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Genitori gay, bisessuali e lesbiche

17 giugno 2013
by

MANI

Fonte Info: notizie sulla salute
Rubrica a cura di Sergio Conti Nibali
Quaderni ACP 2013; 20(3):126-127

Genitori gay, bisessuali e lesbiche

Uno studio in corso di pubblicazione su Child Development, rivista internazionale di riferimento per la pediatria dello sviluppo, offre un contributo originale sugli esiti per i bambini adottati da coppie omosessuali (Coparenting among Lesbian, Gay, and Heterosexual Couplet: Associations With Adopted Children’s Outcomes; doi: 10.1111/cdev.12046). Le psicologhe hanno analizzato come il coparenting, ossia la condivisione del lavoro domestico e lo stile di accudimento verso i bambini (alimentare, vestire, lavare, scelta dei giochi, accompagnare all’asilo) influenzasse il comportamento del bambino avuto in adozione. Quindi, hanno confrontato i risultati ottenuti dalla misurazione del coparenting in coppie gay, lesbiche e eterosessuali. I risultati dello studio hanno evidenziato che il miglior predittore di problemi comportamentali del bambino -l’età media era di tre anni- è un’insoddisfazione di coppia legata alla divisione dei lavori domestici o a un’eccessiva rivalità. L’osservazione dei diversi stili di coparenting (supportivo: soddisfatto, sollecito, interattivo, cooperante; svalutante: freddo, scontento, competitivo, arrabbiato) indicava una partecipazione più egualitaria nelle coppie gay e lesbiche rispetto alle eterosessuali durante le relazioni sociali e familiari, con le coppie lesbiche in generale più supportive, i genitori gay meno supportivi e i genitori eterosessuali più svalutanti. Non differenze di genere, nelle conclusioni degli autori, ma modello di parenting indipendente dall’orientamento sessuale per spiegare l’esito comportamentale sul bambino. Questa, in ordine di apparizione, è l’ultima di una serie di ricerche che riguarda il mondo dei genitori omosessuali. I genitori omosessuali sono riconosciuti legalmente solo in pochi stati (Argentina, Belgio Canada, Danimarca, Olanda, Norvegia, Portogallo Spagna, Sudafrica, Svezia, Islanda), anche se una recente sentenza della Corte europea dei diritti umani a Strasburgo del 19 febbraio 2013 ha equiparato le coppie omosessuali a quelle eterosessuali riguardo l’adozione, sollevando forti contestazioni da parte di alcuni ambienti sociali, politici e di movimenti religiosi. La malattia “omosessualità” è stata cancellata dal DSM II nel 1973 e autorevoli società scientifiche come l’American Psychological Association http://www.apa.org/about/policy/parenting.aspx , l’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry http://www.aacap.org/cs/root/policy_statements/gay_lesbian_transgender_and_bisexual_parents_policy_statement e l’American Academy of Pediatrics in due documenti recentemente pubblicati su Pediatrics (Promoting the Well-Being of Children Whose Parents Are Gay or Lesbian; Pediatrics 2013;131(4): e1374-83; Pediatrics 2013;131(4):827-30) affermano che non devono esistere pregiudizi riguardo all’orientamento sessuale nei genitori. La ricerca scientifica indica che i bambini allevati in queste famiglie hanno una crescita paragonabile a quelli allevati in famiglie con genitori eterosessuali; il dato principale da valorizzare è il benessere del bambino, più legato alla capacità di relazione col genitore, al suo senso di competenza e di offerta di sicurezza piuttosto che l’orientamento sessuale dei genitori. Una coorte di bambini, figli biologici nati da inseminazione artificiale allevati da coppie lesbiche reclutata nel 1986 tra Boston, Washington e San Francisco ha ormai un’età media superiore ai 17 anni. Questi adolescenti, confrontati con campioni rappresentativi di adolescenti allevati da genitori eterosessuali, hanno mostrato un miglior successo scolastico, migliori competenze, minori problemi sociali e di trasgressività e di aggressività e una normale qualità di vita, nonostante fossero cresciuti in un ambiente sociale spesso discriminatorio e sempre con la paura di una possibile legiferazione riguardo una limitazione dei diritti per i genitori omosessuali, bias impossibili da modificare (J Dev Behav Pediatr. 2012;33:17-23; Pediatrics 2010; 126: 28-36).

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2 commenti leave one →
  1. Rossella permalink
    17 giugno 2013 09:13

    Molto interessante, lo condividerò in rete!

  2. 17 giugno 2013 09:40

    Abbiate bontà: è una forzatura dall’inizio alla fine! Dalla denominazione di genitori per persone che non sono biologicamente in grado di generare a tutte le entusiastiche dichiarazioni successive… Parola mia: la ricerca, come tutte le ricerche, va studiata e lo farò, perché il tema è interessante ma, diremmo a Napoli, facìteme ‘o piacere…!

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