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Paesaggio di cura sono anche le parole. Le Balate e In braccio alla Luna all’Università

24 settembre 2013

Ducks

Qui troverete tutte le informazioni sul nostro evento del 4 Ottobre a Palazzo Chiaramonte Steri.

Condividiamo il testo dell’ultimo nostro post:

Venerdì 4 Ottobre saremo allo Steri: noi delle Balate e di In braccio alla Luna, con i piedi sulla terra e la testa nel cielo, arriveremo timide ma risolute, come le paperette dell’immagine che così bene ci rappresenta, in una sede istituzionale come quella dell’Università per un incontro sui “paesaggi di cura”.

L’ambiente è un paesaggio di cura: l’ambiente di lavoro, quello familiare, quello sociale… perché “ambiente” deriva dal latino “ambire”, che vuol dire “andare intorno”. Quante cose ci circondano! Il corpo è la nostra prima “guaina”, fatta di innumerevoli sensori che ci collegano con tutte le altre: l’aria, l’atmosfera, la luce; e poi il contesto in cui viviamo, le nostre relazioni, talvolta gli “schemi” che come gabbie ci imprigionano… Il nostro primo ambiente, il nostro primopaesaggio di cura è il corpo della mamma: incinta perché un uomo l’ha cinta tra le braccia mettendola nelle condizioni di cingere a sua volta.

Persino le parole che usiamo sono paesaggio di cura, quando le usiamo per comunicare, e cingono.

Le parole creano e trasformano: sono come l’argilla, con cui si può modellare un vaso che contiene o i mattoni di una casa. Bisogna cuocerle, come il pane e la terracotta, e diventano fragranti e fragili, e nutrono e costruiscono il nostro mondo. Le parole sono insieme vuoto e pieno, nutrici e figli, padri e madri ma anche fratelli e sorelle, amanti e compagni, perché ci circondano ma sono dentro di noi: sono come le carezze, che nascono dal profondo e poi arrivando in superficie si trasformano in un gesto che raggiunge la superficie dell’altro e da lì scende nel suo profondo. Le parole siamo noi stessi.

Le parole ci consentono di esprimere, spremendo la nostra interiorità e ricavandone come un latte o un olio essenziale; di capire, ampliando la nostra capacità e il contenimento; di comprendere, vibrando empaticamente con le persone con cui ci relazioniamo.

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La Campana di Palazzo Steri

Le parole sono creative e ci fanno crescere; e non sempre sono fatte di caratteri alfabetici. A volte si può parlare anche stando in silenzio. Paesaggio di cura è allora quel gesto che crea, il gesto dell’arte che dona e restituisce bellezza. Sarà proprio così, con una parola muta e nutriente, che vi accoglieremo. Prima di cominciare il nostro convegno, nella Sala delle Armi, accanto alla campana che al tempo dell’Inquisizione, dall’alto di Palazzo Steri, decretava la morte, Giulia Di Natale e Claudio Montaudo, due artisti che verranno proprio per noi da Catania, proporranno la loro installazione, un mandala che sarà disegno e fondazione di vita, pianta di una nuova città e di una nuova visione delle cose del mondo.

Latte e Lavoro non sono inconciliabili in questa nuova visione così antica…

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