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Siamo qui per stupirci, dall’Alba al Tramonto

27 giugno 2014

Non c’è alcun palcoscenico al Rito della Luce, nonostante decine e decine di  artisti: non è uno spettacolo, è Vita. E’ riconoscere l’Emergenza della Piramide, in un tempo e in un luogo altri: stare a contatto con l’utopia in persona, e con la straordinaria esperienza che esiste davvero, che è possibile realizzarla, a patto di CREDERCI.
L’antica ferita tra realtà e sogno si acuisce e si fa, nei giorni che precedono il Rito, ancora più dolente, i lembi sempre più infiammati.
Da un lato la Bellezza, l’aspirazione, la certezza di potere “riuscire”, così  come si “riesce” dal tunnel sotterraneo che dà accesso alla Piramide; dall’altro le difficoltà, le resistenze, gli ostacoli, la stanchezza, l’ego, la dualità, il dubbio.
Alla fine, anche questa volta ha vinto la Bellezza: e la ferita si è rimarginata, le cicatrici lo confermano.

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Antonio Presti in una delle bellissime foto di Renè Purpura

Che cos’è la Piramide? “E’ il farsi corpo della verità dell’essere. Dare forma ala luce per svegliare una coscienza collettiva implosa. Opposti conciliati. Asse universale di valore di unità”, scrive Antonio Presti.

Ma per dare forma alla luce bisogna accenderla prima negli occhi – nei propri. Noi vediamo soltanto ciò che siamo.

La luce dell'alba negli occhi di Antonio Presti, all'alba del Rito della Luce - foto di Adriana Scancarello

La luce dell’alba negli occhi di Antonio Presti, all’alba del Rito della Luce – foto di Adriana Scancarello

Domenica 22 Giugno, alla Piramide, è stata magia. Migliaia di visitatori estasiati dalla bellezza del luogo, dalla sacralità della Piramide, dal profumo dell’incenso che bruciava sulla terra arrivando ancora una volta a sfiorare il cielo – dall’alba al tramonto, nello stesso punto.
In un’atmosfera surreale, la punta della Piramide indicava la via: là, in alto, verso la luce delle stelle dapprima, alle quattro del mattino; e poi verso la luce piena del giorno, e ancora e di nuovo in quella della sera. E nelle differenze di luce si mescolavano i linguaggi delle Muse, sfumando gli uni negli altri, grazie alla generosa partecipazione di poeti, artisti, danzatori, musici, performer.

Nulla di tutto ciò sarebbe possibile senza la folle genialità visionaria che contraddistingue Antonio Presti, senza il suo impegno per il sociale diretto e senza appartenenze (“non voti ma devoti alla Bellezza”, è un suo dire), senza il suo essere sacrale e nello stesso tempo irresistibilmente dissacrante e dissacratorio. Mentre il Governo Regionale si arrovella su miserevoli contributi da Tabella H, Antonio Presti avanza, sostenuto dal suo Popolo della Bellezza fatto di persone sensibili, creative, generose, costanti e determinate.
A loro mi piace dedicare questo scritto di Erri De Luca:

NON NECESSARI

Una volta partecipavo ad imprese comuni (…) e mi piaceva il motto “Siamo
tutti necessari, ma nessuno è indispensabile”. Oggi (…) credo al rovescio di
quella frase.
Mi sono persuaso che nessuno è necessario, ma ognuno è invece frutto di un
accidente prodigioso e gratuito, che per prodursi deve escluderne un’infinità
di altri, tutti possibili. Ognuno è un dono, un’aggiunta non necessaria, che
non va a colmare una casella vuota, ma ad arricchire tutti. Vita è questo
“eccesso” di natura, esagerazione strepitosa d’una offerta che non è
necessaria, però è insostituibile. Ognuno è un pezzo unico, irripetibile, la
cui fine è “spreco” totale, senza riparo, rimpiazzo, risarcimento. NESSUNO PUÒ
ESSERE SOSTITUITO.
Il mondo va avanti a forza di doni e di dissipazioni, di strepitosi regali e
brusche cancellazioni, eccesso e mancanza, non è un sistema equilibrato (…).
Nessuno è necessario, ognuno è indispensabile.

Da “Alzaia” di Erri De Luca – Ed.Feltrinelli

E qui riporto le parole dello stesso Antonio in un ringraziamento a tutti coloro che non si sono risparmiati, ma hanno partecipato attivamente, con il loro sguardo, con la meraviglia, ma anche con un lavoro tenace e intensissimo, inventando una soluzione per ogni difficoltà, non lesinando mai il sorriso, la gentilezza, la disponibilità: ognuno con il proprio essere indispensabile, ognuno con la luce dei propri occhi.

 

Ringrazio calorosamente tutti coloro che quest’anno hanno partecipato al Rito della Luce.

Il Rito della Luce è un dono della Fondazione alla nostra terra di Sicilia, ma anche di ognuno di noi all’Universo. E’ in questo spirito di condivisione che tutti gli Artisti, i Collaboratori e il Popolo della Bellezza sono stati presenti, mettendo a disposizione le loro peculiarità, l’entusiasmo, la voglia di fare, senza risparmiare energie, ma al contrario adoperandosi per sostenere, custodire e proteggere questo dono nella devozione alla Bellezza.

Il Rito incarna un dovere etico: quello di essere responsabili.

Responsabili vuol dire “capaci di rispondere”.

“Ri-spondere” vuol dire “ricambiare la promessa”. Quest’anno c’è stata una risposta intensa e forte da parte di tutti, un mutuo riconoscimento.

Il valore del Fare è il Fatto, e il Fatto è Poesia.

Il Rito della Luce siamo noi.

Grazie a tutti, con il Cuore.

Antonio Presti

 

Se volete vedere alcune delle immagini del Rito della Luce, potete cliccare qui

Devozione alla Bellezza

 

Sono qui per stupirmi.

Con lo stupore si inizia ed anche con lo stupore si termina,

e tuttavia non è un cammino vano.

Se ammiro un muschio, un cristallo,

un fiore oppure un cielo nuvoloso,

un mare con il pacato respiro da gigante….

Ogni volta che riesco a vivere in sintonia

con un frammento di natura

grazie all’occhio o ad un altro senso,

ogni volta che sono da esso attirato ed incantato,

aprendomi per un attimo,

allora dimentico – in quello stesso istante – tutto

l’avido cieco mondo delle umane ristrettezze,

ed invece di pensare o di impartire ordini,

invece di conquistare o di sfruttare,

di combattere o di organizzare

in quell’istante non faccio altro che “stupirmi”

e con questo stupore

non solo divengo fratello di tutti i poeti,

i saggi, ma anche fratello di tutto ciò che ammiro

e sperimento come mondo vivente:

della farfalla, dello scarabeo, della nuvola,

del fiume e dei monti

perché lungo il cammino dello stupore

sfuggo per un attimo al mondo della divisione

ed entro nel mondo dell’unità,

dove una cosa, una creatura dice all’altra

“questo sei tu”.
Antonio Presti

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2 commenti leave one →
  1. Antonella Puccio permalink
    27 giugno 2014 19:45

    Impossibile trovare parole che possano commentare quanto scritto da Samina, è,bellezza pura, è interiorità profonda. Ho conosciuto Antonio Presti oltre 20 anni fa, quando la sua ” follia creatrice ” gli aveva procurato parecchi problemi . Ed è stato un percorso indimenticanìbile. Grazie Antonio Presti e grazie Samina per avermi fatto vivere la magia di quell’alba. antonella puccio.

    Date: Fri, 27 Jun 2014 17:32:23 +0000 To: antopuccio@hotmail.it

    • 27 giugno 2014 19:55

      ciao Antonella! Grazie per le tue parole! E’ nostro compito sostenere e diffondere queste belle e purtroppo ancora rare iniziative!

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