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Rosalia e l’Arco della Balena

23 giugno 2012

Il fervore di Palermo è poco visibile: scorre nel sottosuolo, come i suoi fiumi segreti, o ribolle nascosto, come nell’athanor di un misterioso alchimista.

Così i cantieri culturali della Zisa, luogo antico e recente di lavoro creativo, sono cassa di risonanza, in questi giorni, di un’eco ugualmente antica e recente: quella del Femminile di questa città, rinnegato e celebrato, mistificato e venerato, impercettibile ma instancabile nel suo tessere insieme Bene e Male, Giorno e Notte, Cielo e Terra, nonostante tutto – inestricabilmente.

E’ qui, ai Cantieri, che sta nascendo una nuova immagine di questo Femminile salvifico, nelle vesti di Rosalia, la Santa patrona di Palermo. Un percorso semplice e retto porta dal cancello al padiglione in cui ha sede la Scuola di Scultura dell’Accademia di Belle Arti: e là, appena abbozzata quando, due o tre giorni fa l’ho vista, Rosalia era già viva e fremente, palpitando ben oltre l’argilla, ancora senza braccia ma già intenta a muovere il primo passo con il suo piede di terra impregnata d’acqua – l’acqua dei fiumi? del sottosuolo? l’umidità accogliente della terra di Sicilia?

Non ci vuole molto per dar forma a un’immagine: solo aria, acqua, terra, mani, creatività. Solo Arte, senso della Bellezza, penso guardando le stecche e il semplice spruzzino che lo scultore utilizza per quell’immensa figura di donna dal sorriso ancora appena percettibile e dalle labbra che ricordano quelle di mia figlia.

Nel frattempo gli allievi sono impegnati a plasmare i festoni di rose che orneranno il carro. Saranno forse bianche quelle rose, forse no, in fondo non importa tanto. Per ora sono dello stesso colore dell’argilla, e pullulano di vita.

Poco più in là un altro padiglione a forma di scafo rovesciato o di balena.

Dentro quella Balena sta nascendo un altro arco: quello della grande nave-carro che trasporterà Rosalia.

Arco e balena balenano insieme nella promessa dei colori che tingeranno di nuovo questa città messa a così dura prova per tanto tempo.

Il carro è ancora scheletro ma una carne di legno gli sta crescendo tutt’intorno. Renzo Milan, che ne è l’ideatore, mi dice che il colore su quel legno sarà trasparente, proprio perché nodi e venature rimangano visibili – proprio come quando un improvviso pallore o un rossore non nascondono la trama della pelle ma la rivelano più viva. Un’onda schiumeggiante s’infrangerà sulla prua della Nave – e quella schiuma mi ricorda Afrodite. Rosalia porta in sé le immagini della Grande Dea e nel suo nome ce ne sono tanti, come nella grotta che lei ha abitato e che è stata cara a Tanith e ad Astarte.

E’ vivo questo carro che cresce. Poco più in là una ragazza è intenta a scolpire il nostro caro Monte Pellegrino – e una neve di polistirolo ricopre lei ma non nasconde il suo bellissimo sorriso.

Un ramo d’albero occhieggia in alto, dalla finestra, e si muove col vento dentro il grande ventre di balena in cui ci muoviamo. Chiedo che albero sia: “Un albero qualsiasi”, mi rispondono. Sì, qualsiasi, ma speciale, sorrido fra me. Un elefante “scenico” avvolto nel cellophane aspetta più in là di rivivere un momento di gloria. Due allieve della scenografia dipingono le mattonelle che decoreranno le centine della grande Nave-Carro: sembrano vere, ed è proprio questa la grande scommessa, la differenza tra sembrare ed essere. Renzo Milan mi parla a lungo della differenza di sguardo tra uno scultore e uno scenografo: il primo realizza le cose in modo che siano quel che sono, al secondo basta che appaiano reali da lontano. In questa collaborazione tra Renzo Milan e Salvatore Rizzuti, lo scultore che sta plasmando l’immagine della Santuzza, si fondono millenni di storia del pensiero e Realtà e Sogno possono finalmente convivere.

Saliranno sul Carro uomini e donne di nazionalità diverse: anche Cieli diversi potranno tornare a ricoprire una sola terra, chissà, e la nostra città guiderà la rinascita.

su questa Rosalia che nasce vedi anche, su Domodama, Il Monte dalla Carne di Rosa e Viva Palermo, finalmente!

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3 commenti leave one →
  1. Giulia Maggì permalink
    24 giugno 2012 06:55

    grazie, il tuo messaggio cade a pennello, volevo contattare Totò, per sapere se potevo venire a fotografare. un bacio e grazie

Trackbacks

  1. Realizzazione della statua di Santa Rosalia per il 388° Festino | Salvatore Rizzuti

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