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Attenti al Lupo Bianco

5 marzo 2012

L’equivoco madornale: quello che i nostri idoli – siano essi genitori, insegnanti, Guru o semplicemente personaggi dello spettacolo – ci debbano la perfezione.

E che inoltre quella perfezione non sia assoluta, ma cambi a seconda del punto di vista di chi guarda. Chiusi in una gabbia d’oro, i nostri “preferiti” non hanno nessun diritto di essere se stessi e vivere la propria vita a modo loro. Devono gridare questo o quello, puntualizzare come e cosa sentono, farsi promotori del pensiero altrui, illuminare i più oscuri recessi della propria interiorità per darla in pasto ai propri fans.

Una volta, in un libro, Munari ha raccontato la storia di Cappuccetto Bianco.

“Assolutamente sconosciuta fino al giorno in cui è andato in stampa questo libro era la storia di Cappuccetto Bianco.

Ora è qui in queste pagine ma non si vede.
Si sa che c’è questa bambina tutta vestita di bianco, sperduta nella neve.

Si sa che c’è una nonna, una mamma, un lupo. Si sa che c’è una panchina di pietra nel piccolo giardino coperto dalla neve, ma non si vede niente, non si vede la cuccia del cane, non si vedono le aiuole, non si vede niente, proprio niente, tutto è coperto dalla neve. Mai vista tanta neve ”

Le pagine di quel libro sono tutte candide. Le giri, e sono completamente bianche, una dopo l’altra. Ma all’improvviso cosa spunta, proprio nell’ultima facciata? Un paio di occhioni azzurri, solo quelli, che ti guardano, cristallini e curiosi (chissà se sono veramente di Cappuccetto Bianco). Per un’epifania dello sguardo, non serviva altro.
(da qui)

 

Sarebbe ora di comprendere che genitori, insegnanti, Guru, esponenti di questo e quel “mondo” NON sono Cappuccetto Bianco.

Non sono pagine bianche su cui noi dobbiamo scrivere la nostra storia, anche se, come scrive Munari, “per un’epifania dello sguardo” non serve altro.

Distinguiamo, una volta per tutte, lo sguardo natale da quello dell’epifania: e lasciamo in pace le persone, lasciamole vivere ed anche morire, e rispettiamo il dolore di chi rimane, che è in tutto come noi: un lupo bianco confuso nel candore della neve.

 

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