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Messina: un Sindaco e l’Infanzia, dall’accoglienza in ambito scolastico dei minori adottati alla promozione, sostegno e difesa dell’allattamento al seno

22 novembre 2013

Fonte Ufficio Stampa del Comune di MessinaMessina: un Sindaco e l’Infanzia: dall’accoglienza in ambito scolastico dei minori adottati alla promozione, sostegno e difesa dell’allattamento al seno

FIRMATO OGGI A PALAZZO ZANCA DALL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI MESSINA IL PROTOCOLLO DI BUONE PRASSI PER L’ACCOGLIENZA IN AMBITO SCOLASTICO DEI MINORI ADOTTATI

E’ stato siglato oggi nella sala Falcone Borsellino di palazzo Zanca dal sindaco, Renato Accorinti, in rappresentanza del dipartimento sociale del comune di Messina; da Emilio Grasso, dirigente dell’ufficio scolastico provinciale di Messina; da Lucia Lo Giudice, direttore dell’UOC servizio di psicologia dell’ASP 5 Messina; e Luisa Ferlazzo, responsabile dell’Associazione “Genitori si diventa” sezione di Messina per il coordinamento CARE; il protocollo di buone prassi per l’accoglienza in ambito scolastico dei minori adottati quale presupposto di fondo per una crescita equilibrata attraverso la costruzione di percorsi di accoglienza nella scuola e nel gruppo classe, mettendo in sinergia tutti gli operatori istituzionali, gli enti autorizzati per le adozioni all’estero e le associazioni delle famiglie adottive. Il sindaco Accorinti ha evidenziato che “ieri, mercoledì 20, si è celebrata la 24ma giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, giorno in cui nel 1989 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata in Italia nel 1991. La giornata celebrativa sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – ha proseguito il sindaco – è l’occasione per confermare l’impegno dell’Amministrazione comunale a favore dei cittadini più piccoli, fascia che mi è molto cara per quanto realizzato nell’ambito professionale scolastico. Nonostante vi sia un generale consenso sull’importanza dei più piccoli, ancora oggi molti bambini e adolescenti, anche nella nostra città, sono vittime di violenze o abusi, discriminazioni, emarginazioni o vivono in condizioni di grave trascuratezza. Sin dal mio inserimento abbiamo trasmesso chiari segnali per la valorizzazione della nuova generazione, patrimonio della città e bene comune, da sviluppare e curare secondo un modello . La stessa sensibilità è stata espressa dalla Giunta comunale, che ha dimostrato di prestare attenzione ai bisogni dei bambini e dei ragazzi, promuovendo iniziative innovative, espressione di una cultura inclusiva e protettiva. È questa l’occasione per formalizzare, anche a nome dell’Amministrazione comunale, atti concreti e dichiarare la linea di pensiero istituzionale con l’obiettivo di sensibilizzare gli enti e la cittadinanza nell’applicazione di prassi virtuose a tutela dei diritti fondamentali dei bambini e degli adolescenti. Traggo spunto dalle istanze pervenute dai soggetti istituzionali e dall’associazionismo per farmi portavoce delle tematiche da inserire nel manifesto , con cui mi impegno alla realizzazione nei vari quartieri della città di luoghi per crescere dedicati a tutti i bambini, nei quali possano sperimentare altre forme di socializzazione e di crescita culturale; nella difesa di azioni dedicate alla protezione dei bambini, in particolare quelle necessarie alla tutela di minori maltrattati ed abusati; nella promozione di attività di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza per una cultura di tutela e di protezione dell’infanzia; nella diffusione nei luoghi sensibili, frequentati dai bambini e dai giovani (scuole, librerie, parrocchie, strutture sportive, ambulatori pediatrici), di regole di comportamento auto-protettive; nella promozione di iniziative dirette allo sviluppo delle forme di accoglienza di minori, privilegiando la soluzione dell’affido familiare; nell’abbattimento di ogni ostacolo che impedisca l’accesso ai diritti da parte dei minori con disabilità. Inoltre l’Amministrazione comunale, a difesa della salute materno infantile e dell’ambiente in cui i bambini dovranno vivere, – ha concluso Accorinti – si impegna a sostenere nelle sedi competenti l’allattamento al seno, perché venga promosso e sostenuto adeguatamente durante tutto il percorso nascita dal Sistema Sanitario Nazionale e in tutti i luoghi pubblici e privati attraverso agevolazioni concrete per le mamme che allattano; a proteggerlo attraverso la piena applicazione del Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, elaborato dall’OMS e dall’UNICEF nel 1981, auspicando un superamento degli attuali provvedimenti legislativi nazionali in modo che il Codice possa essere recepito nella sua interezza; a promuovere l’avvio del biomonitoraggio a campione del latte materno e del sangue cordonale nel nostro paese, come raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; affinché venga ratificata la Convenzione di Stoccolma (sottoscritta nel 2004) che fissa limiti severi e rigide misure di controllo all’emissione in ambiente di sostanze inquinanti e persistenti. Auspico la rapida conclusione dell’iter di nomina del Garante dell’infanzia da parte del Consiglio comunale”.

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4 commenti leave one →
  1. Ornella Papitto permalink
    22 novembre 2013 14:13

    Per piacere, desidero capire: un bambino adottato ha un ‘trattamento’ differente da chi non lo è? Ossia, entrando a scuola, sa che c’è un comportamento che gli alunni e i professori terranno nei suoi confronti? Sarà il ‘diverso’ della scuola, davanti a tutti?
    L’aspetto mi sta veramente a cuore <3. Vi prego, spiegatemi meglio.

  2. amrita permalink*
    23 novembre 2013 05:55

    Carissima, molti genitori adottivi auspicano una maggiore attenzione e formazione del personale docente sul tema dell’adozione. Ti riporto un esempio semplice che accade spesso nelle prime classi elementari. Quando i bambini iniziano a studiare i primi cenni di storia, il primo argomento è le fonti, scritte, orali, multimediali… Lì spesso le maestre chiedono ai bambini di portare foto, video, giochi, accessori dei primi giorni di vita…non ponendosi il problema di come affrontare l’argomento considerando paesi di provenienza, lingua parlata, percorsi di vita dei bambini presenti nel gruppo classe.
    Credo che la presenza dell’associazione di volontariato “genitori si diventa” http://www.genitorisidiventa.org/ che fa parte del coordinamento CARE, in questo protocollo sia molto importante.
    Copio dal loro sito un pezzo in cui si parla dell’ impegno di GDS nei confronti della tematica scuola e adozione. ” Essere associazione famigliare ci ha permesso di non sentirci soli, di condividere la bellezza e la ricchezza dell’essere famiglie adottive sia nei momenti di criticità, sia nelle gioie, ci ha consentito di far emergere la voce delle famiglie per elaborare riflessioni e proposte per le Istituzioni, che fossero il frutto della vita reale vissuta giorno per giorno. Tutto questo ha fatto sì che nel 2010 si creasse una rete di associazioni, il CARE (Coordinamento delle Associazioni familiari adottive e affidatarie in Rete), che desse un’ulteriore forza alle singole voci. Da qui hanno cominciato a nascere confronti con gli Uffici scolastici territoriali su temi salienti, nel 2011 è stato istituito un gruppo di lavoro tecnico su scuola, adozione ed affido con la presenza di tutte le direzioni generali del MIUR , la Commissione per le Adozioni Internazionali e per le associazioni familiari GSD ed il CARE, del giugno 2012 è la prima Circolare sul tema rivolta a tutti gli USR e le scuole ed infine il 26 Marzo 2013 è stato sottoscritto un protocollo di intesa tra il MIUR e il CARE per “Agevolare l’inserimento, l’integrazione e il benessere scolastico degli studenti adottati”. È la prima volta in assoluto che il tema scuola e adozione viene inquadrato e definito congiuntamente dal Ministero della Pubblica Istruzione competente e dalle famiglie adottive. Grazie a tale Intesa MIUR e CARE avviano azioni comuni al fine di informare sul tema e promuovere la formazione del personale scolastico sulle specificità del bambino adottato, a partire dall’ individuazione di un referente regionale e scolastico in tema di adozione per supportare gli istituti scolastici nelle attività promosse a favore degli studenti adottati. Nel giugno 2013 viene istituita una commissione paritetica, per arrivare alla stesura di Linee Guida per l’individuazione di soluzioni organizzative e normative al fine di assicurare l’accoglienza scolastica e la piena integrazione socio-culturale degli studenti adottati.

    Si tratta di un primo passo concreto, ufficiale e definitivo verso la soluzione di problematiche che spesso compromettono il benessere di tanti bambini e bambine cui è doveroso garantire un inserimento rispettoso delle loro realtà.

    Infine, nel maggio 2013 il CARE ha inaugurato lo Sportello Scuola e Adozione, cioè ha messo a disposizione di genitori e insegnanti uno Sportello virtuale dove è possibile segnalare qualsiasi difficoltà di bambini e bambine adottati in materia di inserimento scolastico, con particolare attenzione al momento del primo ingresso e alle fasi di passaggio dalla scuola dell’infanzia alla scuola primaria .Le segnalazioni sono analizzate caso per caso e a tutte viene data risposta. Le questioni riconducibili ad un’analisi del MIUR verranno ad esso sottoposte previo assenso delle famiglie coinvolte. L’obiettivo dello Sportello è soprattutto quello di agevolare in tempi rapidi la soluzione dei problemi
    concreti delle famiglie. Si tratta di un aiuto concreto per le famiglie e per gli insegnanti ma anche per tutti coloro che seguono le famiglie stesse (enti autorizzati e servizi
    territoriali) nello spirito di “agevolare l’inserimento, l’integrazione e il benessere scolastico degli studenti adottati”, obiettivo dichiarato anche dal protocollo congiunto CARE-MIUR”

  3. Ornella Papitto permalink
    24 novembre 2013 21:40

    Grazie Amrita, ho letto il tuo articolo, però ho un altro punto di vista: molto bene fare tutto ciò che sia possibile sia per i genitori che per gli insegnanti, ma è soprattutto su questi ultimi che bisogna lavorare, per abbandonare una visione statica degli interventi: si fa così quindi è corretto così. Ciò di cui scrivi, ossia la consuetudine degli insegnanti di far condividere la storia personale di ogni alunno, oggi spesso dolorosa in molti altri bambini, oltre ai bambini adottati, andrebbe sostituita con qualcos’altro. Aprire ferite o riaprire ferite non lo considero formativo, perché non credo che ‘il dolore faccia crescere’ e ai bambini impedisce di crescere bene, di sviluppare un’equilibrio difficile poi da creare in età adulta. Mi piacerebbe ancora andare avanti con il confronto, ma è tardi e sono stanca. Grazie ancora.

  4. amrita permalink*
    25 novembre 2013 05:51

    Concordo pienamente, si deve puntare su formazione ed aggiornamento degli insegnanti, e credo che questo protocollo miri anche a questo

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