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Rifiutare la violenza è violenza?

16 ottobre 2011

Foto di Francesca Mannocchi 15 ottobre 2011

Le rotaie, il segnale stradale divelto, il semaforo verde che sembra dare via libera al fumo, alla distruzione, alla violenza.
Una delle tante immagini che documentano la giornata di ieri.

E oggi leggo tanti commenti da fare accapponare la pelle. Leggo per esempio che ognuno dev’essere libero di manifestare come gli pare, che non bisogna condannare né emarginare i violenti, perché è così, impedendo ad ognuno di esprimersi come sa e come può, che si diventa davvero violenti e si fa il gioco del sistema. Nessuno deve dire “come manifestare”, e la perversione sta nel prendersela con i violenti e non con chi, a monte, determina quella protesta.

E dunque i veri violenti, gli autoritari che s’impongono sugli altri, sono quelli della manifestazione pacifica, che come si vede in questo spezzone cercano d’isolare i violenti e per questo  devono giustificarsi:

Segno di un tempo in cui la gente non pensa più, segno di una confusione che dilaga e ammorba, che passa col verde e s’identifica con uno striscione che recita “non chiediamo il futuro ci prendiamo il presente”.

Se lo prendono così il presente, bruciando le macchine e distruggendo ogni cosa: come se non avessero mai imparato a parlare a pensare a dire le cose, come se l’unico linguaggio possibile fosse la rabbia, come se l’unico agire fosse distruggere.

E i violenti siamo noi.

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2 commenti leave one →
  1. amrita permalink*
    16 ottobre 2011 16:29

    Che tema a me caro, che affronti Samina!
    Chi utilizza modalità violente, tende spesso a portare la relazione sullo stesso piano. Quando non riceve adeguata risposta, cerca aiuto nel branco e attacca l’altro accusandolo di non sapersi confrontare. Che storia triste e vecchia!!!

  2. 16 ottobre 2011 16:34

    è vero, è così. Difficilissimo fare breccia in questi comportamenti, difficile non cadere in trappola. Ancora io non ho imparato, e non so. Scrivo mentre in tv scorrono immagini di ieri, e mi arrivano grida, sirene di ambulanze, confusione. Quando ho visto il viso di una ragazza insanguinata, ieri, avrei voluto piangere. Non è giusto. Noi non siamo questo.

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