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La crisi siamo noi

23 novembre 2013

Abe_Simpson_seduto_su_una_scatolaCapita spesso che ci si riunisca tra amici e si parli della “crisi”.

Di questo momento storico che ci ritroviamo ad attraversare, di quest’assenza di futuro, di una nebbia densa che copre l’avvenire dei nostri figli, e di come i ragazzi oggi siano cambiati e i loro valori siano altri.

Un grande scoramento ci prende allora. L’altra sera ho portato con me questo scoramento, non l’ho lasciato andare tra le tante cose che passano dentro la mente e l’affollano appesantendola e zavorrandoci il cuore.

L’ho portato con me, l’ho guardato: che cos’era veramente?

Mi è venuto a un certo punto un terribile sospetto; terribile, come dico quando voglio esprimere qualcosa che da un lato mi sgomenta e dall’altro mi spalanca una tale meraviglia, una gioia indicibile, una voglia di ridere che stravolge tutto…

Stiamo invecchiando: ecco cos’è!

La crisi, ma non c’è sempre stata? I problemi, il futuro, l’avvenire, i “giovani d’oggi” non erano già nei discorsi di ieri? Ricordo mia nonna con la fronte aggrottata… ricordo mio padre che mi diceva, tra il serio e il faceto “non mi porterai mica un giorno un capellone, vero? Uno di questi smidollati con la coda di cavallo… Lo butto fuori, eh?”

E allora, pensiamoci un attimo: non sarà che quando diventiamo un po’ più “grandi”, per difenderci da tutto quello che non vivremo più o almeno non più come un tempo, per alleviare la paura dell’ignoto che inevitabilmente avanza, per abituarci all’idea di tutto ciò che dovremo “per forza” lasciare, cominciamo a fare come la volpe e l’uva?

Non sarà che prendiamo le distanze per non cedere a una certa vaga malinconia? Non sarà che per non ammettere che si avvicina sempre più il momento in cui andremo via – e si capisce dal numero dei nostri cari che ci precedono, che via via aumenta – ci convinciamo che tanto non val più la pena di esserci? Che non c’è niente di così bello “come un tempo”?

Eh no, perbacco! Non funziona! Tutto può invecchiare in noi, ma non lo sguardo e il cuore!

Ma davvero non val più la pena? Cos’era che ci faceva ridere un tempo?

C’è una sola risposta: NIENTE.

Niente ci faceva ridere: ridevamo e basta, e non c’era proprio nessun motivo.

Non ci credete? Guardate qui.

E fatevi una bella risata, che il mondo è stato sempre bello e brutto insieme, e i giovani d’oggi sono stati sempre come quelli di ieri, e il lavoro e le catastrofi e le ingiustizie e la corruzione e l’arte e la bellezza e la poesia e i fiori ci sono stati sempre, e mescolati insieme, e sempre ci saranno, e noi siamo così fortunati che ancora possiamo raccontarlo…………..

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One Comment leave one →
  1. 23 novembre 2013 14:35

    Concordo, ” crescendo ” si diventa tutti criticoni ed un pò malpensanti, come la volpe con l’uva. Sempre interessanti gli scritti di Samina, antonella

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