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A Palermo la prima di “Pietra Pesante”, di Davide Gambino

12 marzo 2013

Schermata 2013-03-12 alle 01.08.10Pietra Pesante (qui il trailer) è un film di Davide Gambino che è stato proiettato al Cinema De Seta di Palermo lunedì 11 marzo 2013.

Non aggiungeremo parole a tutte quelle che sono state già dette e che ancora arriveranno; non vi diremo nulla né del protagonista né del regista: vorremmo soltanto riprendere alcune straordinarie suggestioni del film in cui abbiamo colto poesia pura.

Il Bianco: è latte che caglia e diventa ricotta.

E’ gesso che addensa ricordi di pecora viva.

E’ lana di gregge, mucchio di ossa; luna nel cielo, pietra.

E’ neve che copre il paesaggio in fiocchi di luna.

E’ lapide di marmo che copre la tomba di un padre e ne sostiene la mano di bronzo che è calco, ma prima era una mano. La mano che è stata carne, poi argilla, poi gesso, poi cera, poi bronzo incandescente – ce n’è voluto prima che si raffreddasse e si facesse metallo e rimanesse là insieme alla rabbia, all’amore, al rispetto, alla vita trascorsa, al volto di bronzo anche quello, la nuca che sembra reale.

Il Rosso: è sangue vivo.

Sangue di pecora e di agnello e di Cristo.

Lo Sguardo: è quello tra cane e padrone e tra padrone e mula, è intimo e segreto, muto, tenero.

O quello di una Madonna impietrita nell’assurdo dolore di un figlio morto.

La Terra: è verde o bianca ma sempre viva, e l’acqua la rende feconda.

La terra nutre le pecore che la trasformano in latte, ma non solo quelle. Si vede anche un piccolo topo gentile, un gatto sornione, uno stercorario che come Sisifo fa rotolare una grossa palla di sterco che fa rotolare lui.

Le pietre sono le ossa della terra e sono nel nome della famiglia – ma le ossa della madre sono ben più pesanti delle pietre.

A volte si spezzano, le ossa, e nemmeno uno sguardo di madre regge.

Anche le braccia del Cristo morto sembrano spezzate, e la Madonna guarda dritto davanti a sé, non può far nulla neanche lei per quel Figlio suo.

Lorenzo è  il protagonista: ha il nome di un Re e del Santo della notte in cui cadono le stelle.

Le pecore sono come le stelle e come le pietre e il cielo si specchia sulla terra.

Lorenzo aveva un padre, Libero, che ora è diventato figlio.

La storia di Lorenzo Reina, vista attraverso gli occhi di Davide Gambino, è una fiaba che la voce di Lorenzo rende ammaliante e la musica sottolinea.

E’ semplicemente bella. Schermata 2013-03-12 alle 01.09.08

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3 commenti leave one →
  1. 13 marzo 2013 04:45

    Ricordo ancora uno dei più bei capodanni della mia vita in campagna,nell’ovile di lorenzo. Caro Lorenzo se leggi questo commento fatti vivo su fb sei stato uno dei primi artisti per cui ho scritto e per cui riscriverei.Daniela Fileccia

  2. 13 marzo 2013 05:35

    Cara Daniela, gli inoltreremo questo messaggio!

  3. 30 giugno 2016 06:51

    I couldn’t refrain from commenting. Exceptionally well written!

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