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Un buco nella rete per liberare lo sguardo e tornare Umani

15 agosto 2014
Il Lago di Pergusa in un'immagine tratta dal web

Il Lago di Pergusa in un’immagine tratta dal web

Si racconta che all’inizio dei tempi, quando accadevano ancora quelle cose che non furono mai ma sono sempre, nei pressi del lago di Pergusa avvenne un fatto che avrebbe segnato tutto il nostro tempo psichico: Kore, la giovane figlia di Demetra, fu rapita da Ade, che la portò con sé negli Inferi di cui la proclamò Regina, ribattezzandola Persefone. La madre pianse e pianse cercandola ovunque, ma senza risultato.

Tutta la Terra intera languiva, deserta sotto il Cielo Muto. Non nasceva più nulla: tutto era secco, arido, freddo e triste, congelato in un inverno senza fine.

Non sappiamo cosa provasse intanto Kore-Persefone nell’Ade: di lei si sa soltanto che mangiò sei chicchi di melograno, ignorando che chi mangia qualcosa negli Inferi è costretto a rimanervi per sempre.

Il dolore di Demetra per la perdita della figlia era troppo grande, e allora Zeus, Padre degli Dèi e degli Uomini, stabilì che Persefone sarebbe rimasta negli Inferi tanti mesi dell’anno quanti erano i chicchi da lei mangiati; così l’autunno e l’inverno manifestano che Demetra si sente sola e triste, e primavera ed estate che gioisce per la presenza della figlia.

Sono state scritte pagine e pagine su questo Mito, che sempre rimane un Mistero.

Ma andare a vedere il Lago di Pergusa apre orizzonti straordinari. All’improvviso si capisce come mai la figlia di Demetra si chiamasse Kore, che vuol dire Pupilla. Cos’è la Pupilla? E’ il nostro riflesso nell’occhio dell’altro, una immagine piccina, un “pupazzetto”. E Kore era lo sguardo di Demetra, così come il Lago di Pergusa, che ha proprio la forma di un occhio, è l’occhio della Terra. Persino le acque, che sono piuttosto salmastre, evocano le lacrime.

Strappare alla Terra lo sguardo significa renderla cieca. Guardando quel Lago, che ora è circondato da un autodromo (!!!), questo appare evidente. Lo sguardo azzurro della Terra riflette il cielo, lo rende vivo, fluido, abitabile e abitato, risonante delle voci di mille uccelli diversi, pullulante di vita. In quel riflesso, tutto recupera e restituisce senso.

La Terra siamo noi. Senza sguardo, senza la possibilità di riflettere, senza lacrime, senza occhi, non siamo più umani.

In nome di qualcosa che chiamiamo religione e che ci lega e ci avviluppa senza mai slegarci, commettiamo le più oscure nefandezze. Combattiamo guerre, perseguitiamo intere popolazioni, le sterminiamo, seminiamo morte.

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Tutto questo appare evidente, guardando come quel Lago a forma di occhio sia oggi circondato assurdamente dall’autodromo e da una rete.

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Ma nella rete c’è uno squarcio, anche. Forse la gabbia che imprigiona il nostro sguardo può essere in qualche modo forzata, forse possiamo di nuovo guardare le cose, vederle, rispecchiarle, viverle. Ci sono “bombe di semi”, per esempio. Piante che, quando è il momento, fanno esplodere i semi perché possano diffondersi lontano: ecco che armi dovremmo usare, quelle che consentono la vita…

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Quello squarcio è un occhio nell’occhio, una speranza, una possibilità.

Forse dobbiamo cercare di nuovo il nostro senso. Dobbiamo uscire dall’Ade perché è cieco, e recuperare lo sguardo. Cercare “Connessioni” e non “Religioni”, come ci dice qui quel grande Raimon Panikkar: Il Pensiero del Cuore

Cercare qualcosa che ci lega e che ci slega, un buco nella rete, un riflesso del cielo in noi: seminare vita e sfuggire all’assurdo.

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4 commenti leave one →
  1. 16 agosto 2014 10:35

    Bellissimo articolo. Incredibile, una riserva naturale e sito di importanza comunitaria, deturpato da una pista per automobili. Occorrerebbe indagare sulla vicenda.

  2. 17 agosto 2014 07:16

    Altro che indagare! Ormai è passato più di mezzo secolo…http://www.autodromopergusa.gov.it/it/home#.U_BWf1ZXCvI Anch’io mi sono molto stupita quando l’ho scoperto, ma tant’è… il nostro è un tempo veramente particolare…!

  3. 19 agosto 2014 10:22

    A quanto pare legambiente ha fatto sentire la sua voce, http://www.vivienna.it/2013/10/05/enna-autodromo-lauria-no-a-polemiche-circuito-porta-economia/ ma ormai lo sappiamo, la classe politica è una brutta specie, si ostina a non estinguersi e pensare che è popolata per lo più da dinosauri.

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