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Pannolini lavabili e fasce portabebè, istruzioni per l’uso

6 febbraio 2014
by

Pannolini lavabili e fasce portabebè
istruzioni per l’uso

Incontro promosso dal gruppo maternage Le Balate
image

Studio Pediatrico Primavera
via Dotto 25, Palermo
mercoledì 26 febbraio 2014 h. 16,00
Partecipazione gratuita
per confermare la propria presenza 3389799490
pannoliniefasce

Negli ultimi anni molte mamme hanno riscoperto i pannolini di stoffa con tutti i loro vantaggi: economici (c`è il costo dell`acquisto iniziale che è comunque molto inferiore alla spesa per gli usa e getta e poi si passano di figlio in figlio e ai figli di amici); ecologici (stop alle tonnellate di rifiuti); salutari (la cute rimane più sana e più fresca).
Molte persone sono intimorite dalla scomodità, ma non è assolutamente faticoso usarli: li lava la lavatrice e con un panno di carta posto all’interno del pannolino la cacca si butta direttamente nel wc senza sporcarsi le mani.
L’Osservatorio di Federconsumatori ci segnala una spesa di 585-980 euro per i pannolini nel primo anno di vita (da moltiplicare di solito per 2, anche 3 anni).
Fasce portabebè
Dalle ricerche sul comportamento sappiamo che il neonato alla nascita dispone di riflessi e comportamenti che lo predispongono a stare sul corpo dei genitori e ad essere portato da loro. Ciò significa che nasce con “l’aspettativa di essere portato”. Il contatto con il corpo dei genitori costituisce il primo terreno di esperienze che coinvolgono il tatto, l`olfatto, l`udito e la vista e favoriscono la sua crescita fisica (maturazione delle anche, sviluppo della postura), neurologica (sviluppo cerebrale), motoria, linguistica, psichica (attaccamento, sviluppo della fiducia verso i genitori). Ci sorprendiamo allora che il bambino reclami ed esiga, richiamandoci con il pianto, queste condizioni favorevoli?

E i genitori? Si aspettano invece un bambino che stia tranquillamente separato da loro per la maggior parte del giorno e della notte: che mangi e dorma, che abbia ritmi precisi, che stia nella carrozzina, che dorma nella culla, che non pianga, “che faccia la nanna”. Aspettative che non corrispondono a quelle del bambino: da qui un conflitto che fa disperdere una grande quantità di energia ad entrambi. Per non parlare dei condizionamenti esterni, di quelle persone che si vestono da esperti per mettere in guardia dal tremendo “vizio delle braccia”.

Naturalmente nessuno pretende che una mamma porti in braccio il proprio bambino tutto il giorno. La fascia può essere un supporto molto utile, potendo aiutare il bambino, che vedrà soddisfatto il suo bisogno di contatto, contenimento e legame, e il genitore, che potrà tenere il bambino tranquillo vicino a sé ma si sentirà più libero e rispettato nel proprio bisogno di fare anche altre cose, oltre a tenerlo in braccio.
Beppe Primavera

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