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Telefoni cellulari, nel dubbio teniamoli lontani

19 giugno 2014
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soprattutto dai bambini…

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3985397680_ed59c7277a_oLo studio di Arpa Piemonte sull’impatto dei campi magnetici e i consigli sull’uso di cellulari e smartphone

La pericolosità delle onde elettromagnetiche legate all’uso dei telefoni cellulari è ancora al centro di un forte dibattito e in attesa che la comunità scientifica trovi un punto d’incontro, la cosa migliore è limitare comunque l’esposizione a tali onde.

L’Arpa del Piemonte ieri ha presentato i risultati di uno  studio sull’esposizione ai campi elettromagnetici emessi da cellulari e smartphone. D’altronde gli italiani sopra i 16 anni che utilizzano un telefono cellulare sono il 97%, tanti quanti gli inglesi ma più degli americani (94%), dei cinesi (89%), dei brasiliani (84%) e degli indiani (81%).

Lo studio è quanto mai utile e fornisce molti spunti di riflessione. Angelo Robotto, direttore dell’Arpa Piemonte, ha spiegato che “l’esposizione umana ai campi elettromagnetici a radiofrequenza è determinata da una molteplicità di sorgenti e il telefono cellulare ne rappresenta una tra le più significative”.

Molti sanno che i campi magnetici sono tanto più intensi quanto basso il livello di ricezione. Il telefonino infatti continua a ricercare linea finché non la trova. E così anche se si aggancia ad una linea 2G o 3G l’emissione di onde cambia notevolmente.

L’Arpa ritiene che una chiamata effettuata in modalità 3G espone a una quantità di radiazioni fino a 100 volte inferiore rispetto a una telefonata in modalità 2G e un buon livello di ricezione fa diminuire da 10 a 100 volte l’esposizione, quindi la potenziale pericolosità.

L’agenzia comunque sottolinea che gli unici effetti certi sono quelli che si manifestano a causa del riscaldamento indotto nei tessuti umani dall’esposizione a radiazione RF, i cosiddetti effetti termici. Ma questa tipologia di effetti si può manifestare solo a livelli molto elevati di intensità del campo elettromagnetico, non riscontrabili nelle comuni situazioni di esposizione della popolazione.

Le antenne. I campi elettromagnetici creati da un telefonino si riducono parallelamente alla distanza dall’antenna. A 30 cm, ad esempio, si ha una riduzione di più dell’80% rispetto all’intensità massima, e questo sottolinea l’importanza di dispositivi come auricolari o viva voce per ridurre l’esposizione personale. In pratica la tecnologia contribuirebbe fortemente a limitare eventuali danni creati dai campi magnetici. L’uso di auricolari e vivavoce non è quindi una questione di prevenzione degli incidenti stradali, è anche uno strumento consigliato per la prevenzione di alcune eventuali  patologie anche gravi. Perché sebbene non sia certo che i cellulari facciano male, ma nel dubbio meglio tenerli a distanza.

Giuseppe Bianchi

(14 giugno 2014)

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