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Luna per tutte

19 aprile 2012
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Innanzitutto mi presento.
Mi chiamo Silvia.
Mi siedo qui a scrivere per condividere un’idea su un argomento che credo sia un argomento sempre molto sentito per le donne (e perché no, forse anche per gli uomini):
il ciclo mestruale.
Nonostante il corpo sia “nostro”, abbiamo spesso difficoltà a comunicare con lui al meglio.
Almeno io a volte incontro degli ostacoli e non riesco ad ascoltarlo e ad assecondarlo come vorrei. Eppure quando ci riesco è una bellissima sensazione a trecentosessanta gradi e un ulteriore piccolo passo avanti nella conoscenza di me stessa.
Così è stato per me con le mestruazioni, nonostante mi ritenga abbastanza fortunata perché mi hanno portato si dolori, ma mai tanto forti da risultare invalidanti.
Comunque ho fatto esperienza di sbalzi ormonali, sbalzi d’umore, un po’ di dolore fisico sparso, cambiamenti nelle abitudini, condizionamenti sociali da non sottovalutare, imbarazzo, peripezie varie per evitare di sporcarmi o per evitare che i cattivi odori avessero il sopravvento… insomma potrei continuare con l’elenco.
Oggi dal mio primo ciclo mestruale sono passati più di quindici anni e nel mio percorso ho avuto la fortuna e l’occasione di iniziare a cambiare positivamente il mio approccio a questo incantevole momento femminile, che oggi considero un momento di arricchimento.
Ancora ho davvero moltissima strada da fare, ma una parte importante per me è stata di tipo pratico, cioè riuscire a sostituire i classici tamponi e assorbenti esterni, con una coppetta di silicone.

L’ho conosciuta tramite un’amica e l’ho provata.
Questa coppetta è stata inventata parecchi anni fa, in Inghilterra, da un gruppo di donne.
Ha la funzione di raccogliere il flusso mestruale e, a parte qualche piccola prevedibile difficoltà iniziale, è di semplice utilizzo.
Va sterilizzata facendola bollire per circa cinque minuti tra un flusso e l’altro e per il resto durante il giorno va semplicemente sciacquata sotto l’acqua corrente ogni 4/8 ore. Il materiale di cui è fatta, al contrario del rayon degli assorbenti interni ad esempio, rende estremamente difficile la formazione del batterio che causa la TSS (Sindrome da Shock Tossico).
Vi lascio immaginare la rivoluzione: niente più assorbenti, quindi un risparmio economico notevole (a me ormai capita giusto di usare qualche proteggi-slip alla fine del ciclo), una comodità senza paragoni, niente più odori molesti, libertà nei movimenti, praticità e cosa altrettanto importante, un impatto ambientale drasticamente ridotto (una mooncup dura circa dieci anni).
Mi rendo perfettamente conto che sia uno strumento nuovo per molti versi e quindi che sia inevitabile una certa diffidenza ma, come tutte le cose belle e importanti, può richiedere uno sforzo per cercare di capire meglio di cosa si tratta.
Per me il tentativo è stato assolutamente positivo e quindi è proprio un tentativo che mi sento di consigliare a chiunque abbia voglia di sperimentare.
Purtroppo qui a  Palermo, dove vivo io, non è reperibile direttamente in nessun negozio.
Io infatti l’ho acquistata online.
Ne esistono di tantissime marche, per cui se siete curiose potete fare “un giro” sulla rete, cercare quella che fa al caso vostro e soddisfare eventuali altre curiosità.
Intanto vi lascio il link di un video che spiega come usarla al meglio.
Per qualunque domanda (sempre che sia in grado di rispondere), scambio e confronto  rimango totalmente a disposizione.
Silvia

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One Comment leave one →
  1. Denise Cecilia S. permalink
    20 aprile 2012 18:21

    Non conoscevo l’esistenza della coppetta fino a poco tempo fa, quando ne ho letto su un altro blog. Ancora non l’ho provata ma ne ho tutta l’intenzione: non posso esprimere un giudizio ora, però a naso, da sanitaria, mi pare tutt’altro che anti-igienica come alcuni sostengono (al di là della TSS, altro capitolo comunque importante).
    Sicuramente, specie per persone un tantinello ‘inganfite’ come me, l’uso non sarà immediatamente facile e spontaneo. E i timori sono parecchi. Però mi ispira, ed a meno di non venirne delusa in modo clamoroso credo che diventerò anch’io una fan e una divulgatrice 😉

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