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Stelle che diventano tartarughe e bambini che crescono

29 agosto 2012
Ultimo mercoledì, oggi, della Biblioteca delle Balate alla Città dei Ragazzi nell’ambito del progetto del Progetto Comunità educativa IQBAL finanziata dal Comune di Palermo con i fondi della ex legge 285/97.
Una splendida esperienza: per noi operatrici oltre che per i bambini.  Abbiamo imparato tanto: basta cambiare quartiere, a Palermo, e cambia tutto. Cambiano anche i nomi dei bambini: Ginevra Soraya Elisa Greta Mattia Nicole Martino Sophie; oppure Kevin Gessica (sic) Samuel Nenzi (sì, Nenzi) Meri… Meno male che Giuseppe, Francesco, Antonio e qualche altro si trovano ovunque 🙂
Abbiamo osservato molte differenze: nell’espressione, nel comportamento, nel tipo di problematiche. Più papà e più nonni e nonne qui alla Città dei Ragazzi rispetto che all’Albergheria; e questi papà e nonni attenti e sensibili, presenti, allegri anche.
Ma la cosa che mi è piaciuta di più va molto al di là delle differenze e dell’educazione.
La cosa che mi è piaciuta di più è la luce negli occhi dei bambini:  la stessa.
E’ stata una bellissima esperienza, eppure quando siamo andati via mi sentivo triste, ed anche i “miei” bambini – tre fratellini che frequentano abitualmente la Biblioteca – lo erano un po’, e mi chiedevano di rimanere ancora.
Abbiamo visto le tartarughe in una vasca, ed io ho raccontato loro che tanto tempo fa, vedendo una stella cadente, ho espresso un desiderio: volevo una tartaruga, perché ne avevo avuta una da piccola e avrei voluto che anche i miei figli ne potessero avere una. In poco tempo, in giardino è arrivata una vera tartaruga! Ma dopo un intero anno di solitudine, mi sembrava fosse triste, e così – lo so, non ci crederete e forse neppure i bambini mi hanno creduto ma è vero – ho desiderato, al consueto incontro con le stelle cadenti, una tartaruga maschio.
Beh, è arrivata. Ma non avevo pensato che due tartarughe non vanno d’accordo solo perché sono un maschio e una femmina: così hanno cominciato a… litigare selvaggiamente. Si scagliavano l’una contro l’altra, sembravano sempre arrabbiate. Allora le ho messe in una scatola e portate alla sede più vicina del WWF, dove mi hanno promesso che le avrebbero liberate in un posto popolato da altre tartarughe.
I tre fratellini erano perplessi. Uno di loro mi ha chiesto “allora possiamo esprimere qualsiasi desiderio e si avvera?”
Ho risposto “Sì: se lo desideri con forza e hai la pazienza di aspettare; e se non desideri qualcosa di assurdo o improbabile”.
“Se desidero una macchina mia e sono un bambino è assurdo, vero?”
“Sì”.
“E se desidero vedere la mia mamma che non c’è più è pure assurdo?”
“No. Potresti vederla in sogno”.
“E io posso desiderare di trovare una fidanzata?” ha chiesto un altro fratello.
“Sì”, ho sorriso.
“E desiderare un cane piccolo e un padre che lo vuole è assurdo?”
“No”, ho risposto pensando al loro papà che farebbe qualunque cosa per loro, ma certo ero un po’ tentennante e ho aggiunto “è un bel desiderio questo”.
In silenzio, abbiamo raggiunto la macchina. Ognuno di noi forse pensava ai desideri che cadono e diventano veri.
Poi in macchina abbiamo parlato di pesci palla e pesci pagliaccio: io non sapevo che esistessero! E di microscopi e cose buone da mangiare, e di boa che stritolavano coccodrilli, e di storie strane di bambini che rubano la Coca-Cola all’IperCoop.
I bambini sono tutti figli di ognuno di noi: tutti, perché tutti noi siamo stati bambini e ancora per fortuna lo siamo.
E nelle Biblioteche non si leggono solo i libri: anche il cielo e le stelle, gli alberi e gli animali, la terra e il mare – e i cuori, anche quelli.

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