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Lettera al Presidente della Sicilia: il giorno dopo

26 luglio 2013

Come sapete, in data 21 luglio c.m. abbiamo inviato da questo blog una lettera aperta al Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, deprecando l’uso improprio, inadeguato e indegno riservato al monumentale Tempio dorico di Segesta. In molti hanno condiviso il nostro appello, anche se il Presidente non ha risposto nulla. Anche dopo che è stata data notizia della revoca della possibilità di “utilizzare” il tempio in questo modo vergognoso, sono arrivate altre adesioni, e ancora ne arrivano: da varie parti d’Italia e non solo della Sicilia, e anche da contrapposte parti politiche; la voce è una sola: fuori i mercanti dal Tempio.

In qualche caso ci sembrano posizioni strumentali, è vero, e sottolineiamo qui che non siamo disponibili a strumentalizzazioni di alcun genere; ma in molti altri, quasi tutti, le voci raccolte sono appassionate e chiedono rispetto e attenzione. Come mai queste adesioni continuano anche dopo la revoca del permesso, ci chiediamo, e forse una risposta c’è.

Forse la gente esiste, forse ha voce e pensiero propri, forse è stanca di essere manipolata e dominata e non rappresentata.

Forse manca il dialogo tra le istituzioni e la gente; forse la cosiddetta politica si è allontanata troppo dai reali bisogni della gente, forse non li ha mai neppure intravisti. Forse la delusione è grande.

Forse dovremmo riprendere quell’idea di maieutica suggerita da Danilo Dolci e lavorarci un po’ su. Cosa potrebbe significare oggi questa parola, maieutica, che in greco antico indicava l’arte di fare partorire? Forse che bisognerebbe ascoltare tutti, ma proprio tutti, e non accentuare il divario tra classe dirigente e cittadini, perché non serve a niente, crea scissione, separazione, conflitto. Provare ad ascoltare e a cercare le soluzioni insieme alla gente; e responsabilizzarla, la gente, a maggior ragione quando appare inferocita. La terra è di tutti, le piazze pure; il patrimonio artistico è di tutti e tutti aspiriamo al benessere. Eppure accadono episodi pesanti, come poche ore fa a Palermo, in cui alcuni commercianti hanno protestato contro la decisione della giunta di rendere una piazza – peraltro bellissima – libera dalle macchine, danneggiando il nuovo assetto e paralizzando la circolazione.

Forse dovremmo ascoltarci di più, gli uni con gli altri, e ancora prima ascoltare noi stessi. Provarci.

Il Tempio di Segesta è diventato ormai un simbolo e potrebbe essere un punto di partenza per un tentativo di cambiamento: ma prima di cambiare le cose dobbiamo cambiare prospettiva: cambiare il nostro modo di vedere, il punto di vista, lo sguardo.

Una cosa certa è che chi scrive non ha alcun interesse ad affiliarsi ad alcun genere di potere costituito, sia esso politico o religioso: la nostra posizione va ben al di là di ogni possibile divisione, perché ci ispiriamo all’Arte e alla Bellezza, che integrano e non dividono. Non intendiamo fare propaganda a questo o a quell’altro pensiero perché noi abbiamo il nostro, che è un pensiero di donne e uomini liberi. Lo puntualizziamo qui con convinzione, in modo da non doverlo ripetere.

I nostri strumenti sono Musica, Arte, Poesia, Danza e quant’altro abbia a che fare con la creatività.

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4 commenti leave one →
  1. Lina Prosa permalink
    27 luglio 2013 15:36

    Come la mettiamo con i manifesti “non autorizzati” che hanno invaso la città sbandierando l’immagine del Tempio in chiave psichedelica e il tavolo apparecchiato con su scritto “Eventi e Catering” firmato Natale Giunta. Si tratta dello chef antimafia (è coerenza?)! Gli uffici dell’Assessorato ai B.C hanno dichiarato che i manifesti non sono autorizzati e che è stata fatta al responsabile la diffida. Ma oggi si è aggiunto il paginone di pubblicità su La Repubblica. Che pensare?

    • 31 luglio 2013 05:30

      Grazie, Silvano. La nostra protesta però non è rivolta solo al Presidente Crocetta. Il problema sta secondo noi nel mancato riconoscimento dei valori, nell’assenza di riferimenti, per cui tutto scade a un livello di bieco materialismo e si svuota di senso. Nella nostra epoca non si sa più cosa siano le radici, è come se gli alberi stessero solo poggiati sul suolo.

  2. mariella Pozzi permalink
    28 luglio 2013 14:18

    occorre infatti attenzione e condivisione di noi tutti per il bene comune. occorre volere con forza di essere ascoltati

  3. 30 luglio 2013 21:58

    D’accordo su tutto! Bisogna insistere su questi temi e tallonare senza soste questo presidente che troppo spesso ignora i temi culturali più importanti.. Oltre al empio di segesta esistono numerosi casi in cui crocetta ha dimostrato una chiusura se non un’ostilità preconcetta assolutamente inaccettabili.

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