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Un uccello canta meglio sul proprio albero genealogico

25 agosto 2011


“Tutti i personaggi, luoghi e avvenimenti (benché a volte l’ordine cronologico sia alterato) sono reali. Ma questa realtà è alterata e trasformata ed esaltata fino a diventare mito. Il nostro albero genealogico da un lato è la trappola che limita i nostri pensieri, emozioni, desideri e vita materiale… e dall’altro è il tesoro che racchiude la maggior parte dei nostri valori. Oltre ad essere un romanzo, questo libro è un lavoro che, se riuscito, aspira a servire da esempio affinché ogni lettore possa seguirlo trasformando attraverso il perdono la propria leggenda familiare in leggenda eroica”.
Alejandro Jodorowsky

Queste parole (e quelle del titolo, di Jean Cocteau) sono tratte da uno dei libri più straordinari che abbia mai letto: “Quando Teresa si arrabbiò con Dio”, di A. Jodorowsky, ed. Feltrinelli. Ma di questo libro non vi dirò nulla, se non che mi è stato consigliato da un amico che per questo ringrazio dal profondo.
Le ho trascritte perché sono, semplicemente, vere. Bisogna leggerle bene per sentirle tali: leggerle con l’anima, scandagliando anche gli spazi tra le righe, provando a sentirsi pagina, virtuale o reale, ma bianca. Spazio candido su cui riscrivere tutto; spazio del mito in cui decostruire ogni storia, ogni evento, ogni più piccola particella di tempo, come un bimbo che gioca con le costruzioni. Quei frammenti di tempo di spazio d’amore e sofferenza, quei vuoti pieni d’angoscia e dolore, quel silenzio misto a grida di gioia, possono essere composti e ricomposti in uno straordinario caleidoscopio di colori: e quella è la nostra anima, quello è il viaggio e la meta.

A volte c’è un velo tra noi e questo riconoscimento luminoso e abbagliante, un velo che ci separa da noi stessi e dalle nostre radici, da cui cerchiamo di volare lontano.
Eppure, come scrive Bert Hellinger, “senza radici non si vola”. Senza radici siamo mutilati delle nostre ali, dei nostri sogni, del nostro stesso corpo – di ogni bellezza.
Sono molte le vie per arrivare là da dove siamo partiti: al centro del nostro cuore. Una è quella delle Costellazioni Familiari: il percorso individuato proprio da Hellinger. Anche di questo non vi dirò nulla, perché ci sono cose che non vanno dette ma solo vissute, sentite, scoperte, amate, approfondite giorno per giorno, senza altri maestri che quello interiore.
Domenica 25 settembre un’autorevole quanto illuminata discepola di Hellinger, Daniella Conti, sarà a Palermo, all’Associazione Colori di Luce, per un seminario sulle Costellazioni Familiari. Per un’intera giornata potremo vivere un’esperienza impagabile: vi invito a venire per sentire voi stessi di cosa si tratta. Non è facile incontrare una donna come Daniella, né un insegnamento come quello di Hellinger.

LOCANDINA_Costellazioni Settembre 2011
a Palermo le Costellazioni Familiari di Bert Hellinger condotte da Daniella Conti

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