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Seminare sul cemento armato

27 gennaio 2014

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Pubblichiamo questo articolo che proprio è da leggere oggi, nel Giorno della Memoria, insieme al nostro commento:

Carissima Eufemia, nonostante il tuo scritto sorrido.

Sorrido perché a tavola, qualche giorno fa, per scongiurare il luogo comune secondo cui gli insegnanti sono tutti “persone inutili” e nulla ci si può aspettare dalla scuola né dai giovani contemporanei, prendevo ad esempio proprio te dicendo che no, di insegnanti e giovani per giunta ce ne sono eccome, che davvero in-segnano lasciando il segno, e raccontavo che a volte posti su fb esempi di risposte dei tuoi allievi e così temperi lo sconforto, e che quello che colpisce me è invece che quelle risposte scanzonate o canzonatorie o non so come arrivano mentre parli dell’ebraismo o della Siria, tu, “insegnante di religione” che per lo più è sinonimo di inutilità estrema e deteriore.

E dunque tu, insegnante di religione e giovane contemporanea, proprio tu stai lasciando il segno, e non importa cosa dicono in classe. Alle loro orecchie risuonano parole che un giorno forse fioriranno e forse no. Va bene così. Nel mio giardino c’è un albero di albicocche che sempre guardo e mi dice tanto. Non gliene importa un fico, a lui albicocco, se io mangio i suoi frutti o no, non gliene importa se cadono e li mangiano le formiche o se già sul ramo li mangiano gli uccelli; non gli importa se il mio cane urta il tronco per farli cadere e mangiarli prima di noi, non gliene importa niente. Li fa, come fa i fiori, e come nutre le foglie, e come le perde in inverno. Lui fa quello che è: l’albero di albicocca. E tu fai Giulia. Questo sei tu, dicono le Upanishad, e rido dicendolo a te insegnante di religione che sei prima di tutto tu Giulia.

E concludo con una filastrocca di Bruno Tognolini (tratta da “Rime di Rabbia” che oggi, nel giorno della memoria, ci sta:

 

ULTIMA RIMA. PER I GRANDI

SCONGIURO CONTRO IL NAZISMO FUTURO

 

Gli abbiamo detto che la rabbia non è bene

Bisogna vincerla, bisogna fare pace

Ma che essere cattivi poi conviene

Più si grida, più si offende e più si piace

Gli abbiamo detto che bisogna andare a scuola

E che la scuola com’è non serve a niente

Gli abbiamo detto che la legge è una sola

Ma che le scappatoie sono tante

Gli abbiamo detto che tutto è intorno a loro

La vita è adesso, basta allungar la mano

Gli abbiamo detto che non c’è più lavoro

E quella mano la allungheranno invano

Gli abbiamo detto che se hai un capo griffato

Puoi baciare maschi e femmine a piacere

Gli abbiamo detto che se non sei sposato

Ci son diritti di cui non puoi godere

Gli abbiamo detto che l’aria è avvelenata

Perché tutti vanno in macchina al lavoro

Ma che la società sarà salvata

Se compreranno macchine anche loro

Gli abbiamo detto tutto, hanno capito tutto

Che il nostro mondo è splendido

Che il loro mondo è brutto

Bene: non c’è bisogno di indovini

Per sapere che arriverà il futuro

Speriamo che la rabbia dei bambini

Non ci presenti un conto troppo duro

 

 

viaSeminare sul cemento armato.

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