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La “filosofia” di Domodama

10 luglio 2011

Oggi vorrei raccontarvi come noi di Domodama  vediamo le cose: lo farò attraverso la rielaborazione di un mito, quello di Demetra, la Grande Dea della Terra:

Come Demetra riconobbe se stessa

Si racconta come all’inizio dei tempi, durante una notte di primavera, Demetra, che era stata invitata alle nozze di Cadmo e Armonia, preferisse indugiare sola, sotto le stelle.

Tutto era nato da poco, anche lei, che non sapeva nulla di sé: cos’era una Dea, chi era lei? Tutto intorno a lei era divino e le appariva invisibile, come l’acqua del mare ad un pesce o come l’aria per noi. Demetra quella sera si sentiva triste ma non sapeva perché: era vuota, vuota di se stessa.

 

Iasìone, un uomo – uno dei primi, uno che non aveva ancora mai sentito parlare di Dei – passò da lì e la guardò: fu quello l’istante in cui lei comprese. Si vide negli occhi di lui, che per la prima volta vedeva una Dea, e si riconobbe in quel riflesso incantato: in quella luce, in quella bellezza, in quella straordinaria meraviglia, in quel timore silenzioso.

 

Gli prese la mano, allora, Demetra, e lo condusse con sé lì vicino, in un campo arato tre volte, sulla nera terra umida e fertile che lei stessa incarnava: e in un solco fresco, sotto le stelle, si abbandonò a quel meraviglioso riconoscimento, a quell’inno d’amore per lei che la restituiva alla vita.

 

Prima di andar via la Dea volle fargli un dono – che cosa? Non sapeva ancora, poi, d’improvviso, si ritrovò in mano un chicco di grano: il primo. Era lei quel chicco, e ancora una volta gli si abbandonò, affidando il piccolo seme alle mani grandi di Iasìone.

 

Iasìone rimase ancora a lungo da solo disteso sulla terra morbida, sereno, senza alcun pensiero.

 

Prima di andar via seppellì il chicco di grano nella terra umida, con le sue belle mani: e in poco tempo tutta la terra intorno si ricoprì di spighe.

 

Se Iasìone avesse guardato quel chicco con altri occhi, se avesse pensato “ma cos’è? un chicco? ma è davvero ridicolo! che me ne faccio di uno stupido insulso chicco?” e l’avesse buttato via senza pensarci, sapete cosa sarebbe successo?

Che in poco tempo tutta la terra intorno si sarebbe ricoperta di spighe: lo stesso 😀

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