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Madre o Testimone

6 settembre 2011

da Il Piccolo Principe, di Antoine de Saint-Exupéry
cap. XV:

Il sesto pianeta era dieci volte più grande.
Era abitato da un vecchio signore che scriveva degli enormi libri.
“Ecco un esploratore”, esclamò quando scorse il piccolo principe.
Il piccolo principe si sedette sul tavolo ansimando un poco.
Era in viaggio da tanto tempo.
“Da dove vieni?” gli domando’ il vecchio signore.
“Che cos’è questo grosso libro?” disse il piccolo principe. “Che cosa fate qui?”
“Sono un geografo”, disse il vecchio signore.
“Che cos’è un geografo?”
“E’ un sapiente che sa dove si trovano i mari, i fiumi, le città, le montagne e i deserti”.
“E’ molto interessante”, disse il piccolo principe, “questo finalmente è un vero mestiere!”
E diede un’occhiata tutto intorno sul pianeta del geografo. Non aveva mai visto fino ad ora un pianeta così maestoso.
“E’ molto bello il vostro pianeta. Ci sono degli oceani?”
“Non lo posso sapere”, disse il geografo.
“Ah! (il piccolo principe fu deluso) E delle montagne?”

“Non lo posso sapere”, disse il geografo.

“E delle città e dei fiumi e dei deserti?”
“Neppure lo posso sapere”, disse il geografo.
“Ma siete un geografo!”
“Esatto”, disse il geografo, “ma non sono un esploratore.
Manco completamente di esploratori.
Non è il geografo che va a fare il conto delle città, dei fiumi, delle montagne, dei mari, degli oceani e dei deserti.
Il geografo è troppo importante per andare in giro.
Non lascia mai il suo ufficio, ma riceve gli esploratori, li interroga e prende degli appunti sui loro ricordi.
E se i ricordi di uno di loro gli sembrano interessanti, il geografo fa fare un’inchiesta sulla moralità dell’esploratore”.
“Perché?”
“Perché se l’esploratore mentisse porterebbe una catastrofe nei libri di geografia. Ed anche un esploratore che bevesse troppo”.
“Perché?”
“Perché gli ubriachi vedono doppio e allora il geografo si annoterebbe due montagne là dove ce n’è una sola”.
“Io conosco qualcuno” disse il piccolo principe, “che sarebbe un cattivo esploratore”.
“E’ possibile. Dunque, quando la moralità dell’esploratore sembra buona, si fa un’inchiesta sulla sua scoperta”.
“Si va a vedere?”.
“No, è troppo complicato. Ma si esige che l’esploratore fornisca le prove. Per esempio, se si tratta di una grossa montagna, si esige che riporti delle grosse pietre”…

 

Ho trovato una grossa pietra sulla spiaggia, e mi sono sentita anch’io un’esploratrice.

Le pietre sono ossa della Terra, dice il Mito: ossa della Madre, tanto che lanciandosele alle spalle si trasformano in semi, di uomini e donne.

Questa pietra è un seme se me la lancio alle spalle: dentro c’è un essere che freme e vibra, si sente la potenza che vorrebbe sprigionarsi.

Se invece la guardo soltanto è una prova, dice il geografo. C’è una specie di planisfero disegnato sopra: è una prova che esiste la Terra, tutta intera in una sola pietra.

Dipende soltanto da me essere Madre o Testimone di una nascita divina.

 

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