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Il mondo nuovo, Aldous Huxley

14 ottobre 2011

nidi d'uomoGuardate quest’immagine. Ce l’ha concessa una nostra amica fotografa, Giulia Maggì, che ringraziamo sempre per le foto che ci dona. “Nidi d’uomo” è il titolo di questa immagine calda, accogliente, benauguriosa. In questo “nido” è racchiuso tutto il mistero della vita. Ma potrebbe essere che in un futuro non troppo lontano, icone come queste non ci diranno più nulla. Cliccando sui link seguenti troverete alcune pagine della mia vecchia antologia del ginnasio, “L’avventura del lettore”, dedicate ad un romanzo scritto in tempi insospettabili, nel lontano 1932, dallo scrittore inglese Aldous Huxley, Brave New World.  In particolare ai due link seguenti leggerete l’incipit del romanzo e il commento al testo. Credo che sia di un’attualità agghiacciante. Buona lettura!

il mondo nuovo

commento a il mondo nuovo

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  1. 14 ottobre 2011 13:18

    Carissima rikama,
    in tempi non sospetti il genere letterario che adoro è il cosiddetto “genere distopico”, oltre a Brave New World, il celebre 1984 di Orwell e anche Fahrenheit 451… e immagino che tu li conosca e non sono da meno. Mi sono sempre chiesta se questi scrittori avessero abilità “profetiche” o una visione dell’uomo talmente profonda da potere prevederne certe mosse.
    un abbraccio
    trinitypat

  2. 15 ottobre 2011 07:09

    Mi viene in mente una camera dell’Atelier sul Mare, l’hotel di Castel di Tusa in cui ogni stanza è stata affidata alla creatività di un artista per consentire ai visitatori un viaggio attraverso la bellezza. E’ la “stanza dei portatori d’acqua”, di Danielle Mitterrand e Antonio Presti. Si entra da un ingresso che apre due scenari differenti: uno consente di accedere a un ambiente caldo, soleggiato, con un’immensa finestra sul mare, sulla luce e la bellezza. Pareti, tetto, pavimento sono ramate, e avvolgono di calore ed energia, vibrando di se stesse. Non è necessaria la luce elettrica, perché nel cavo di una pietra antica, in cui sono leggibili le stratificazioni del tempo, galleggiano sull’acqua delle minuscole fiammelle, che rifulgono da ogni parte. Il letto è ampio e fa venir voglia di stendervisi, così bianco in quel rossore che evoca Afrodite. Ma attigua a questa c’è un’altra camera, completamente diversa, agghiacciante. Le pareti d’alluminio sono fredde e lucide di niente; non ci sono finestre, e alcuni rami stecchiti e ritorti sottolineano l’assenza d’acqua. Due grossi cristalli di salgemma, spettrali in quel gelo, provvedono ad asciugare quei residui di umidità che ancora fossero presenti nell’aria circostante; il letto, allungato, evoca la tortura e lo stiramento di chi aspira a qualcosa che non c’è più. E’ lo scenario di un pianeta senz’acqua né vita.
    L’acqua rende fertile la terra e sostanzia il nostro corpo; simbolicamente è la nostra creatività: e la creatività è vita, perché ci consente di creare. Ci stiamo avviando verso un progressivo e paralizzante inaridimento: ancora è possibile cambiare rotta, ma non si sa per quanto.
    http://www.facebook.com/video/video.php?v=1226626756243

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