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Parla con lui

26 luglio 2011


“Leggimi forte” (Salani, 2006) di Rita Valentino Merletti e Bruno Tognolini

Gli umani, appena nati, paiono esseri fragili e precari, in bilico sul ciglio della vita come sul crinale di una collina. Forse lo sono davvero, o forse è la nostra ansia di genitori che li vede così. Fatto sta che, a quel punto, noi prendiamo d’istinto a chiamarli, con voci e sorrisi, perché da quel crinale si lascino scivolare verso di noi, da questa parte e non da quella.
La voce umana ha un potere grande e segreto, che assordati da molti apparecchi rischiamo di dimenticare. Prima del senso c’è il suono, prima delle parole c’è la voce. Quella voce ha potere sulle cose: le chiama all’umanità, le rende umane.
Parliamo agli animali, che non conoscono parole, parliamo a una lapide, a una pianta, a uno specchio; a una persona in coma perché ricordi la vita umana, e vi ritorni.
E a un neonato perché si fidi e vi entri.
La voce echeggia come un canto di balena, in quell’oceano sconfinato e incomprensibile che è una nuova vita, per dire tre sole sconfinate verità: io sono qui, tu sei qui, il mondo è qui.
I mesi e gli anni passeranno, quella voce prenderà forma di parole, perline di senso infilate in collane via via più fiorite e complesse: mangia, dormi, ridi, cresci, come stai?
Ma sotto quella superficie variopinta, in certe ore del giorno, in certe condizioni di luce, di emozione, di sonno, noi siamo ancora in grado di sentirlo, quel suono senza senso, quella voce senza parole, che non “vuole dire” niente, ma genera umanità.
La cosa fondamentale che questo libro dice a un genitore è dunque questa: parla a tuo figlio.
Hai un potere di umana magia nella gola, unico eppure comune: perché ne sei avaro?
Parla con lui, con lei. Non negargli ciò che sai fare, che gli serve.
E se non sai cosa dire, ci sono sorgenti di parole giuste, che son fatte per questo: leggi un libro.

Amare la lettura attraverso un gesto d’amore: un adulto che legge una storia.
Ogni bambino ha diritto ad essere protetto non solo dalla malattia e dalla violenza ma anche dalla mancanza di adeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo. Questo è il cuore di Nati per Leggere. Dal 1999, il progetto ha l’obiettivo di promuovere la lettura ad alta voce ai bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 6 anni. Recenti ricerche scientifiche dimostrano come il leggere ad alta voce, con una certa continuità, ai bambini in età prescolare abbia una positiva influenza sia dal punto di vista relazionale (è una opportunità di relazione tra bambino e genitori), che cognitivo (si sviluppano meglio e più precocemente la comprensione del linguaggio e la capacità di lettura). Inoltre si consolida nel bambino l’abitudine a leggere che si protrae nelle età successive grazie all’approccio precoce legato alla relazione.

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7 commenti leave one →
  1. 26 luglio 2011 12:19

    bellissimo post, meraviglioso suggerimento! Ogni sera il mio piccino si addormenta mentre gli parlo ripercorrendo in un racconto quanto abbiamo fatto durante la giornata e quanto vorremmo o potremmo fare il giorno dopo. Ormai da quando c’è lui non c’è un’azione fatta insieme che non sia espressa a parole: stare zitta mi sembra fargli un torto o negargli il mio affetto. Durante la nostra minivacanza al mare e le passeggiate in un nuovo ambiente era tutto un susseguirsi di “guarda….osserva….. ascolta…” e mentre parlavo con lui il senso della meraviglia aumentava dentro di me e mi sembrava di vedere per la prima volta lucertole e onde e mare e tramonti.
    Mia madre fà la stessa cosa quando il mio piccolo è con lui. In questi giorni (A.ha quasi 5 mesi) ci stupiamo di quanto lui sia desideroso di voce e così propenso all’ascolto.

  2. amrita permalink*
    26 luglio 2011 12:38

    Grazie Tina per la bella testimonianza!
    Vedrai che continuare così sarà sempre più bello e sorprendente 🙂
    Un abbraccio

  3. admin permalink
    28 luglio 2011 12:57

    Avete scelto tra le parole più toccanti del libro. Grazie a voi e un saluto a Tina 🙂

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