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Dichiarazione per la libertà dei semi

6 settembre 2012

In una sentenza del 12 Luglio, la Corte di Giustizia dell’ Unione Europea, ha confermato il divieto di commercializzare sementi di varietà tradizionali che non siano state iscritte nel catalogo ufficiale europeo. E’ la sconfitta delle associazioni volontarie impegnate nella salvaguardia della varietà delle piante antiche, l’unica alternativa che avevamo a sementi inustriali ed OGM.
Le sementi tradizionali sono il risultato di millenni di selezione derivati dall’esperienza agricola umana, un tesoro che si è conservato nei secoli protetto dagli agricoltori; queste sementi riassumono in sé la memoria storica e biologica dell’agricoltura e racchiudono un patrimonio genetico molto vasto che determina la biodiversità dei prodotti agricoli. Dal 1998 però è in vigore una direttiva comunitaria europea che riserva la commercializzazione e lo scambio di sementi alle ditte sementiere vietandolo agli agricoltori, in questo modo ciò che i contadini hanno fatto per millenni è diventato improvvisamente un reato. L’intero mercato mondialedelle sementi è oggi quasi totalmente gestito da sette aziende multinazionali che detengono i brevetti e che si occupano contemporaneamente (e paradossalmente) della produzione di sementi, veleni per l’agricoltura e OGM. Come si è arrivato a questo? Considerando che l’iter per registrare un nuovo semente richiede circa 12-15 anni di lavoro e costare fino a 1 milione di euro, è semplice capire che parliamo di capitali di cui può disporre solo una grande azienda e non un piccolo agricoltore. Negli ultimi anni un progetto di recupero delle tradizioni culturali rurali, diverse associazioni di Seed Salvers (salvatore di semi) si erano impegnate nella salvaguardia della varietà delle piante antiche, salvandole dall’estinzione e coltivandole in orti su piccola scala. Il pregio di queste varietà di semi deriva dall’elevato valore nutritivo dei prodotti che producono e dal loro facile adattamento all’agricoltura eco-compatibile.

Per la fonte di questa notizia e per leggere tutto il post clicca qui; per la sentenza UE clicca qui.

Credo necessario sottoscrivere la seguente Dichiarazione per la libertà dei semi:

1. Il seme è la sorgente della vita, rappresenta la necessità della vita di esprimere se stessa, di rinnovarsi, di moltiplicarsi e di evolversi all’infinito liberamente
2. Il seme è la personificazione della biodiversità culturale. Contiene milioni di anni di evoluzione biologica e culturale e il potenziale di un futuro millenario.

3. La libertà dei semi è un diritto originario di tutte le forme di vita ed è la base della protezione della biodiversità.

4. La libertà dei semi è un diritto millenario di ogni agricoltore e produttore di cibo. Il diritto degli agricoltori di conservare, scambiare, migliorare, riprodurre e vendere I semi è il cuore della Libertà dei Semi. Quando questa libertà è rubata, gli agricoltori rimangono intrappolati nell’indebitamento e in casi estremi si suicidano.

5. La libertà dei Semi è la base della Libertà Alimentare, visto che i semi sono il primo  anello della catena alimentare.

6. La libertà dei semi è minacciata dai brevetti, che creano monopoli sui semi e rendono illegale la conservazione e lo scambio dei semi.
I brevetti sui semi sono eticamente ed ecologicamente ingiustificati perché i brevetti sono diritti esclusivi concessi per un’invenzione. Un seme non è un’invenzione. La vita non è un’invenzione.

7. La libertà dei semi delle diverse culture è minacciata dalla Biopirateria e dai brevetti sulle conoscenze indigene e sulla loro biodiversità.

8. La libertà dei semi è minacciata dai semi OGM, che stanno contaminando le nostre fattorie, chiudendo così ogni opzione di scelta per cibi OGM free per tutti. La libertà dei semi per i contadini è minacciata quando, dopo le contaminazioni, le multinazionali li citano in giudizio per “aver rubato le loro proprietà”.

9. La libertà dei semi è minacciata dalla loro deliberata trasformazione da una risorsa rinnovabile autogenerativa ad una merce brevettata non rinnovabile. Il caso più estremo di seme non rinnovabile è la “Tecnologia Terminator” sviluppata con lo scopo di creare un seme sterile.

10. Noi ci impegniamo a difendere le libertà dei semi come libertà delle diverse specie di evolvere; come libertà delle comunità umane di rivendicare  i semi  come” beni comuni”.

A tal fine,

-Noi salveremo  i semi, creeremo banche dei semi comunitarie e centri di documentazione sui semi, 

-Non riconosceremo alcuna legge che illegittimamente rende I semi proprietà privata delle multinazionali. 

-Noi fermeremo la brevettazione dei semi.

Vandana Shiva

Collettivamente, dobbiamo bloccare le brevettazione dei semi. Aderisci al Movimento Globale per la Libertà dei Semi, per fermarne il furto da parte delle multinazionali e con questo dunque, il furto della nostra libertà e del nostro futuro.

Cliccate qui per sottoscrivere la dichiarazione. E vediamo cosa ci viene in mente per fermare questo scempio!

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One Comment leave one →
  1. Rossella permalink
    6 settembre 2012 15:31

    Diffonderò anche io… grazie!

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