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Anima Mundi. I Modi della Cura – a Palermo il XVI Convegno Nazionale del CIPA

18 novembre 2013
L'Isola, di Maurilio Catalano

L’Isola, di Maurilio Catalano

XVI Convegno Nazionale del CIPA: “Anima Mundi. I modi della Cura”.

Tre giorni veramente densi.
Era bello vedere assiepati tutti quei “medici delle farfalle”, quei “curatori d’anima”, in due luoghi di Palermo particolari come Palazzo Steri e Villa Igiea: il primo, un tempo luogo dell’Inquisizione e la seconda dedicata a una divinità di guarigione. Il primo a Piazza Marina, perché il mare è là, a due passi. E la seconda all’Acquasanta, nel rione in cui scorre una fonte d’acqua miracolosa. Luoghi della cura e farfalle colorate. Relazioni intensissime e risate, sguardi e parole, lingue diverse, strette di mano, incontri e riconoscimenti, fiori d’oro.
Parole e libri, immagini e bellezza, e in sottofondo un’organizzazione perfetta a scandire orari voli trasferimenti e pause rifocillanti accompagnate da un mare azzurrissimo o inargentato dalla luna piena.
I Modi della Cura: “qui, da noi”. Sulle rive del Mare – sempre sul punto di partire.
Sul podio i relatori; dietro di loro, i tendoni, e dietro ancora il Mare.
Ma tra i tendoni e il Mare, Qualcosa.
Qualcosa che stava dietro, oltre, sotto, prima e dopo le parole. Qualcosa che ha preso corpo quando le Campane di Cristallo e il Canto di Giusy Parisi hanno sostituito le Parole.
Allora si sono spente le luci e abbiamo preso per mano le persone e siamo passati “dall’altra parte”, nel silenzio.
Insieme ai Medici delle Farfalle siamo entrati in un altro spazio – sguardi meravigliati, sorpresi, sorridenti, sguardi limpidi come di bambini hanno messo in moto le immagini-bozzolo del Mandala creato da Claudio Montaudo e Giulia Di Natale.
Bastava sfiorarne una e si muovevano tutte ondeggiando: immagini e fili, una sola rete.
Ognuno di noi punto centrale, e l’universo dappertutto.
Ognuno di noi punto iniziale di un filo che tesse e riunisce.
Anima Mundi: soffio lieve, ognuno di noi – soffio che muove e dà vita.
Dietro i tendoni, invisibile, in uno spicchio di sala tra le Parole  e il Mare, tra la Luna e il Monte, tra il Sole e la Città, è nata una traccia vitale, un segno di vita, un “mandala”, un disegno di fondazione del mondo che restituisce a ognuno il suo posto nel Cosmo, tra il cielo e la terra.
C’è luce e silenzio in questo disegno; c’è vita e radici aeree e semi che penzolano e barche e bozzoli pronti a divenire farfalla. C’è Psychè e forse Afrodite. C’è tutto e forse niente, c’è my- il racconto muto che chiude gli occhi, la bocca e le ferite e schiude la meraviglia.
Basta passarci attraverso, e sentire.
Uno dei disegni preparatori tratti dal progetto di Claudio Montaudo e Giulia Di Natale

Uno dei disegni preparatori tratti dal progetto di Claudio Montaudo e Giulia Di Natale

 

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