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“Le cicatrici sono la mia vita”

21 novembre 2011

Fonte Inail “Regine di bellezza e donne infortunate insieme per la prevenzione”

“Le cicatrici sono la mia vita, la mia storia, e a ballare – anche con la protesi all’anca – ci vado lo stesso”, afferma, così, Monica, 36 anni, vittima di un incidente stradale mentre stava recandosi al lavoro. “Ho dovuto reinventarmi da capo senza una mano: dalle scarpe da allacciare a scrivere, a tutto quanto”, le fa eco un’altra Monica, la donna orgogliosa davanti allo specchio, oggi 40enne e colpita nel cuore della sua giovinezza – quindici anni fa – da un tritacarne “manomesso per produrre qualche polpetta in più”. “Sono precipitata dai gradoni dell’arena di Verona mentre facevamo la prova del Nabucco”, ricorda Marcella, 50 anni. “Il mio sogno di fare la cantante lirica si è infranto allora, ma l’incidente è stato anche un grande insegnamento. Ho recuperato la mia voce e la mia autostima: oggi canto jazz e musica gospel e insegno ai miei allievi quanto la voce possa essere terapeutica”. Storie di donne straordinarie – realmente eccezionali -, storie di ferite rimarginate a costo di lacrime e di fatica, storie di grandezza d’animo e dove l’accostamento alla grazia delle forme e all’armonia degli equilibri delle miss si fa compendio, ulteriore rafforzamento ed emblema evocativo.

Per guardare il video clicca qui video.html
Per leggere l’articolo completo “Regine di bellezza e donne infortunate insieme per la prevenzione”

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2 commenti leave one →
  1. luisa mondo permalink
    22 novembre 2011 11:04

    giorni fa ho ricevuto questo brano, a proposito…

    In un giorno in cui faceva molto caldo nel Sud della Florida un bambino
    decise d’andare a nuotare in una laguna dietro casa.
    Corse via dalla porta sul retro e si tuffò nell’acqua e nuotava felice.

    Sua madre lo guardava dalla finestra di casa e notò con orrore quello che
    stava succedendo…Così si diresse in fretta da suo figlio, gridando
    con quanta voce avesse .

    Sentendola, il bambino si agitò e nuotò guardando verso sua madre.
    Però fu troppo tardi… Dal pontile, la madre afferrò saldamente le braccia
    del figlio… giu sto quando il coccodrillo riuscì a prendere le gambe
    del bambino.

    La donna lottava determinata con tutta la forza del suo cuore … Il
    coccodrillo ovviamente era più forte ma questa donna non si arrese .

    Un signore che sentì delle grida, si affrettò in loro soccorso e con una
    pistola uccise il coccodrillo.
    Il bambino sopravvisse e anche se le sue gambe sono state così tanto
    “provate” puo’ camminare.

    Quando infine guarì, un giornalista domandò al bambino se gli avesse fatto
    vedere le cicatrici .
    Il bambino scostò la coperta e gliele mostrò.

    Con orgoglio però si rimboccò le maniche e disse : ” … però le cicatrici
    che lei deve vedere son queste !!”…
    ( Erano quelle lasciate dalle unghie della madre che avevano premuto con
    forza ).

    Il bambino proseguì dicendo :” Queste le ho, perchè mia madre non mi mollo’
    e mi salvò la vita .”

  2. amrita permalink*
    22 novembre 2011 11:08

    Grazie Lù
    un abbraccio

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