Skip to content

Come nascono i bambini?

12 novembre 2011

Stamattina quest’immagine , scaricata da quell’inesauribile miniera che è facebook, mi ha fatto tornare alla mente la prima volta che seppi come avviene la nascita.
Avevo chiesto a mia madre “come nascono i bambini?”: lei aspettava già mia sorella, ma il pancione ancora non si vedeva. Mi rispose di chiedere a mio padre perché lei stava cucinando (!); corsi nello studio e lui mi raccontò, con una certa difficoltà, che nel pancino delle femminucce c’è un buchetto, che si allarga per far nascere il bambino. “No”, gli dissi con fermezza, emozionata, tremante, pensando che allora forse io non ero normale e che stavo per fargli una rivelazione terribile: “io non ho buchetti“.
“Ma sì che ce l’hai”, insisté lui, sorridendo rassicurante. E in quel momento – me lo ricordo come fosse oggi anche se avevo solo cinque anni -, venni folgorata come da un fulmine: ma sì, certo che ce l’avevo! era l’ombelico: ecco a cosa serviva!
Ricordo un’emozione insostenibile che mi scuoteva tutta, un’ebbrezza quasi, non riuscivo a stare ferma: corsi da mia madre gridando “papà me l’ha detto! me l’ha detto! so come nascono i bambini!”, “e come nascono?”, mi chiese lei. “Dall’ombelico! E’ un buchetto che si apre!”

Beh, non dimenticherò mai la faccia di mia madre. Stava affettando la cipolla sul marmo della cucina: si girò verso di me e non sapeva se ridere o no “ma no, hai capito male, papà non ti ha detto questo!”. Io ero ancora sotto l’effetto inebriante della mia Verità, già immaginavo che un giorno il mio ombelico avrebbe lasciato passare un bambino, tutto il mio piccolo essere si era attivato, Papà aveva detto così, era forse lei, la Mamma che ancora non lo sapeva, e così ribattei che era proprio così che papà aveva detto: i bambini nascono dall’ombelico.

Quella notte non riuscii a dormire: tutti e due i miei genitori, insieme, confusi, mi avevano spiegato che c’era un altro buchetto, più segreto, più intimo ed anche più protetto, come si conviene per una cosa così importante. Quando sarebbe stato il momento, si sarebbe aperto, prendendo la forma del bambino. Rinunciai per molto tempo a capire: erano troppo confusi e imbarazzati, e non sapevo perché.

Quando mia madre ebbe le doglie, mio padre mi accompagnò da una vicina di casa: ricordo solo che stavano preparando il tavolo in cucina perché mia madre avrebbe partorito là.

Quando tornai, c’era un fagottino miagolante fra le braccia di mia madre, e nessuno più sembrava vedermi… 🙂

Attenzione a come diciamo le cose ai nostri bambini!!!!!!

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: