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Restiamo a guardare il mare: ciao Lucio.

1 marzo 2012

ImmagineLa sua voce c’era da sempre: sono nata e già cantava.

Eppure è morto. La sua voce no, quella continuerà ad esserci: ma non è la stessa cosa.

Quest’estate l’avevo incontrato fuori dallo schermo, dalla ribalta, dalla confusione, all’Atelier sul Mare, il luogo che per lui era un rifugio: a casa di Antonio Presti, suo carissimo amico, che gli assicurava accoglienza e discrezione.

Lo vedevo pranzare tranquillo seduto al suo tavolo insieme a Marco, guardando il mare.

La sera si saliva tutti in terrazza: e quante risate! Di quelle a bocca aperta, di pancia, che non finiscono più. Di quelle che si fanno solo quando ci si sente tra amici. Antonio, Gianfranco, Lucio, Marco, Giana, Monica, Daniele, Attilio piccolino “un po’ come mio fratello”, diceva Marco…

Ma gli amici non muoiono: rimangono sempre con noi. Viviamo noi per loro, ancora non si sa per quanto: ma noi ci siamo. Ci siamo ancora, Antonio, Gianfranco, Marco, Giana, Monica, Daniele, Attilio… Lucio. Siamo ancora qui, tutti a guardare il mare, con le spalle alla confusione, agli sguardi indiscreti – alla gente.

Qui dove il mare luccica
e tira forte il vento
su una vecchia terrazza davanti al golfo di Sorrento
un uomo abbraccia una ragazza
dopo che aveva pianto
poi si schiarisce la voce e ricomincia il canto

Te voglio bene assai
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint’ e’ vene sai

Vide le luci in mezzo al mare
pensò alle notti la in America
ma erano solo le lampare
e la bianca scia di un’elica
sentì il dolore nella musica
si alzò dal Pianoforte
ma quando vide la luna uscire da una nuvola
gli sembrò più dolce anche la morte
Guardò negli occhi la ragazza
quegli occhi verdi come il mare
poi all’improvviso uscì una lacrima
e lui credette di affogare

Te voglio bene assai
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
e scioglie il sangue dint’e vene sai

Potenza della lirica
dove ogni dramma è un falso
che con un po’ di trucco e con la mimica
puoi diventare un altro
Ma due occhi che ti guardano
così vicini e veri
ti fanno scordare le parole
confondono i pensieri.

Così diventò tutto piccolo
anche le notti là in America
ti volti e vedi la tua vita
come la scia di un’elica

Ah sì, è la vita che finisce
ma lui non ci pensò poi tanto
anzi si sentiva felice
e ricominciò il suo canto

Te voglio bene assai
ma tanto tanto bene sai
è una catena ormai
che scioglie il sangue dint’e vene sai.

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One Comment leave one →
  1. amrita permalink*
    1 marzo 2012 13:26

    mistero è il singhiozzare di domodama nel notificare questo post
    mistero è quando un dolore al petto arriva e ti porta via
    mistero è quando arriva e ti lascia ancora un pò di tempo.
    Ciao Lucio, restiamo a guardare il mare

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