Skip to content

Non siamo capaci di essere liberi

22 giugno 2011

Ricordo di aver mostrato con grande entusiasmo una volta quest’immagine di Snoopy che abbraccia Woodstock e della loro reciproca felicità ad un amico psicologo dicendogli: “Guarda che bella!”. Guardandola io stavo bene e ridevo tanto.

Ma lui mi chiese: “E tu quale saresti tra i due?” “Woodstock”, risposi senza esitare. “E certo! Troppo comodo”, concluse lui.

Beh, ci sono rimasta malissimo: sono passati tanti anni e stamattina mi è tornato in mente quest’episodio. Guardate bene quest’immagine, provate a sentirla. Scegliete chi siete. Se siete Woodstock, vi abbandonate a un abbraccio infinito, senza riserve, un abbraccio più grande di voi: bianco, caldo, morbido, avvolgente. Un abbraccio in cui sentite il vostro piccolo cuore a contatto con quello dell’altro, e percepite la differenza di battito e il suono del respiro dell’altro e provate a respirare come lui e siete su una nuvola, perché l’altro è talmente grande che vi fa sentire sollevati da terra. Avete gli occhi chiusi e c’è solo quel momento, quel tepore, il profumo di buono dell’altro, le vostre piume leggere contro il suo pelo raso. Siete contenuti e contenti.

Se siete Snoopy, stringete al cuore l’altro in un abbraccio contenitivo e totale. Lo tenete e contenete e vi sentite completi. Quel piccolo essere piumato vi si abbandona e voi lo portate alle stelle. Con gli occhi chiusi sentite il suo piccolo cuore che batte veloce contro il vostro e siete felici. Con gli occhi chiusi, c’è solo quel momento, che è il presente ed è tutto. Lui respira e quel respiro, in sintonia con il vostro, è come un reciproco massaggio tra i vostri corpi, che si percepiscono e riconoscono intimamente: nulla di lui vi è negato in quell’abbandono assoluto. Tutto il suo corpo è là, fra le vostre braccia, senza filtri o riserve.
Che siate l’uno o l’altro o entrambi, è bello. Comodo, sì, ma mai troppo, perché “troppo” indica che state oltrepassando qualcosa. Bello e basta, come quando, poco prima di nascere, fasciati e avvolti dall’utero materno come da una seconda pelle, ne eravate massaggiati ad ogni movimento, ad ogni respiro, ovunque. Non c’erano allora parti “intime” negate al contatto. Non era necessario, come avviene oggi qualche volta, abbracciare qualcuno con le braccia tenendo il resto del corpo tre passi indietro, senza sentire. Non c’era il pensiero a stabilire limiti e confini, e la libertà non era qualcosa da raggiungere ma uno stato.

Oggi – beh, non siamo capaci di essere liberi. Anzi: non siamo “capaci” – come lo è un bicchiere, una bottiglia, una vasca, il mare. Abbiamo paura di contenere, e di sentirci contenti. Paura di dare e ricevere: lo facciamo solo scambiandoci denaro, ma demonizzando anche quello.

Ma io mi chiedo: chi non sarebbe felice di essere Snoopy o Woodstock o entrambi?

🙂

Annunci
2 commenti leave one →
  1. 22 giugno 2011 11:09

    Le parole libere di Samina sono un tesoro dal valore inestimabile, Grazie per la tua leggerezza piumata, piccola grande Woodstock.

  2. 22 giugno 2011 11:10

    e come ti rispondo?! mi hai commosso!!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: