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Il Campo delle Stelle di Lorenzo

22 aprile 2014

Il mito è la storia di quelle cose che non furono mai, ma sono sempre.

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Il Campo delle Stelle di Lorenzo – Foto di Anna Rizzuti

Si racconta che, prima della nascita del Tempo, la Terra generò il Cielo stellato: simile a lei, perché potesse avvolgerla sempre, scrive Esiodo.

Ogni sera il Cielo scendeva come un mantello ad avvolgere la Terra, e si profondeva in lei, sciogliendole in grembo pianeti a scorrere in vene brucianti.

Fu così che il Sole e la Luna, prima ancora di essere chiamati così, diventarono Oro e Argento; Venere divenne Rame, Saturno Piombo, Marte Ferro, Giove Stagno… ogni volta che nel Cielo si accendeva una stella, nel ventre della Terra sgorgavano fiumi incandescenti.

Poi, un giorno, il Tempo divise brutalmente i Genitori. Armato di un crudele falcetto d’acciaio, recise il membro ardente del Padre un istante prima che sprofondasse negli abissi della Madre: e il Cielo si ritrasse per sempre, insanguinando la Terra che rotolò lontano cupa, pesante e densa.

I Figli da allora furono liberi, ma i due antichi amanti vennero separati per sempre.

C’è un luogo tuttavia, nell’arcana Terra di Sicilia, dove ancora – lo sappiamo per certo – Cielo e Terra s’incontrano.

Nelle campagne di Santo Stefano di Quisquina, a casa di un artista che mescola in parti uguali latte d’asina, di pecora e di stella: Lorenzo Reina.

In uno scenario fantastico che si apre sull’infinito, la Terra, spalancata, giace a riflettere il Cielo, sotto una coltre di lava.

E l’immagine del Cielo che appare su di lei è quella di un candido gregge di stelle: quelle della Costellazione di Andromeda che biancheggiano granitiche.

Sono cento e otto: un numero che contiene in se stesso il quattro e il tre, la Femmina e il Maschio, e li moltiplica.

Le stelle che si muovono in Cielo trovano una radice nella Terra: e i due antichi progenitori si riconoscono così l’uno nell’altra, in un lungo sguardo infinito.

Il Campo delle Stelle è un Teatro: è possibile sedersi sulle stelle e guardare il Sole che tramonta mentre un grande Gong sospeso vibra silenziosamente. L’energia del fuoco emana ugualmente dal Sole e dalla Lava, e si diventa protagonisti di un’Unione Cosmica: è il Mysterium Coniunctionis, che si compie ogni sera diversamente da quella precedente.

Una porta d’acciaio temprato ricorda il falcetto del Tempo. Gira su se stessa e divide interno ed esterno, prima e dopo, segnando una soglia da varcare.

All’esterno una grande maschera con la bocca spalancata aspetta che il Sole le restituisca la sua Parola di Luce per condividerla con chi saprà ascoltarla.

La Maschera della Parola - Foto di Roberto Miata

La Maschera della Parola – Foto di Roberto Miata

 

Si dice che un giorno la Costellazione di Andromeda e la Via Lattea si confonderanno insieme.

Il latte di stella forse allora diventerà più denso, e magari nasceranno mondi nuovi.

Per questo Lorenzo dice che per lui il Teatro è un’Astronave.

 

Per approfondire, clicca qui

Il Campo delle Stelle di Lorenzo - Foto di Anna Rizzuti

Il Campo delle Stelle di Lorenzo – Foto di Anna Rizzuti

3 commenti leave one →
  1. 19 giugno 2015 00:26

    Sono incantato da questo luogo metafisico, vorrei sapere se l’accesso è libero perché mi piacerebbe vederlo. Grazie per l’attenzione.

Trackbacks

  1. Alla Fattoria dell’Arte di Lorenzo Reina il mito vive ancora: è parola e pane | Domodama

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