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mai più

27 ottobre 2012
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“Qui per te venerabile fanciulla
galleggio a stento tra queste onde di lacrime e singhiozzi
mentre ancora una volta si ergono come rocce queste donne dai capelli grigi
e dal legnoso bastone ricurvo arriva il vecchio verbo con parole nuove.”

“ma se questi eventi ci coinvolgono tutti nelle conseguenze, ci accomunano tutti nel clima che le ha generate… Chi pensa che il “mostro” sia soltanto fuori sta pensando in modo semplicistico e deresponsabilizzante. E non trova altra via che additare il male fuori di sè, per dimenticarsene, per esorcizzarlo. Non è così. Siamo tutti coinvolti. Non domandiamoci il perchè di questa morte. Dovremo inevitabilmente arrestarci di fronte alla sua incomprensibilità. Per rimanere poi in preda alla disperazione. No! Domandiamoci piuttosto qualcosa su noi stessi e sulla nostra vita. Sì, è proprio così: possiamo interrogarci sulla morte, a patto che sia la morte a interpellare la vita.

Carissimi giovani, presenti così numerosi questa mattina. La relazione con l’altro è qualcosa di serio e di sacro. Perchè ciascun uomo è sacro… La relazione con l’altro è l’incontro tra due libertà, tra due dignità, tra due volontà. Per questo l’altro può anche deludermi. E’ un suo diritto. E per questo io non posso disporne a mio piacimento. E’ un mio dovere.

Quando dell’altro mi interessano pezzi, aspetti qualità. Quando penso che l’altro debba essere esattamente come dico io, a mio uso e consumo. Quando penso di gestire la sua vita, soprattutto quando lo penso esclusivamente per me, ossia quando confondo l’amore con il possesso. Allora ogni volta che l’altro si dimostra com’è realmente, cioè diverso da me corro il rischio di rimanere deluso, di percepire la sua diversità e la sua libertà come un rifiuto.

Cari giovani! Tenete bene aperti gli occhi! Respiriamo sempre di più uno stile di relazioni <monche>, che intratteniamo con pezzi di persona, quelli che più ci appagono. E quando ci scontriamo con la realtà esplode il conflitto…

cari giovani, non lasciatevi ingannare da un modo di entrare in relazione che non rispetta l’incontro fra due persone, l’incontro fra due libertà! Non posso cadere nella superficialità di universi virtuali in cui di me faccio vedere solo ciò che <mi piace>..

Tutto questo banalizza, svende, distrugge la persona e la bellezza dell’incontro autentico! Questo fa deviare verso il possesso dell’altro, non verso la donazione reciproca! E la conseguenza della mercificazione delle relazioni, della logica del possesso sull’altro, insieme ad una rabbia incontrollata che è diventata violenza e morte, stanno in questi giorni sotto i nostri occhi.

Chiedetevi, carissimi giovani, chiediamoci: c’è un antidoto a tutto questo? C’è un antidoto che possa guarirci da questi veleni pestiferi che rtischiano di venirci a possedere il cuore, fin negli angoli in cui batte ancora vita e speranza? E’ l’amore! E’ l’amore che costruisce! E’ l’amore che si dona! L’amore soltanto supera tutto, spera tutto e sostiene tutto!…
Palermo, Cardinale Romeo 23 ottobre 2012, funerali di Carmela Petrucci”

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2 commenti leave one →
  1. 27 ottobre 2012 10:36

    Leggo con i brividi e mi stringo a tutte..

  2. 27 ottobre 2012 12:34

    Michele Marzilla scrive: …. “La relazione con l’altro è qualcosa di serio e di sacro. Perchè ciascun uomo è sacro… La relazione con l’altro è l’incontro tra due libertà, tra due dignità, tra due volontà. Per questo l’altro può anche deludermi. E’ un suo diritto. E per questo io non posso disporne a mio piacimento. E’ un mio dovere “…..

    “Non avevo letto questa omelia e la trovo molto bella, dall’inizio alla fine. E’ una giusta chiave di lettura di questi terribili accadimenti.
    Grazie per questa condivisione”.

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