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Basta raccoglierla?

2 marzo 2012

Ieri è venuto in Biblioteca un bambino molto vivace, M.

Ha sette anni e viene raramente, spesso ruba qualcosa e poi scappa, è difficile per me riuscire ad attirare la sua attenzione per più di tre secondi.

Anche ieri, come sempre, è entrato correndo allegramente, poi si è seduto al tavolo con noi che stavamo disegnando i dinosauri.

“Sono stronzi”, ha detto, e il suo amico più grande gli ha dato una manata sulla schiena. “Chi sono stronzi?”, ho chiesto. “Non si dice questo e iddu ‘un lu voli sapiri”, ha ammonito l’altro, G.

“Stronzi e basta” ha ripetuto M. ridendo; “ahahah stronzi, stronza, stronzo ahahahah”, e G. gli ha dato un’altra manata sulle spalle, ma rideva anche lui, ripetendo “non si dice!!!!! u vo’ capiri????”.

Ho preso il vocabolario e ho detto: “guarda qui, M.: in questo libro ci sono tutte le parole della nostra lingua; c’è anche stronzo, guarda” e gli ho letto la definizione:

 

stronzo

[strón-zo]

A s.m. (f. -za nel sign. 2)
1 volg. Tratto di escremento solido, di forma cilindrica

“Quindi si può dire: è italiano. E vuol dire cacca“, ho continuato.
“No! No! No!” ha gridato, come se gli stessi distruggendo un mito, “vuol dire pezz’i mierda“, ha aggiunto ridendo, soddisfatto di quell’indicibile che lui osava rendere dicibile davanti a me adulta e per di più “strania“.
“Anche merda vuol dire caccaPezzo di merda vuol dire pezzo di cacca, come stronzo: e quindi? che vuoi dire?” gli ho risposto, evitando di cercare merda nel dizionario, ma ricordando che da bambina lo avevo fatto :), e perdendo anch’io l’indicibile in favore del dicibile, codificato addirittura nel Vocabolario della Lingua Italiana.
Beh, per la prima volta ho visto M. smarrito, poi arrabbiato. “No!”, ripeteva, “stronzo stronza stronzi pezz’i mieida, no!“. Allora l’ho detto: “C’è anche merda nel Vocabolario, vuoi vedere?”. “No! Stronza!”
“Ma se non mi spieghi cosa vuoi dire a che serve che lo ripeti? Non ti capisco: mi dici cacca?” E ho chiesto ad Anna, seduta poco lontano “vero che stronzo vuol dire cacca?” “sì”, ha risposto lei, “ma neppure tanta: solo un pezzetto”.
“Stronza stronzi tutti”, ha ripetuto lui, stizzito. “Va bene, se non hai altro da dire puoi andare a casa: qui stavamo lavorando”, gli ho detto, e l’ho accompagnato alla porta. “Torna domani se ti viene in mente qualcos’altro”.
Chissà se tornerà.
Certo che il vocabolario uccide la potenza del mistero! Dice tutto, persino come si pronunzia: dice l’indicibile… e ci insegna a raccoglierlo.
cacca
[càc-ca]
s.f. (pl. -che)

1 infant. Escremento umano: fare la c.
‖ estens. Cosa sudicia: non toccare, è c.
Per chi volesse approfondire, ecco un titolo utile: Chi me l’ha fatta in testa?, di W. Holzwarth e W. Erlbruch: in Biblioteca c’è.
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