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Il Teatro del Solstizio e Pentesilea

5 dicembre 2011

Foto di Stefania Mandalà

Anche Pentesilea era una Regina: la Regina delle Amazzoni.

Si dice che abbia inventato l’ascia e l’alabarda, perché doveva difendersi. Da giovane uccise la sorella: non si sa  se per errore, scambiandola per un cervo, o perché veramente voleva farlo. Fatto sta che per tutta la propria esistenza cercò di scontare quella colpa che portava nel nome: Πενθεσίλεια, infatti, ha una radice che significa nello stesso tempo “sofferenza” e “passione”.

Non si può sfuggire, tuttavia, a ciò che è scritto nel proprio nome: e così Pentesilea fu condannata da Afrodite ad essere violentata da tutti gli uomini che la vedevano: per questo foggiò per sé una splendida armatura, ma inutilmente: neppure la morte potè evitarle quest’onta. Si racconta infatti che l’eroina, dopo aver ucciso Achille, lo vide tornare in vita grazie alle preghiere di Teti; uno dei due doveva necessariamente prevalere sull’altro, e così fu Achille ad uccidere lei; ma quando le sfilò l’elmo  fu conquistato dalla sua bellezza e la violentò anche lui, nonostante fosse già morta.

foto di René Purpura

L’unico onore che le rimase fu quello di essere sepolta dai Troiani.

Un laboratorio teatrale condotto l’anno scorso da Francesca Vaccaro si è configurato con un titolo che evoca l’infelice Regina delle Amazzoni: Pentesilea – Stuprata Speranza. Insieme a Elisa Bisignano, Alessandra Pipitone e Marianna Ippolito (e qui non possiamo non notare che la sorella di Pentesilea si chiamava Ippolita 🙂 ), e con la collaborazione attenta e assidua di Mirko Grimaldi e Cristiana D’Apolito, Francesca ha raccolto una testimonianza viva e dolente di un Femminile contemporaneo che ha un estremo bisogno di espressione, di riconoscimento e trasformazione.

Pentesilea è una donna incinta, incinta di se stessa, e deve partorire. In preda al travaglio, deve dare alla luce una nuova visione di sé, una “persona” che non sia solo maschera ma possa realmente avere diritto all’esistenza. Deve perché è giunto il momento e non è più possibile rimandare.

E noi, accogliendo quest’urgenza, ve la proponiamo nel tempo dell’anno in cui la notte è più lunga e deve  dare alla luce… la luce stessa: il 21 dicembre alle ore 21, presso l’Associazione Colori di Luce, in via G. Sciuti, 98, a Palermo.

E’ previsto un contributo di 3 euro per i soci dell’Associazione; per i non soci è di 5 euro. Vi chiediamo di prenotare chiamando il 348 6959545 o mandando una mail a daniela.thomas@ymail.com perché i posti sono limitati.

Per approfondire clicca qui e qui

Vi aspettiamo!

foto di René Purpura

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