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Il Monte dalla Carne di Rosa

17 giugno 2012

E’ come rosata la roccia della Montagna Sacra ai palermitani, il Monte Pellegrino.

E Rosalia è il nome della Santa che ha abitato e abita il cuore del Monte. Qual è il significato di questo nome? In rete leggo che deriva da Rosàlia e significa “corona di rose”. Le rosalie erano feste popolari a carattere funebre che gli antichi romani celebravano nel periodo di massima foritura delle rose, cioè tra maggio e giugno. Da questa tradizione nasce anche la nostra abitudine di portare fiori sulle tombe dei nostri defunti che simboleggiano la brevità della vita umana ma che per gli antichi romani rappresentavano anche la materializzazione della personalità stessa del defunto. La cerimonia delle rosarie, divenuta poi delle rosalie, consisteva in un pranzo in cui venivano date agli invitati le rose che questi ultimi avrebbero portato sulle tombe dei loro defunti. Quasi tutte le bambine che nascevano durante le rosalie, venivano chiamate Rosalia, cioè nata durante le rosalie.

Scrive Bent Parodi nella sua Guida ai Nomi (ed. Guida, 1988):

Contrariamente a quanto si riteneva fino a pochi decenni addietro, Rosalia, nome femminile di larghissima popolarità in Sicilia, non è di origine latina bensì normanna.

Non è, quindi, un composto di RosaLia né tanto meno derivato da Rosàlia, nome di una antichissima festa latina che fu adottato dalle prime comunità cristiane.

Il vero modello storico del personale moderno è la santa, patrona della città di Palermo.

Nata agli inizi del XII secolo a Santo Stefano Quisquina (oggi in provincia di Agrigento), Rosalia era figlia di Sinibaldo, un potente principe che vantava discendenza addirittura da Carlo Magno. [… ]

Rosalia era una normanna. Ed è, allora, nella lingua dei Normanni che bisogna ricercare l’origine del suo nome, il suo significato etimologico? Al riguardo gli studiosi, pur concordando sulla radice storica, sono divisi nel dettaglio dell’analisi.

Si è constatato, anzitutto, che la forma siciliana Rusulia si alterna con quella di Rusulina [… ], che potrebbe anche essere il modello più arcaico e non un semplice diminutivo; cosicché si è pensato ad un possibile collegamento col francese antico RucelinRoscelin, nome entrato a far parte del ciclo della “Chanson de geste” e che deriva da un composto germanico. Il primo elemento è senz’altro hrothhrothi, “fama, gloria” [… ].

Quanto al secondo elemento del nome –  -lin – esso rappresenta probabilmente [… ] un abbreviato con valore affettivo e vezzeggiativo [… ]. Il germanico Ruozelin, documentato a partire dall’XI secolo e modello di Rusulina, significherebbe quindi “piccola famosa, gloriosa”.

Ci saranno di certo altre interpretazioni illustri del nome della Santuzza. Ma è bello anche evocarne di nuove, distillandole dalla profonda risonanza di quest’immagine archetipica, che in sé racchiude le infinite sfaccettature del culto della Grande Dea.

Una di queste l’ho raccolta ieri, è di Enzo Guzzo: Rosalia potrebbe derivare da Rosa e dal tema -ly del greco lyein, “sciogliere”. Sarebbe Colei che scioglie le rose e le diffonde tutt’intorno: la simbologia di quest’immagine è infinita.

Resta il fatto che il Monte sembra fatto di carne rosa, forse la Santuzza vi si rifugiò per questo?

Ancora, dopo secoli e secoli, la potenza degli archetipi evocati dalla Montagna Sacra e dalla Fanciulla Vergine, è intatta: basta riconoscerla, lasciarsi attraversare, accoglierla. Un’occasione unica, per dare alla luce una diversa consapevolezza, ci è data, in questi giorni, dalla possibilità di osservare la realizzazione della Statua di Santa Rosalia in occasione del 388° festino di Palermo. Il Comune di Palermo, infatti, ha affidato all’Accademia di Belle Arti il compito di realizzare il Carro, e allo scultore Salvatore Rizzuti quello di modellare la grande Statua che rappresenterà Rosalia.

Osservare la nascita di un’immagine fatta di anima e argilla, vederla concretizzarsi e poi trionfare: ecco, è davvero qualcosa di speciale. Ecco le prime immagini che aggiorneremo via via.

Per info su Salvatore Rizzuti clicca qui.

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3 commenti leave one →
  1. 17 giugno 2012 21:11

    Se ti chiedessi di pensare a una rosa, a cosa penseresti? Non farai che ripetere ciò che già sai di una rosa. Cos’altro faresti?
    La prima condizione nell’osservare una rosa è questa: chi guarda non dovrebbe avere alcun pensiero, facendosi vuoto per vivere quell’istante insieme al fiore. Lascia che la rosa stia da una parte e tu dall’altra, e che nessuno si metta in mezzo a voi; nulla che tu abbia già letto, sentito o conosciuto. Solo a quel punto, il mistero celato dentro la rosa comincerà a entrare nel tuo essere. Non trovando alcun ostacolo tra voi, penetrerà nel tuo essere: allora tu non vorrai più conoscere la rosa, ma ti sentirai tutt’uno con essa. Allora conoscerai il fiore dal suo interno.
    Osho

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  1. Realizzazione della statua di Santa Rosalia per il 388° Festino | Salvatore Rizzuti
  2. Rosalia e l’Arco della Balena « Domodama

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