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Spiegami, Amore – Ingeborg Bachmann

13 luglio 2011
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Il tuo cappello si alza leggero, saluta, si agita nel vento,
il tuo capo scoperto fa innamorare le nuvole,
il tuo cuore ha da fare altrove,
la tua bocca si arricchisce di nuovi idiomi,
l’erba tremolina riempie i campi,
l’estate accende e spegne il tarassaco,
e tu, accecata dai fiocchi, sollevi il viso,
ridi e piangi e ti distruggi,
cosa può succederti di più –

Spiegami, Amore!

Il pavone fa la ruota in un festoso stupore,
la colomba rialza il suo bavero di penne,
l’aria si distende piena di richiami,
il maschio dell’anitra stride, tutto il paese
attinge miele selvatico, e anche nel semplice parco
le aiuole sono orlate di polvere d’oro.

Il pesce arrossisce, supera il suo banco
e sfreccia tra grotte fino a un letto di coralli.
Musica di sabbia argentea fa danzare lo scorpione,
la blatta dall’odorato fine fiuta la Magnifica;
se io avessi questo suo senso, sentirei
che sotto la sua corazza risplendono ali
e andrei verso il più distante cespo di fragole!

Spiegami, Amore!

L’acqua sa parlare,
le onde si prendono per mano,
nei campi l’uva si gonfia, scoppia e cade.
E con quanta fiducia la chiocciola esce di casa!

Ogni pietra è in grado di ammorbidire un’altra pietra!

Spiegami, Amore, ciò che io spiegare non so:
dovrei superare questo breve, terribile frangente
piena solo di pensieri e, solitaria,
non conoscere né fare nulla di amorevole?
Non si nota l’assenza di chi troppo pensa?

Tu dici: chi pensa è pieno di altro spirito…
Non dir nulla. Vedo la salamandra
che va attraverso tutte le fiamme.
Non ha terrore e non prova dolore.

Vers. originale dal tedesco

Erklär mir, Liebe

Dein Hut lüftet sich leis, grüßt, schwebt im Wind,
dein unbedeckter Kopf hat’s Wolken angetan,
dein Herz hat anderswo zu tun,
dein Mund verleibt sich neue Sprachen ein,
das Zittergras im Land nimmt überhand,
Sternblumen bläst der Sommer an und aus,
von Flocken blind erhebst du dein Gesicht,
du lachst und weinst und gehst an dir zugrund,
was soll dir noch geschehen –

Erklär mir, Liebe!

Der Pfau, in feierlichem Staunen, schlägt sein Rad,
die Taube stellt den Federkragen hoch,
vom Gurren überfüllt, dehnt sich die Luft,
der Enterich schreit, vom wilden Honig nimmt
das ganze Land, auch im gesetzten Park
hat jedes Beet ein goldener Staub umsäumt.

Der Fisch errötet, überholt den Schwarm
und stürzt durch Grotten ins Korallenbett.
Zur Silbersandmusik tanzt scheu der Skorpion
Der Käfer riecht die Herrlichste von weit;
hätt ich nur seinen Sinn, ich fühlte auch,
daß Flügel unter ihrem Panzer schimmern,
und nähm den Weg zum fernen Erdbeerstrauch!

Erklär mir, Liebe!

Wasser weiß zu reden,
die Welle nimmt die Welle an die Hand,
im Weinberg schwillt die Traube, springt und fällt.
So arglos tritt die Schnecke aus dem Haus!

Ein Stein weiß einen andern zu erweichen!

Erklär mir, Liebe, was ich nicht erklären kann:
Sollt ich die kurze schauerliche Zeit
nur mit Gedanken Umgang haben und allein
nichts Liebes kennen und nichts Liebes tun?
Muß einer denken? Wird er nicht vermisst?

Du sagst, es zählt ein andrer Geist auf ihn…
Erklär mir nichts. Ich seh den Salamander
durch jedes Feuer gehen.
Kein Schauer jagt ihn, und es schmerzt ihn nichts.

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