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Allattamento è benessere

8 ottobre 2013
by

                    Fonte Paesaggi di cura. Latte e lavoro

 Tratto da

Allattamento è benessere

Iwona Kazmierska, neonatologa, ibclc

Paesaggi di cura, latte e lavoro. Alla ricerca del benessere di bambini, genitori e comunità
Palazzo Chiaramonte Steri – 4 ottobre 2013

 

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Quando mi è pervenuto l’invito al convegno sono rimasta  colpita dalla tenera immagine delle paperette che seguono la mamma. Ho pensato che  rappresentavano bene il messaggio educativo che voleva trasmettere la manifestazione: la mamma è la prima educatrice, dalla famiglia parte l’educazione di un intera società, ed il migliore modo di educare è tramite l’esempio.

Dalla mia memoria è emersa un’altra immagine simile, questa volta le “paperette” seguivano un uomo.

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Konrad Lorenz, un etologo austriaco, studiando il comportamento delle piccole oche selvatiche ha dimostrato che subiscono un condizionamento che egli ha chiamato imprinting. Le oche appena uscite dalle uova schiuse seguivano il primo essere che si muoveva, eleggendolo al ruolo di mamma. L’imprinting è una forma di apprendimento di base che si verifica in un periodo della vita molto breve, detto critico, cioè quando si è predisposti biologicamente per questo tipo di apprendimento, ma che è cruciale nello stabilire un’attrazione tra due esseri viventi.

Negli esseri umani, il processo di attaccamento è stato studiato da Kennel e Klaus. Essi lo chiamarono bonding, legame, una relazione unica tra due individui, specifica e perseverante nel tempo. Il legame si sviluppa nel bambino subito dopo il parto attraverso il tocco, la vista, l’udito, il gusto, l’odorato, il calore del corpo materno, attraverso tutti i sensi! Il bonding è un processo fisico, emozionale, ormonale, di legame, di relazione che coinvolge sia il bambino sia i genitori e crea le basi per la futura relazione di attaccamento tra di loro e per tutte le successive relazioni sociali e affettive del bambino.

“Riconoscere i bisogni di un bambino fa sì che egli si senta amato, approvato e lo si aiuti a sviluppare l’autostima “.“Sono sempre più consapevole che le radici di molte difficoltà, incapacità, dinamiche, disagi, dipendenze, emozioni e azioni negative verso se stessi e gli altri, che gli adulti vivono risiedono nei primissimi mesi ed anni di vita e nella mancanza di contenimento, di coccole, di compagnia fisica ed emotiva, di una sana dimostrazione di amore, di una buona comunicazione”. Marshall Klaus “Il tuo meraviglioso bambino”.

Michel Odent, ampliando i concetti di Frederick Leboyer su un parto dolce, ipotizza che rispettare il travaglio e il parto fisiologici e il bonding perinatale, stimolerebbe la crescita di individui pacifici, in quanto tutti gli ormoni che accompagnano questo periodo concorrono a formare la capacità di amare (ossitocina, prolattina, endorfine).

Odent porta avanti la teoria della necessita di un ulteriore evoluzione dell’uomo sulla Terra da homo superpredator a homo ecologicus.

“Mentre, per migliaia di anni, lo sviluppo del potenziale aggressivo è stato un vantaggio, per la sopravvivenza dei gruppi umani, adesso è diventato imperativo il potenziamento della capacità di amare, per la sopravvivenza della nostra specie” “La scientificazione dell’amore – L’importanza dell’amore per la sopravvivenza della specie umana” Urrà Edizioni, 2008

Il titolo della relazione che mi è stato assegnato “Allattamento è benessere” mi ha indotto alla riflessione sul come il concetto di benessere è mutato.

Il significato antico che faceva coincidere il benessere con la salute, riconducibile genericamente ad una particolare condizione di assenza di malattie, ha assunto, nel tempo un valore più ampio, arrivando a coinvolgere tutti gli aspetti dell’essere, fino ad arrivare ad uno stato di soddisfazione interiore generato dal giusto equilibrio di fattori psicofisici.

“Grado in cui un individuo o un gruppo è capace, da un lato, di realizzare aspirazioni e soddisfare bisogni; e, dall’altro modificare l’ambiente, valorizzando le risorse sociali e personali, cosi come le capacità fisiche”  OMS 1986

La Commissione Salute dell’Osservatorio europeo su sistemi e politiche per la salute ha proposto come definizione di benessere “lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di ben-essere che concede alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società”.

I popoli dell’America Latina usano il termine “Benvivere” al posto di “Benessere” in quanto essi danno più valore alla qualità della vita, ai diritti, all’ambiente e non solo all’individuo. In Italia il “benessere” è ancora il sinonimo di agiatezza sociale ed è misurato con il PIL.

Il 2 aprile 2012, presso le Nazioni Unite, a New York, si è tenuto un meeting sul tema “Felicità e benessere: la definizione di un nuovo paradigma economico” durante il quale è stato dichiarato che l’indicatore del prodotto interno lordo (PIL) “non riflette adeguatamente la felicità e il benessere della popolazione in un paese”.

Solo ultimamente in Italia per valutare il progresso sociale l’ISTAT ha introdotto il questionario BES (benessere equo sostenibile) dove i parametri economici, sociali e ambientali sono corredati da misure di diseguaglianza e sostenibilità. Ma siamo ancora distanti dal Butan, il piccolo paese nelle Himalaya, che preferisce adottare il FIL, indicatore di Felicita interna lorda per valutare il benessere dei suoi cittadini.

Il concetto di benessere è associato ad un’idea di progressione in quanto col passare del tempo la realizzazione dei bisogni fondamentali e di alcuni desideri considerati un tempo difficilmente raggiungibili, porta alla nascita di ulteriori bisogni e desideri.

La piramide di Maslow si applica benissimo per  illustrare come l’allattamento materno porta a soddisfare man mano tutti i bisogni del bambino. Partendo dalla base della piramide si nota come l’allattamento assicura l’omeostasi coprendo i suoi bisogni fisiologi (sete, fame, sonno), per poi assicurare il bisogno di stabilità, che permette lo sviluppo di affettività e successivamente  attraverso il rispetto di se stesso e degli altri aprirà la strada verso il grado più alto di autorealizzazione cioè verso la creatività.

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Per questo l’alimentazione con il latte materno non è una delle possibilità nella nutrizione del bambino, ma una necessità. Perché il nutrimento è molto di più della somma delle sostanze chimiche di cui il nostro organismo ha bisogno, per sopravvivere probabilmente bastano il cibo e l’acqua ma se vogliamo far vivere bene i nostri figli dobbiamo aggiungere un altro fattore che è il ”calore umano”, e quindi l’energia che passa attraverso l’abbraccio, il seno materno ma anche il sorriso. L’allattamento al seno è parte integrante del processo riproduttivo: esso costituisce l’alimentazione naturale ed ideale per il neonato e apporta allo sviluppo del bambino basi biologiche ed affettive ineguagliabili; la società ha dunque il dovere di promuovere l’allattamento al seno e di proteggere le donne gravide e quelle che allattano, contro ogni tipo d’influenza esterna che potrebbe comprometterlo.Dichiarazione congiunta UNICEF – OMS Ginevra ottobre 1979

L’allattamento materno assicura al bambino :clip_image004 (2)

  • Adeguata crescita somatica :
  • Regolare sviluppo psico – motorio
  • Protezione dalle infezioni e dalle allergie
  • Immunomodulazione:
  • Forte legame emotivo madre – figlio

“I bambini allattati in modo naturale sono in grado di raggiungere il loro massimo potenziale biologico a fronte delle limitazioni genetiche e socio-culturali “. Hanson 2004                                                          

Esistono ben documentati effetti positivi dell’allattamento sulla salute materna:

  • Minore sanguinamento post-partum e più rapida involuzione uterina
  • Diminuzione delle perdite mestruali e della fertilità dovuta all’amenorrea durante la lattazione
  • Minore rischio di tumore al seno, ovaie
  • Protezione dall’osteoporosi e dalle sue complicanze in età senile

L’allattamento al seno favorisce lo sviluppo di un rapporto stretto e dolce fra madre e bambino, procurando alla madre un profondo senso di soddisfazione emotiva (empowerment).

Non si possono ignorare i benefici dell’allattamento materno per l’intera  comunità:

  • Riduzione annuale dei costi sanitari ( $ 3,6 miliardi nei Stati Uniti)

La morbilità e l’indice di ospedalizzazione è 5 volte superiore per i bambini allattati artificialmente rispetto agli allattati al seno.

  • Riduzione del assenteismo dal lavoro dei genitori, meno spese per famiglia

Un figlio allattato artificialmente costa alla famiglia circa tre volte di più di uno allattato al seno.

  • Ridotto carico ambientale:meno pascoli per l’allevamento delle mucche e quindi meno pesticidi e diserbanti, minore deforestazione, risparmio per lo smaltimento dei rifiuti
  • Riduzione della richiesta energetica per la produzione e il trasporto delle formule artificiali

Il latte materno è un vero alimento a km zero!

I benefici dell’allattamento non si esauriscono durante i primi mesi di allattamento, ma si protraggono negli anni influenzando la salute dell’adolescente e dell’adulto, spesso sono direttamente proporzionali alla durata nel tempo.

La necessità di ritornare al lavoro è uno degli argomenti più frequentemente adottati dalle donne che non desiderano ad allattare (non  iniziano mai o interrompono presto) scoraggiate a monte dalle difficoltà che li si prospettano.

Ma anche le mamme  fortemente motivate sono preoccupate come faranno a conciliare gli impegni di lavoro con allattamento e per questo tentate a introdurre il biberon nelle fasi ancora precoci di allattamento per “abituare” il bambino alla suzione artificiale.

In Italia si ritorna al lavoro in media al terzo mese di età del bambino, perciò in una fase in cui è ottimale allattare in modo esclusivo.

Ci sono alcune strategie che potrebbero aiutare la mamma nella nuova organizzazione dell’allattamento.

Cosa può fare la mamma che deve lavorare fuori casa:

  • allattare il bambino prima del recarsi al lavoro e al ritorno
  • preparare le scorte di latte tirato refrigerato/congelato in anticipo per affrontare più serena le prime giornate di allontanamento
  • svuotare i seni più regolarmente possibile per evitare ingorghi mammari appena inizia a  lavorare
  • programmare lo svuotamento dei seni secondo le necessità del bambino (diario)
  • tirare e conservare il latte al lavoro se è fuori casa per più di 4 ore
  • trasportare il latte rispettando la catena del freddo
  • demandare la somministrazione del latte tirato in sua assenza alla persona di fiducia
  • se il bambino ha compiuto sei mesi o mostra interessi per i pasti dei genitori si potrà iniziare alimentazione complementare e allattare il bambino a richiesta quando si è a casa.

Quando si dovrebbe tirare il latte?

Dipende dalla organizzazione della vita familiare e orari del lavoro:

Ømattina e sera

Ø1 ora dopo le poppate (se sono stati svuotati due seni)

Øsubito dopo la poppata dopo che il seno è stato stimolato dal bambino

Øcontemporaneamente con la poppata del bambino ma dal seno controlaterale

Come tirare il latte:

ØManualmente – è il modo più delicato e pratico!

ØCon tiralatte manuale

ØCon tiralatte elettrico

I consigli per la mamma:

  • lavare le mani con acqua e sapone
  • tenere il seno caldo, facendo impacchi o una doccia tiepida
  • sedersi comodamente
  • incominciare a tirare con un’intensità minima, via-via crescente , alternando i seni
  • non gettare le prime gocce
  • se il latte non defluisce subito, continuare con pazienza, aumentare la pressione del tiralatte non serve, potrebbe provocare dolore.
  • pompaggi frequenti  che svuotano completamente il seno (1-2 min dopo l’ultima goccia) aumentano la produzione del latte
  • al primo utilizzo e in seguito una volta al giorno, tutte le parti del tiralatte che vengono a contatto con il seno e con il latte devono essere smontate, lavate, risciacquate e sterilizzate (meglio a caldo,  la chimica inquina).

Come si conserva il latte a casa:

  • Temperatura ambiente: 8 ore (estate 4 ore)
  • Frigo: 48 ore
  • Freezer: 3 mesi
  • Scongelare: lentamente in frigo, veloce a temperatura  ambiente
  • Riscaldare  a “bagnomaria”, mai in forno a microonde

Durante la conservazione si modifica parzialmente  la componente “VIVA” del latte umano ma ricordiamoci che nelle formule artificiali questa componente è assente sin dal principio.

Il benessere legato all’allattamento può essere diffuso.

La felicità di allattare il proprio figlio si può moltiplicare donando il latte. Tutti i benefici riconosciuti per il bambino sano e nato a termine sono vitali per un bambino nato prima del termine di gravidanza, di basso peso, malato. L’unica sostanza biologicamente attiva che può aiutarlo a completare la crescita e lo sviluppo fuori dal grembo materno e a difenderlo dalle infezioni è il latte della propria mamma. Me se esso non è disponibile o è insufficiente la seconda scelta è il latte umano donato conservato nella Banca.

dr Iwona Kazmierskaclip_image005 (2)

 

 In qualità di collaboratore del Comitato Italiano per l’UNICEF nell’iniziativa“Insieme per l’Allattamento – Ospedali&Comunità Amici dei Bambini” dichiaro di non ricevere alcun tipo di finanziamento dalle ditte coperte dal “Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del latte materno OMS/UNICEF” e di attenermi alle regole di comportamento ivi contenute.

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4 commenti leave one →
  1. silvano.riggio@tin.it permalink
    8 ottobre 2013 13:13

    Bella la relazione di Iwona. Si legge con avidità. Mo conforta la convergenza delle sue vedute di medico con quelle mie di naturalista. Non mi dispiacerebbe tentare un collante di entrambe. Che ne dite?

    • iwona permalink
      11 ottobre 2013 14:48

      Grazie Silvano, anche io durante la tua relazione mi sentivo in perfetto accordo con le idee espresse. A presto!

  2. silvano.riggio@tin.it permalink
    8 ottobre 2013 13:29

    Mi permetto un appunto alla relazione di Iwona: Konrad Lorenz, premio Nobel per la Medicina nel 1973 non può essere liquidato come “un etologo austriaco”, ma è il fondatore dell’etologia, detta anche “psicologi comparata” e “psicologia animale”. L’essere stato un nazista lo segnò con un marchio d’infamia, ma il valore delle sue scoperte aala fine lo assolse restituendolo alla memoria dei grandi.

  3. amrita permalink*
    9 ottobre 2013 16:53

    Certo Silvano continueremo a lavorarci su.
    Amrita in trepida attesa del tuo intervento a Paesaggi di cura Latte e lavoro

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