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La Politica da un “altro pianeta”: Antonio Presti e la Poesia

19 gennaio 2013

La mitologia archetipale in cui affondano le nostre radici è quella greca: all’inizio dei tempi Urano, il Cielo, temendo di essere scalzato impedisce ai propri figli di nascere e li ricaccia uno dopo l’altro nel ventre della Terra; la naturale conseguenza è che Crono lo evira e prende il suo posto di Sovrano ereditandone però il terrore e divorando quindi i figli appena nati; e infatti Zeus prende il suo posto…

La Sicilia è terra greca, si sa, e queste dinamiche di potere di stampo patriarcale non sono così lontane, anzi, a ben vedere, forse dominano ancora l’intero nostro mondo occidentale, o quasi. Una politica basata sul potere personale, la lotta tra opposti schieramenti, la frammentazione dei partiti evidenziano che l’obiettivo non è il bene comune ma il possesso…

Antonio Presti proviene, per sua stessa ammissione, da un altro pianeta. Nato in una famiglia che esaltava le logiche di potere, Antonio è riuscito a “interrompere la catena”: lui, Figlio, ha chiuso con il Potere dei Padri e soprattutto con il Potere di Genere. La Fiumara d’Arte, nata come una specie di Via Crucis subito dopo la morte del padre, s’è trasformata in un canto di gioia che ha inondato il territorio, arrivando fino al mare e risalendo poi verso i paesi circostanti: la grande intuizione di Antonio è stata infatti quella di restituire l’intero patrimonio ereditato dal padre imprenditore, donando Bellezza e ringraziando per quella possibilità. Al Potere si è sostituita  la Capacità, che apre all’etica, alla bellezza, alla conoscenza: è un passaggio chiave che trasforma radicalmente il modo di vedere le cose e quindi le cose stesse. E’ il mondo della Grande Madre, così ben disegnato dal Labirinto di Arianna di Italo Lanfredini di cui vedete qualche immagine in questa pagina: il passaggio attraverso una Matrice che rinnova e conduce in uno spazio diverso, come quando si nasce o si muore e come ogni volta che si passa da una condizione ad un’altra. Passare attraverso è nello stesso tempo lasciarsi attraversare; e allora si comprende, all’improvviso, che non può esistere alcuna Politica senza la Poesia, perché la Poesia è “fare”, da poiein; e che la Grande Madre non ha nulla a che fare con il genere perché è un modo d’essere dell’Anima, un invito a nascere, crescere, creare, vedere e quindi conoscere.

E’ questo l’altro pianeta da cui Antonio parla di Politica: non possesso ma dono, non appropriazione ma restituzione, non divisione ma unità, non morte ma rinascita.

(foto di Luca Guarneri tratta dal web, un particolare del Rito della Luce a Librino, 21 dicembre 2012)

 

vedi anche Il Rito della Luce: la fine è un inizio e Senatore della Bellezza: l’Utopia possibile

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One Comment leave one →
  1. anna.pagliarini@alice.it permalink
    20 gennaio 2013 16:36

    ri-nascere si può, grazie molto bello!

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