Skip to content

leggimi forte: Latte è Voce

28 novembre 2011

Durante l’ultimo incontro di “Leggimi Forte” – il Laboratorio di lettura a voce alta rivolto ai genitori di bambini da 0 a 24 mesi e ai bambini stessi che ogni mercoledì alle 16 si svolge alla Biblioteca dei Bambini e dei Ragazzi “Le Balate” di Palermo -, abbiamo letto questa bella pagina di Pietro Citati scoperta sul bel sito di Rossella Grenci che ringraziamo calorosamente:

“Tra i Greci, la lettura ad alta voce costituiva la forma originaria della lettura. L’eroe greco sognava, morendo, di conoscere il kleos, la “gloria” – ma kleos significava anche “suono”; e dunque egli desiderava che le sue gesta venissero declamate, recitate davanti ad un pubblico immenso, e così diventassero gloriose. Allora il testo non era, come per noi, una pura sequenza di segni: ne faceva parte la lettura sonora; esso era composto da un ordito scritto e da una trama vocale. Solo la voce completava lo scritto, dandogli l’atmosfera e l’eco musicale di cui aveva bisogno. Leggere veniva spesso indicato come cantare, e canora era la voce che interpretava. Chi leggeva, in Grecia e a Roma, stava in piedi: la voce era accompagnata da gesti e movimenti della testa, del torace e delle braccia; e questa lettura espressiva influenzava a sua volta la stesura del testo, che doveva obbedire alle intonazioni, cadenze e ritmi della tradizione orale. Il libro veniva ascoltato; e scritto per venire ascoltato.

Dopo secoli di lettura silenziosa, l’abitudine alla lettura ad alta voce ci riesce quasi incomprensibile. Siamo abituati a credere che il culmine del leggere stia nella nostra facoltà di capire, interpretare e identificarci col testo; e come era possibile capirlo, se una voce straniera parlava dal di fuori, con gesti e inflessioni che non erano i nostri? Come era possibile interrogare il libro, fermarlo, percorrerlo all’indietro, meditarlo in un attimo fuori dal tempo? Anche i Greci ebbero dei dubbi sulla pratica della lettura sonora, come racconta Jesper Svembro. Ma è probabile che, in buona parte, i nostri dubbi siano fuori luogo. L’abitudine della lettura ad alta voce si fondava sulla costruzione della memoria, e sulla capacità della memoria di avere presente tutto il testo, che noi abbiamo perduta. Platone, o Cicerone, comprendevano il libro come noi, anche se lo ascoltavano dalla voce di uno schiavo.”

Pietro Citati, Sulla Lettura

Una mamma, ascoltando queste parole, le ha commentate dicendo: “Anche il Vangelo, la Buona Novella, si legge a voce alta!”: ringraziamo anche lei per questo commento folgorante, a maggior ragione forse per me che non sono “credente”. Il valore della Parola è riconosciuto in ogni tradizione: la Parola dà alla luce, genera, rigenera. Non approfondirò quest’argomento di straordinaria ricchezza se non facendovi notare che la radice di vacca, vagire, voce (umana) è la stessa: nella voce che proferisce parola c’è quel grido, quel muggire, legato al latte che si offre o si richiede…

Leggiamo ad alta voce, dunque, qualsiasi cosa, anche la nostra stessa interiorità, leggiamola per scoprirla attivarla rianimarla:

“«In principio era il Verbo»: sono le prime parole del Vangelo
di Giovanni. Gli esseri umani supererebbero molte difficoltà ed
eviterebbero molte sofferenze se sapessero come applicarle nella
propria vita. Direte: «Ma come? Questa frase è talmente
astratta, talmente difficile da comprendere… Come possiamo
applicarla? – Ebbene, è proprio perché non cercate di
applicarla che rimane astratta e difficile da comprendere. – Ma
allora, cosa dobbiamo fare? – Semplicemente accompagnare ogni
vostra azione con il Verbo».
Prendiamo dei casi molto semplici dalla vita quotidiana. Quando
per esempio lavate i vetri, invece di eseguire questo compito
lasciando vagare il vostro pensiero chissà dove, siate coscienti
dei vostri gesti e dite: «Come lavo questo vetro, così il mio
cuore sia lavato e divenga trasparente». Fate la stessa cosa
quando spazzate, quando lavate i piatti, quando spolverate.
Certo, non è necessario dirlo ad alta voce, soprattutto se c’è
il rischio che qualcuno vi senta. L’importante è essere
coscienti, ossia applicare il vostro pensiero – e il pensiero
sottintende necessariamente delle parole – a tutto ciò che
fate, così da divenire creatori.  ”

Omraam Mikhaël Aïvanhov

E se volete, leggiamo anche semplicemente quelle piccole filastrocche e quelle storie che sin dall’inizio, per i nostri bambini, siano latte, calore, corpo caldo, vita. Solo così potremo trovarci e ritrovarci noi stessi:

Bambino

Bosco di fiaba, mondo diverso
Fammi trovare il bambino che ho perso
Valle lontana, regno incantato
Cerco il bambino che ho abbandonato
Rete di rovi, rami più verdi
Prima lo trovi ma poi lo riperdi
La fiaba è antica, la strada è nuova
Tanta fatica ma è lui che ti trova
Dagli la mano, non perderlo più
Ora il bambino sei tu

da un libro di Bruno Tognolini appena pubblicato da Topipittori, Alfabeto delle Fiabe 

Per info su Leggimi forte clicca qui e qui

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: