Skip to content

Se una farfalla

19 agosto 2014
Palestinesi in preghiera vicino a una moschea distrutta dai bombardamenti israeliani, a Gaza. (Khalil Hamra, Ap/Lapresse)

Palestinesi in preghiera vicino a una moschea distrutta dai bombardamenti israeliani, a Gaza. (Khalil Hamra, Ap/Lapresse)

“Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”.

Figuriamoci che cosa provoca una guerra.

Figuriamoci che cosa provoca la strage di centinaia di bambini e il massacro di interi popoli dall’altra parte del mondo: qui, da noi, dentro di noi.

Forze quei gesti terribili che leggiamo nella cronaca italiana dei nostri giorni non sono estranei a ciò che accade a Gaza o in Siria o in Nigeria o in Iraq o ovunque, in questa guerra mondiale in cui tutti sono contro tutti.

Forse dovremmo chinare il capo e riconoscere ciò che accade dentro di noi: riconoscere il Nume che ci si sta mostrando mentre tutto crolla e le Religioni si mostrano disconnesse dalla spiritualità.

Nume ha la stessa radice di annuire: “fare cenno col capo”. A cosa accenna il Nume? Forse al fatto che stiamo massacrando la nostra innocenza, la meraviglia, lo stupore, la gioia, insieme a tutti i bambini che muoiono ogni giorno, da ogni parte, insieme a noi, perché sono parte di noi.

Forse dovremmo semplicemente chinare il capo, mentre a Gaza continua a nascere la Vita.

E ricordare che “si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”: il corpo della terra è uno solo.

 

In una delle scuole dell'UNRWA si celebra, una settimana dopo, la nascita di alcuni bambini appartenenti a famiglie di sfollati. Gaza, 19 agosto 2014, foto di Mohammed Talatene.

In una delle scuole dell’UNRWA si celebra, una settimana dopo, la nascita di alcuni bambini appartenenti a famiglie di sfollati. Gaza, 19 agosto 2014, foto di Mohammed Talatene.

 

Annunci
One Comment leave one →
  1. 20 agosto 2014 06:40

    Ho cambiato idea e non parlo più di “male radicale”. […] Quel che ora penso veramente è che il male non è mai “radicale”, ma soltanto estremo, e che non possegga né profondità né una dimensione demoniaca. Esso può invadere e devastare il mondo intero, perché si espande sulla sua superficie come un fungo. Esso “sfida” […] il pensiero, perché il pensiero cerca di raggiungere la profondità, di andare alle radici, e, nel momento in cui cerca il male, è frustrato perché non trova nulla. Questa è la sua “banalità”.

    Solo il bene è profondo e può essere radicale.
    (H. Arendt, Lettera a Scholem, 1963)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: