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Salvatore Coppola, il Popolo Degli Amici e Lupetto

27 luglio 2012

Quella di Salvatore Coppola editore (per info clicca qui) è “una delle più prestigiose case editrici indipendenti sul territorio siciliano”: indipendenti nel vero senso della parola, perché Salvatore ce la mette tutta per scovare, raccogliere e diffondere le energie migliori della nostra Isola, le più autentiche, le più significative – e lo fa da solo.

Da solo Salvatore divora velocissimo chilometri e chilometri ogni giorno, stringe mani, semina sorrisi, accende entusiasmo, condivide consensi; da solo scrive trascrive corregge impagina; da solo sogna, ma poi quei sogni riesce a trasfonderli nei suoi lettori e nel suo popolo – un popolo di amici che è più di una famiglia.

E’ l’Amicizia, quella con la A maiuscola, il suo credo: Salvatore è un amico fidatissimo e generoso, che si spende senza riserve e se hai bisogno ti raggiunge ovunque e in qualsiasi momento, quasi avesse ai piedi gli stivali delle sette leghe.

Vive nel modo più essenziale che si possa immaginare, ben lontano dai falsi bisogni del capitalismo: il suo unico capriccio è il fumo (su quello non transige). Mangia pochissimo, perché ciò che lo alimenta davvero sono giustizia, legalità, lealtà, affetto.

Da qualche mese Salvatore si è trasferito in un piccolo paese dell’entroterra siciliano, Caltabellotta: un luogo magico in cui il cielo è più vicino e la terra è fertile e forte, di pietra. E’ bello là, per lui, scrivere, seduto al bar, in piazza, con il suo cappello, le sigarette e i sogni. Si sente a casa: perché la sua casa non è il luogo dove abita, non quattro mura e un tetto, no, ma ogni luogo dove ancora vibra la semplicità – “buon giorno, buona giornata!”, “ass’a binirìca!”, granite di limoni appena colti, profumo d’innocenza, là è la casa.

Ma anche quello, non è mica un paradiso. Nottetempo, un balordo gli entra in casa, là dove Salvatore non si chiude nemmeno a chiave perché ha fiducia negli altri. Si guarda intorno, il balordo, e cerca qualcosa da rubare: ma cosa c’è? Nulla, ai suoi occhi; tutto, per Salvatore. C’è un letto, un tavolo, qualche sedia; ci sono un pc e due cellulari, e questi nulla sono tutto per Salvatore, sono il suo lavoro, il risultato di anni di fatica, i contatti, i numeri di telefono. Lui ci prova a dare qualche spicciolo al ladro; ma il balordo vuol fare la sua bella figura, e arraffa quel nulla – per farsene che?, ci chiediamo. Fatto sta che Salvatore rimane senza pc e cellulari, con un sogno infranto e lo sguardo vuoto.

C’è una bella filastrocca di Bruno Tognolini che qui gli dedichiamo:

“Ladro che hai preso le mie poche cose
Piccole e povere, per me preziose
Nella mia casa tu sei venuto
E allora io ti saluto
A me servivano e ora le ho perse
A te non servono e le hai rubate
Le nostre mani son molto diverse
Le hai mai guardate?
Tu usi le mani per togliere cose
Prendere al mondo ricchezza
Io uso le mie per aggiungere rose
Mettere al mondo bellezza
Io son contento delle mie mani
Quello che trovano lanciano al vento
Quello che perdono torna domani
Tu delle tue sei contento?”Filastrocca di saluto ai ladri per il furto di cose e attrezzature subito dalla casa editrice Orecchio Acerbo, aprile 2007

Bruno Tognolini

Ma vorremmo fare anche qualcos’altro, proprio partendo da questa filastrocca: usare le nostre mani per mettere al mondo bellezza.
Non lo conosciamo questo ladro, ma sappiamo per certo che con quei due cellulari vecchietti e con il pc di Salvatore non potrà farci proprio niente: ci piacerebbe chiedergli perché non li restituisce, magari lasciandoli con un biglietto in un luogo “neutro” – sarebbe un bel gesto.
Non sappiamo se lo farà: forse sì e forse no. Ricordo che da piccola leggevo di Ezechiele Lupo che si vergognava da morire di suo figlio Lupetto che era amico dei tre porcellini, perché ne disonorava la nomea. Magari questo ladro è come Lupetto e si vergogna, magari ha bisogno di essere incoraggiato a riconoscere che ha fatto una cavolata, non solo perché ha rubato, ma anche perché persino i ladri hanno un codice, e si vede che lui lo ignora.
Chi sarà questo ladro? Uno di noi, certamente. Non sappiamo come e perché sia arrivato a rubare, approfittando per di più di una persona gentile, mite e inerme: fatto sta che è accaduto, e questo riguarda tutti noi. Noi popolo di amici di Salvatore, noi suoi lettori, noi gente della sua comunità che è il Mondo. Noi e non solo noi. Facciamoci carico di questo errore (perché è un errore, ne siamo certi: a parlare col Signor Ladro lo capirebbe anche lui). Tutti possiamo sbagliare, no? Ognuno di noi avrà sbagliato qualcosa qualche volta… E allora facciamo un piccolo gesto: ognuno contribuisce come può, e in poco tempo Salvatore potrà riavere non solo il pc, ma soprattutto i sogni. Non vogliamo che vada via dal suo nuovo Paese. Non vogliamo che torni a Trapani con qualcosa in meno e il cuore pesante. Facciamogli sentire che ci siamo.
Ciao Salvatore!
RESISTI!!!!!!
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