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La Piramide: Eros ed Emergenza

29 giugno 2013

Ha tre angoli la Piramide di Mauro Staccioli, il potente tetraedro cavo che emerge dalla collina di Motta d’Affermo.

Tre come le punte della nostra isola: tri-nacria, tris-kelia come la terra di mio padre, la Bretagna, rappresentata anch’essa da questo simbolo così archetipico ed evocativo.triskell3

 

 

E come la Sicilia, infatti, la Piramide è un’emergenza: basta andarne a cercare la radice, scoperta come un nervo. Quella radice che affonda nel tramonto, lo distilla e lo trasforma in alba.

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Da quel profondo ribollire, da quel sommovimento alchemico, nasce un’elevazione, come una preghiera: ed è questa tensione che innalza la Piramide – e con lei tutta la Sicilia – verso il cielo. E’ un appassionato Eros quello che emerge, un richiamo d’amore della Terra verso il Cielo, la Terra che diviene Portale da attraversare e insieme Fallo generatore di Luce cosmica

Avvolge e feconda, la Piramide, in un’immanente trascendenza che si rivive tale e quale nella Stanza del Rito della Luce, inaugurata quest’anno all’Atelier.

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Legno, Acciaio, Oro, per questa stanza fatta di calore, di riflessi, di vibrazioni insieme ctonie e celesti a cui non si può rimanere insensibili.

Le parole dei Poeti scritte sul muro del corridoio che conduce alla Stanza vibrano

anch’esse, come un filo di Arianna che conduce fino al cuore di un misterioso Labirinto; ma non c’è un Mostro da affrontare, se non quel Qualcosa che dentro di noi ci “mostra” ciò che usualmente non vediamo.

E in quella luce d’oro che brilla ovunque restiamo come sospesi, incapaci quasi di fare quel passo che siamo tuttavia chiamati a fare: accendere la Luce, diffonderla, centrarla, essere tutt’uno con lei.

“Neanche quest’anno ci sei riuscita”, mi dice Antonio: è vero, è una sfida quella di arrivare al centro del Labirinto e seminare la luce; è vero, neanche quest’anno ci sono riuscita, ma ci sono arrivata vicino…

Antonio Presti nella straordinaria solitudine dell'Alba.

Antonio Presti nella straordinaria solitudine dell’Alba.

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2 commenti leave one →
  1. Adriana Scancarello permalink
    29 giugno 2013 13:02

    Non ci siamo riusciti perché in noi è costante e insistente la lotta tra Urgenze ed Emergenze. In noi è la tentazione istintuale di “umanizzare” le trascendenze, la stessa che ci vuole saldi alla base della nostra piramide, e solo quando sospinti da forze ancestrali incontrollabili, mossi dalle correnti vitali segrete dell’anima in fiamme, di tanto in tanto alziamo lo sguardo! Volgiamolo all’Alto per spiccare un volo conquistato a fatica, come quello nella torre di Sigismondo…avvolti nel sogno dell’Arte dove la forza é il percorso catartico, non soltanto la meta. Dirimente allora è esserci ed esser presenti a noi stessi. Crederci. Sentinelle silenziose ma deste. E rilucenti in direzione di una Luce maestra.

    • 29 giugno 2013 13:12

      Grazie Adriana, ci tenevo al tuo commento. Abbiamo parlato poco perché non c’era tempo, ma io ti vedo, e ti sento affine nel profondo.

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