivaccinisti riguardo il vaccino antirosolia diventa particolarmente preoccupante se si considera che nel caso che un paese non raggiunge o supera (e mantiene!) una copertura vaccinale dell’80% nei bambini piccoli, c’è – se questa bassa adesione alla vaccinazione prosegue a lungo – il rischio che il numero di casi di sindrome da rosolia congenita aumenta addirittura rispetto a quello prevaccinale.

In altre parole se gli anti-vaccinisti riescono a convincere abbastanza genitori di non proteggere i propri bambini (rifiutando la vaccinazione MPR) e la copertura vaccinale scende sotto l’80% richiesto per il controllo della rosolia, a lungo andare aumentano i casi di sindrome da rosolia congenita perché la circolazione del virus non viene interrotta completamente, ma abbastanza per spostare l’età del primo contagio in avanti, creando così una coorte di donne in età fertile non protetta, che viene esposta alle epidemie che continuano a verificarsi.

La copertura di vaccino MPR oltre l’80% invece interrompe la circolazione del virus e contemporaneamente crea una coorte di donne in età fertile protetta (sia perchè sono state vaccinate loro stesse da bambine/adolescenti/adulte sia in modo indiretto dall’immunità del gregge). E questo è un modo intelligente e degno degli esseri umani per accogliere le future generazioni.

La strategia descritta va naturalmente accompagnata anche dalla vaccinazione delle adolescenti e delle donne in età fertile che per qualche motivo non sono immune (per esempio donne immigrate da paesi dove il vaccino anti-rosolia non fa parte del calendario vaccinale o donne il cui medico di famiglia non le ha informate dell’importanza di questo vaccino, o che non ci hanno mai pensato oppure semplicemente dimenticato/rimandato la vaccinazione o pensavano di aver avuto la rosolia ma invece erano stata maldiagnosticate o che sono contrari alle vaccinazioni etc.).

Fatto sta che nell’era prevaccinale e anche quando si usava solo la prima strategia vaccinale una non indifferente percentuale di donne in età fertile non era immune e molte di loro sono state esposte al virus durante il primo trimestre di gravidanza. Spesso capitava che il virus della rosolia veniva trasmesso alle donne incinte dai propri figli più grandi che lo portavano dall’asilo.

Seguono alcuni link per approfondire il tema:

Epidemiologia della rosolia nel contesto nazionale e internazionale

Rosolia (della sezione per i genitori della pagine del Network Italiano dei Servizi di Vaccinazione (NIV)

Pink Book: rubella

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5 commenti leave one →
  1. Manuela permalink
    5 giugno 2011 09:53

    Salve, sono una mamma di una splendida bambina di 5 mesi.
    La mia piccola Adele è nata in casa con parto naturale, ha avuto la fortuna di stare con la sua placenta due giorni ancora dopo la sua nascita (lotus birth), è allattata a richiesta esclusivamente al seno, indossa pannolini lavabili o usa e getta ecologici, dorme con me, è sempre o quasi a contatto con me o con il suo papà grazie a fasce e marsupi, è una bimba serena, tranquilla e in ottima salute.
    Il mio è uno stile di vita che segue la natura, la rispetta e non interferisce.
    Ovviamente ho scelto di non vaccinare Adele perchè sarebbe come annullare tutto quello fatto fin’ora!
    Sono fermamente convinta che se non interferirò chimicamente nella sua crescita, la piccola continuerà ad essere felice e in ottima salute.
    Mi sono molto documentata sui vaccini, sul rapporto beneficio/danno che possono provocare e alla fine penso che prendere una malattia come la rosolia può fare solo bene al suo sistema immunitario che si rafforzerà in modo naturale creando anche gli anticorpi a vita contro questa malattia.
    Credo invece stupido vaccinarla in quanto:
    1) la vaccinazione non è mai garanzia di non contrarre la malattia,
    2) la vaccinazione ha degli effetti collaterali come ogni medicina e nessuno può garantire il contrario,
    3) nello specifico, il vaccino MPR è considerato uno dei più pericolosi, tanto è vero che la storia di questo vaccino è segnata da vari ritiri dal commercio di prodotti commerciali (vedi Priorix e Morupar) risultati, purtroppo sempre a posteriori, dannosi per i riceventi.
    4) sempre parlando del MPR, tra le patologie attualmente più a rischio vi è l’AUTISMO.
    Dunque per questo io credo abbia più senso lasciare che i nostri bambini contraggano la malattia da piccoli in quanto non ha effetti collaterali e dà immunizzazione per tutta la vita!
    Per quanto riguarda quelle donne in età fertile che non sono immunizzate perchè non hanno mai contratto la malattia, bè io sono una di quelle, e a 15 anni ho fatto il vaccino contro la rosolia; ovviamente non è la soluzione migliore, ma mi ha permesso di avere Adele in totale sicurezza.
    Ultima cosa, vorrei specificare che secondo me sottoporre il corpicino di un bambino a vaccinazione multipla è uno stress terribile, il sistema immunitario è ancora in formazione e spesso si vaccina anche per malattie debellate molti anni fa o malattie per nulla pericolose se prese in età pediatrica (come la rosolia appunto).
    Quindi vorrei che fosse chiaro, io non sono un’anti-vaccinista, bensì mi definirei una “pro-naturalista”!
    Il nostro corpo è una macchina perfetta che se lasciata inalterata da sostanze chimiche (per nulla naturali) funziona e funzionerà benissimo per tutta la vita, siamo esseri di natura e se non interferiamo con la natura abbiamo più probabilità di essere felici e in ottima salute.

    • amrita permalink*
      5 giugno 2011 19:58

      Manu, non amo le classificazioni, pro naturalista, vaccinista, antivaccinista… Siamo tutte mamme e desideriamo il bene, il meglio per i nostri bambini.
      Nulla e Nessuno potrebbe annullare quello che hai fatto per e con Adele.
      Prima di inserire questo post noi mamme di domodama ci siamo confrontate perchè sappiamo come sui vaccini ci si “scaldi”, ma poichè su questo tema condividiamo la fiducia nelle evidenze scientifiche, piuttosto che le parole di alcuni “esperti”, abbiamo deciso nello specifico della rosolia di prendere posizione e soprattutto speriamo che sia da stimolo ai pediatri per affinare la comunicazione con i genitori.
      Che il Vostro percorso sia sempre riscaldato da caldi raggi di Sole.
      Un abbraccio

      • amrita permalink*
        6 giugno 2011 18:55

        http://blog.timeoutintensiva.it/articolo-scientifico/bmj-su-vaccini-e-autismo-una-frode/
        BMJ su Vaccini e Autismo: Una Frode

      • 8 giugno 2011 10:20

        Cara Amrita,
        neanche io amo le classificazioni, infatti la mia era una battuta in risposta al tuo articolo dove parli di anti-vaccinisti “pericolosi” che potrebbero convincere altri genitori a non proteggere i propri bambini rifiutando la vaccinazione MPR…
        Ma c’è una cosa che non capisco, se la preoccupazione di voi mamme di domodama è quella di proteggere i vostri bambini e le donne in età fertile non immunizzate contro la rosolia, perché proporre un vaccino trivalente? Cosa c’entrano il morbillo e la parotite? Perché non proporre esclusivamente il vaccino contro la rosolia? Forse perché ormai in commercio le aziende farmaceutiche impongono il vaccino trivalente ostacolando sempre di più il reperimento del vaccino singolo contro la rosolia?
        E allora vogliamo parlare di questo?
        L’industria farmaceutica punta verso la commercializzazione dei soli vaccini combinati perché, presentandoli come vaccini “nuovi”, ha l’opportunità di aumentare loro il prezzo di vendita.
        Tutto questo ovviamente riduce la libertà di scelta vaccinale e lascia pensare che si dia più importanza ai profitti economici invece che alla salute della gente.
        Questo discorso vale per il vaccino MPR e per l’esevalente che, oltre ai 4 vaccini imposti dal ministero della salute (antidifterica, antitetanica, antiepatite B, antipolio salk) ne associa altri 2 che dovrebbero essere facoltativi (antiemofilo B e antipertosse).
        Con la commercializzazione dei vaccini combinati la pressione psicologica sui genitori è altissima o quasi impositiva, perché viene detto che con un’unica iniezione si risolve il problema delle più somministrazioni e quindi si risparmia tempo e si creano meno problemi al bambino.
        In realtà per il bambino sarebbe meno pericoloso assumere un vaccino per volta, è meno traumatico per il suo corpicino e in generale credo che l’età di inizio delle vaccinazioni debba essere posticipata a quando il sistema immunitario sia più forte e maturo, cioè verso i 2 anni di vita.
        Per quanto riguarda invece il dr. Wakefield e il suo studio consiglio alle mamme di domodama di dare un’occhiata a questo link: http://www.informasalus.it/it/articoli/vaccino_mpr.php
        C’è poi un gruppo di discussione creato dalla mamma di un bambino disabile a causa delle vaccinazioni che ha raccolto molte informazioni utili e interessanti: http://it.groups.yahoo.com/group/danni_delle_vaccinazioni/
        Un altro blog gestito dal padre di un bambino di 5 anni, che ha presentato reazione avversa alla somministrazione dei vaccini anti-infettivi nella forma di encefalopatia-immuno-allergo-tossica che ha danneggiato lo sviluppo cerebrale ed evolutivo del bambino, fino a causare nel tempo disturbo autistico con grave deficit cognitivo, informa di un comunicato stampa del governo americano che ammette una correlazione tra autismo e vaccini: http://autismovaccini.splinder.com/post/24478005/autismo-causato-dai-vaccini-il-governo-americano-ammette-correlazione
        E questo è il comunicato stampa:
        http://www.wddty.com/safe-vaccines-kill-2-699-children-in-a-year-and-101-develop-autism-us-government-admits.html
        Infine un video-intervista di un avvocato che ha difeso e vinto una causa in merito ad una bambina diventata autistica dopo la somministrazione di un vaccino: http://www.wikio.it/video/autismo-provocato-vaccinazione-2889747
        E mi fermo qui, anche se potrei continuare, le informazioni non manipolate sulla verità in merito ai vaccini per fortuna sono tante e facilmente reperibili su internet, quindi, chi avesse interesse ad approfondire, basta cercare!

  2. amrita permalink*
    8 giugno 2011 19:45

    Manuela non ho scritto antivaccinisti pericolosi. Conosco diversi genitori (anche miei amici ;-)) che hanno fatto la scelta di non vaccinare e non ho mai pensato che fossero “pericolosi”. Provo a spiegarmi meglio, ognuno quando fa le proprie scelte, più o meno consapevolmente, sceglie quello che crede giusto per se e per i suoi bambini. Non è mia intenzione convincere qualcuno. Io condivido il post di Ulrike perchè su questo vaccino la penso allo stesso modo, nonostante conosca i link che hai postato. Un abbraccio

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