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Alimentazione Complementare a Richiesta

15 luglio 2011

tratto da IO MANGIO COME VOI, Come iniziare una sana alimentazione ai 6 mesi e proseguirla fino ai 99 anni
Unità per la Ricerca sui Servizi Sanitari Centro Collaboratore OMS IRCCS Burlo Garofolo Trieste

le informazioni che arrivano ai genitori sull’alimentazione “complementare sono spesso contrastanti e non aggiornate…Probabilmente alcuni genitori non hanno mai sentito parlare di “alimentazione complementare”, ma magari ai giardini pubblici hanno sentito dire che il figlio dei loro amici non si vuole “svezzare”, o che lo svezzamento li fa tribolare.
Ebbene per alimentazione complementare si intende l’introduzione di altri alimenti in aggiunta al latte (materno o di formula). Forse leggendo questa frase penserete che sia solo un nuovo termine per definire lo svezzamento, ma non è così!
Con alimentazione complementare, infatti abbracciamo l’idea che il bambino quando è pronto, inizia ad assaggiare altri cibi, che integrano il latte, non lo sostituiscono: il latte rimarrà infatti la sua fonte principale di nutrienti per molti mesi ancora.
L’idea è quella di promuovere la continuazione dell’allattamento, non quella di togliere il “vezzo” (il significato di svezzamento è proprio questo), di considerare cioè il periodo dell’alimentazione complemetare come un momento di sperimentazione e apprendimento durante il quale il bambino guida attivamente l’intero processo, usando le proprie capacità e competenze.
Fino ai 6 mesi circa il latte, materno o di formula, copre da solo tutti i bisogni nutrizionali del piccolo. Oltre a questa informazione, che ci sembra importante, l’unica regola da seguire per decidere quando cominciare è osservare il bambino perchè sarà lui a farvi capire quando è pronto.
Intorno ai 6 mesi, molti bambini sono già in grado di rimanere seduti da soli o con un sostegno, di assaggiare i cibi con un cucchiaino o aiutandosi con le mani, di mettere e tenere i cibi in bocca per poi masticarli e deglutirli. Ma ciascun bambino lo fa in tempi e modi differenti e solo i genitori, che passano tanto tempo con lui, possono capire quando è pronto a iniziare l’esplorazione dei vari alimenti!
I bimbi gattonano, camminano e parlano in tempi diversi, fidatevi allora di loro anche per quanto riguarda l’alimentazione complementare.
Quando si pensa all’introduzione dei primi alimenti si pensa sempre ad una “ricetta” da seguire scrupolosamente, associata all’immagine di un adulto con un cucchiaino in mano che tenta di infilare una pappa dall’aspetto poco invitante nella bocca di un piccolo interessato a tutto tranne che a quel cucchiaino. Quello che vogliamo proporre, invece è un’approccio all’alimentazione complementare incentrata sul bambino, ma anche sulla sua famiglia. Il bambino ha un ruolo attivo nella scelta dei tempi e delle quantità di assunzione degli alimenti, così come la famiglia ha un ruolo attivo nello scegliere che cosa mangiare. Il vostro bimbo, infatti vi farà capire sia quando è pronto ad assaggiare altri alimenti diversi dal suo amato latte, sia le quantità di cui ha bisogno (d’altronde sapeva già autoregolarsi quando era più piccolo e beveva solo latte!)
Gli alimenti che si consumano normalmente in famiglia vanno bene anche per lui, purchè la famiglia mangi sano!
Non c’è infatti motivo per evitare, o postcipare, l’inserimento di alcuni alimenti rispetto ad altri. Via libera quindi a pomodori, uova, fragole o pesce, che tempo fa facevano tanta paura perchè considerati causa di allergie. La letteratura scientifica più recente ci rassicura: non ci sono alimenti controindicati in assoluto.
Consigliamo, in accordo con le recenti raccomandazioni internazionali, di aspettare fino intorno all’anno di età per introdurre il latte di mucca come bevanda, perchè ha poco ferro (ma lo si può usare per la cottura di altri alimenti, ad esempio un buon purè), e il miele di produzione artigianale perchè può causare, anche se raramente, una malattia molto pericolosa (il botulismo infantile).
Il bambino, da quando iniza l’alimentazione complementare, può mangiare come voi e con voi! Provate a metterlo seduto a tavola e a proporgli quello che avete nel piatto. Questo gli permetterà di assaggiare alimenti di cui conosce già i sapori perchè li ha già “gustati” prima e dopo la nascita attraverso il liquido amniotico e il latte materno.
Allo stesso tempo incoraggerà tutta la famiglia ad adottare un’alimentazione corretta e bilanciata. La famiglia infatti è il modello alimentare di riferimento: è quindi importante rendere i pasti un’occasione di convivialità e un momento per educare al gusto e a una dieta sana per tutti i suoi componenti. Quando pensate a cosa preparare da mangiare, provate a pensare ad aumentare la varietà degli ingrdienti. Questo non solo migliora l’appetito, ma accresce l’accettabilità di sapori differenti e aumenta la probabilità di far assumere al bambino tutto ciò di cui ha bisogno.

Provate a cucinare con poco sale e poco zucchero, così il bambino non si abitua a gusti troppo dolci o troppo salati e tutta la famiglia acquisisce abitudini alimetari più sane… e anche il nonno ne trarrà beneficio per la sua pressione alta! Inoltre, una scelta che ci sentiamo di sostenere è quella di comprare gli alimenti del proprio territorio che, percorrendo pochi chilometri per arrivare alle nostre tavole, sono spesso più freschi, saporiti e rispettano la stagionalità e l’ambiente. Andare al mercato con il piccolino per comprare frutta e verdura di stagione a “chilometro zero” lo aiuterà a capire che la verdura che trova nel piatto non nasce in un sacchetto di plastica!

Infine se non volete rimanere  delusi, ricordatevi che il bimbo non mangerà la quantità di pappa che volete voi, ma quella che vuole lui. Ricordatevi che lo stomaco di un bimbo di 6 mesi è piccolo come il suo pugno e che è in grado di autoregolarsi con gli alimenti complemetari come lo è stato fino ad ora  con i latte.
I cibi per l’infanzia di produzione industriale (gli omogeneizzati, le farine e tutti i prodotti per bambini) non offrono vantaggi nutrizionali sui cibi naturali ben preparati (eccetto quando vi è un bisogno specifico di fortificazione con vitamine e minerali) e possono ritardare l’accettazione degli alimenti della famiglia. Nell’alimentazione degli adulti tutti parlano dell’importanza di mangiare cibi freschi e fatti in casa, mentre sembra “normale” offrire ai piccoli pappe pronte dal gusto omogeneo. Il vasetto di omogeneizzato, invece, dovrebbe essere l’eccezione per i momenti di emergenza, esattamente come lo sono i cibi pronti per noi adulti.

Consigliamo inoltre la lettura di Io mi svezzo da solo! Dialoghi sullo svezzamento,

Lucio Piermarini, Bonomi Editore, 2008

  il gruppo yahoo AliBaBa (Alimentazione dei BAmbini e delle BAmbine), forum di discussione sull’allattamento al seno e sull’alimentazione dei bambini e delle bambine fino a quando non sia integrata nella dieta della famiglia, aperto paritariamente a comuni cittadini e ad operatori sanitari di ogni tipo.

e il forum Autosvezzamento: alimentazione complementare a richiesta

Vedi anche in cucina con tutta la famiglia

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8 commenti leave one →
  1. 15 luglio 2011 17:05

    ma chi è quel bambino piccolo piccolo? lo conosco lo conosco…. e l’altro?

  2. amrita permalink*
    15 luglio 2011 18:59

    non credo, la prima è una bimba dolcissima, il secondo si che lo conosci, babbaluci e anguria…., ti dice qualcosa?

  3. 16 luglio 2011 06:58

    eh ma al secondo mi riferivo infatti 🙂

  4. 18 luglio 2011 18:08

    ciao! bellissimo post!
    volevo chiederti una cosa, ma dove posso trovare “IO MANGIO COME VOI, Come iniziare una sana alimentazione ai 6 mesi e proseguirla fino ai 99 anni”?

    Grazie mille

  5. amrita permalink*
    19 luglio 2011 10:54

    Grazie 🙂 Puoi contattare l’Unità per la Ricerca sui Servizi Sanitari del Burlo Garofolo Trieste a questo indirizzo cooperazione@burlo.trieste.it

  6. 20 luglio 2011 23:16

    grazie!

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