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Fermate la macchina che devo nascere adesso!

20 febbraio 2012

Come sarebbe bello se ogni donna potesse avere la possibilità di scegliere in modo informato e consapevole  il luogo e le persone del proprio parto…

Mentre qui in Italia sono stati coinvolti pure  i Carabinieri per verificare l’utilizzo non appropriato del parto cesareo nelle strutture pubbliche e private, e l’Istituto Superiore di Sanità ha emesso delle nuove Linee Guida per rendere il taglio cesareo una scelta appropriata e consapevole , in Norvegia l’anno scorso   450 donne non hanno partorito in ospedale e di queste ben 193 hanno partorito in auto. Si proprio così in automobile.

Per questo le autorità sanitarie norvegesi si ritrovano a voler capire  il perché di tanti parti in auto e stanno predisponendo delle interviste a queste donne,  per capire se ciò succede perché aspettano troppo a lungo, o perchè rifiutate dall’ospedale, o se è qualcosa di più banale come il traffico. Dalle interviste si vuol indagare anche sulle percezioni delle donne che hanno partorito al di fuori dell’ospedale. 

FOTO: Carl Martin Nordby

Questo bel bimbo che si vede in foto, James Erstad, è nato nel sedile posteriore dell’auto. Il papà ha fermato l’auto e in collegamento telefonico con l’ostetrica ha assistito la moglie. Alla nascita del bimbo, non ha tagliato il cordone ma ha solo appoggiato il bimbo sul petto della madre in attesa dell’ambulanza.

Tratto liberamente da aftenposten
ringrazio Federica Sapuppo per la segnalazione

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  1. marzia permalink
    21 febbraio 2012 08:07

    questo avviene spesso anche in Inghilterra, mi spiegava una collega ostetrica inglese, per via delle lunghe distanze e del traffico 🙂 ma a mio avviso c’è anche una componente legata alla “naturalezza” dell’evento. Intendo dire che in uno stato dove la mamma è realmente messa nelle condizioni di scegliere le modalità del proprio parto (in Inghilterra ad esempio le gravidanze fisiologice sono TUTTE seguite dalle midwives e solo in caso di patologia subentra la figura del ginecologo) questo cambia la percezione dell’evento nella testa della neo mamma: così da evento “altamente pericoloso” perchè seguito per 9 mesi da un medico che certamente ti vorrà in opsedale per l’espletamento dello stesso può diventare un evento “naturale” che consente di vivere il dolore per quello che è e quindi, in questa visione delle cose, è plausibile che una donna nn arrivi nemmeno in ospedale perchè il suo parto avverrà molto prima del previsto e senza alcuna complicazione!

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