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cambiare sguardo, almeno questo: per Carmela e quelle come lei

21 ottobre 2012

Bisognerebbe guardare di nuovo “Il meraviglioso mondo di Amélie”, stavolta con occhi diversi.

Provare a chiedersi che cosa rappresenta quel personaggio delicato, e se per caso non ce l’abbiamo dentro. Se quella creatività gioiosa, quella capacità di guardare le cose diventandole non sia necessario alla vita.

Chiedersi quanta parte di Amélie venga uccisa ogni giorno con le nostre mani e con le nostre parole e poi dai nostri figli. Uccisa metaforicamente e realmente senza che cambi nulla: proprio come Carmela.

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  1. anna.pagliarini@alice.it permalink
    21 ottobre 2012 22:23

    Quante volte siamo in quello stato di grazia, dove sentiamo dentro la vita, dove noi siamo la vita!!! Quante volte spicchiamo il volo e via verso spazi sconfinati!!! Quante volte il passo è più angusto…come lupi d’inverno senza cibo ci sperdiamo tra la neve…quante volte mi chiedo se anche questa non sia la vita…questo alternarsi di sorriso e pianto…chè senza la pioggia non ci sarebbe arcobaleno!!!

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