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Latte di mamma, prodotto o processo?

21 dicembre 2011

 

Per un anno mi sono tirata il latte e l’ho dato alla mia bambina, poi mi è successo ancora, un’altra bimba e un’altro anno di latte tirato. Le mie figlie non si sono mai attaccate a me*
Il bambino cresceva bene, ma il mio seno sembrava impazzire. Abbiamo fatto pace quando abbiamo tolto ogni aggeggio tra me e lui*

*Parole e sentimenti condivisi da mamme ai nostri incontri

Qualche tempo fa ad un corso preparto in una clinica privata della mia città, a fine dell’incontro sull’allattamento è stato sorteggiato un tiralatte. Le mamme sembravano tutte molto contente, qualcuna diceva di averlo già comprato, qualcun’altra che l’aveva già ricevuto in regalo, “ma sai se si rompe.. meglio avere la riserva”

Gli oggetti che usiamo possono azzerare le nostre abilità? (Fonte, SiciliaInformazioni)

Il moderno consumismo spinge i consumatori a comprare avidamente (anche in periodi di crisi come questo) oggetti di poca o dubbia utilità. D’altra parte le case produttrici si riservano d’inventare gli oggetti più incredibili, che chiaramente vengono spacciati per “indispensabili, immancabili, insostituibili”. Fischietti colorati per richiamare Pluto in modo originale e non autoritario, tritacarte da ufficio, pasta a forma di fumetto che il bambino mangia con più piacere e così via.

Molti di questi oggetti cambiano radicalmente il nostro modo di vedere la vita e i rapporti con le persone e le cose, modificano perfino il nostro modo di pensare quanto di più naturale esista: il latte materno e l’allattamento al seno ne sono un esempio. Questo da quando, grazie all’invenzione (che di questo si tratta) del latte artificiale e dei tiralatte, “attaccare” il bambino al seno è diventato, per alcuni, addirittura superfluo.

Il tiralatte, lo dice il nome stesso, tira il latte dal seno materno qualora il bambino non fosse in grado di farlo da solo o qualora la madre, ad esempio per ragioni lavorative, non possa essere perennemente presente. Come per quasi tutte le cose, ci sono dei casi in cui quest’oggetto si rivela particolarmente utile, ma proviamo ad analizzare invece i modi in cui l’utilizzo di quest’oggetto modifica il rapporto della madre con il proprio latte e con il proprio bambino (e viceversa).

I tiralatte potrebbero essere nel complesso di limitata utilità e potrebbero potenzialmente danneggiare l’autostima delle donne, possono infatti creare dipendenza da un mezzo tecnologico suscettibile di fallimento, invece di incoraggiare una soluzione umana per un problema umano.

Riuscire ad effettuare una spremitura manuale, e non mediante una macchinetta elettrica, permetterebbe di nutrire il bambino senza l’aiuto del biberon e questo eviterebbe la confusione fra tettarella e capezzolo.

Inoltre i tiralatte contribuiscono alla medicalizzazione dell’allattamento materno e potrebbero enfatizzare il latte materno come prodotto piuttosto che come processo.

Ecco come si dimostra che lo stesso modo di avvertire il nostro corpo, e ogni suo processo, non sia condizionato solamente dal clima culturale, storico e sociale, bensì anche dagli oggetti che utilizziamo e che riteniamo importanti e utili. La comodità ha un prezzo: potrebbe azzerare le nostre abilità.

Fortunatamente uno dei dieci passi OMS Unicef prevede che alle madri che allattano al seno vengano mostrate le tecniche per la spremitura manuale.

E se vogliamo parlare anche di ricerche scientifiche
Spremere o usare il tiralatte per stimolare la suzione del neonato?(Fonte La Stampa) 

Uno studio suggerisce che il metodo dello spremere direttamente il latte dal seno sia in alcuni casi migliore che non l’utilizzo del tiralatte per stimolare il neonato a succhiare
Spremere il latte direttamente dal seno o utilizzare il tiralatte? Sebbene entrambi i metodi siano consigliati dagli esperti, nel caso di scarso appetito o difficoltà di suzione, un nuovo studio suggerisce che il primo metodo sia preferito da molte madri e da insegnare a chi non lo conosce.

Sull’Archives of Disease in Childhood sono stati pubblicati i risultati della ricerca che ha coinvolto 68 mamme e relativi neonati che durante le prime 12-36 avevano difficoltà a succhiare il latte o a essere comunque allattati.
Le neomamme partecipanti allo studio sono state suddivise a caso in due gruppi. Le appartenenti al primo gruppo sono state inviate a spremere manualmente il latte per 15 minuti nell’atto d’incoraggiare il bambino alla suzione. Quelle del secondo gruppo hanno invece utilizzato il tiralatte, sempre per 15 minuti.

Dopo questa fase, gli autori dello studio hanno valutato la quantità di latte prodotto e quello succhiato dal bambino, il livello di dolore al seno e la fiducia nel processo di allattamento. In seguito, sono stati monitorati i tassi di allattamento quando i neonati avevano una settimana, un mese e due mesi di vita.
I dati raccolti, alla fine dello studio, hanno mostrato che all’inizio non vi erano differenze tra i due metodi nel volume del latte secreto, il dolore al seno e i livelli di fiducia. Le differenze invece si notavano a 2 mesi quando i tassi di allattamento erano maggiori nelle madri che utilizzavano il metodo della spremitura a mano, rispetto a quelle che avevano usato il tiralatte.

Le mamme del primo gruppo, quello della spremitura, hanno anche affermato che questo metodo era molto pratico e facile da mettere in atto, anche quando erano in giro. La quasi totalità, poi, delle madri (il 97%) che utilizzavano il metodo della spremitura ha continuato l’allattamento al seno, contro il 73% delle altre. In compenso, la maggioranza quelle assegnate al gruppo tiralatte, ha dichiarato di tirare il latte in momenti diversi per poi poterlo utilizzare in altrettanti momenti diversi. Solo il 15% ha dichiarato di averlo fatto per aumentare la produzione di latte.

Gli autori dello studio, nonostante ritengano che il metodo del tiralatte sia valido, suggeriscono che alle neomamme dovrebbe essere insegnato anche il metodo manuale di spremitura, in modo che possano usufruirne se lo preferiscono o quando non possono utilizzare il primo. In entrambi i casi, tutte e due i metodi possono essere impiegati con profitto.

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