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“Allattamento e lavoro, è possibile?” Claudia Mannino, Onorevole Camera dei Deputati, Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici

15 ottobre 2014
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“Allattamento e lavoro, è possibile?” Claudia Mannino, Onorevole Camera dei Deputati, Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici

Palermo Domenica 5 ottobre 2014 Palazzo Alliata di Villafranca

Allattamento un percorso per la vita. Risorse che attivano consapevolezza

 

….. In quanto segretaria dell’ufficio di presidenza, dispongo di un ufficio molto accogliente, ho potuto allestire (lo preciso….a mie spese) un piccolo spazio per il mio bimbo e compatibilmente con gli impegni d’aula e commissione riesco agilmente ad allattare. Prima del nostro ingresso a Montecitorio l’unico spazio destinato alla maternità era (ed è tutt’ora) una stanzetta dislocata in prossimità dell’aula dotata di una poltrona un tavolino ed una finestra; metri quadri complessivi 6 circa.

Nonostante il privilegio di potersi gestire all’interno delle ore lavorative (che si aggirano intorno alle 12-14 ore in media quando non addirittura 24 ore consecutive in caso di sedute fiume), l’organizzazione della Camera ostacola di fatto le poche e semplici esigenze che una madre ha:

alcuni esempi

  • non vi era nessun bagno dotato di fasciatoio, su mia esplicita richiesta è stato possibile istallare un solo fasciatoio nel bagno più vicino alla mia stanza;
  • non è consentito portare in aula o in commissione il neonato (lo vieta il regolamento, in altre istituzioni come ad esempio al parlamento europeo non è vietato)
  • non è consentito portare i neonati in transatlantico (la galleria che precede l’ingresso in aula) durante le sedute d’aula
  • più in generale i bambini al di sotto dei 12 anni non possono entrare a Montecitorio

–       a nessuno è consentito accompagnare neonati o bambini al di sotto dei 12 anni ad eccezione del deputato

Quindi tecnicamente, essendo interdetta la presenza dei neonati nell’edificio e soprattutto la presenza di accompagnatori, avrei, teoricamente, dovuto rinunciare completamente all’allattamento.

Le altre deputate che non sono segretari d’aula come me, per poter allattare o più in generale per poter stare un poco di tempo con il proprio bambino devono andare al palazzo dei gruppi; ovviamente in tutto questo sono assolutamente escluse le mamme, dipendenti della camera dei deputati, che lavorano ogni giorno a Montecitorio.

Cosa si è fatto: su richiesta di alcune deputate mamme si è dovuto dare luogo ad un lungo lavoro epistolare tra le deputate e: presidenza della camera dei deputati, collegio dei questori, servizio di sicurezza ed ingresso di Montecitorio ai quali si e chiesto di predisporre degli spazi più idonei alle mamme in fase di allattamento e più in generale uno spazio nido (come prevede la normativa italiana D. Lgs. n. 151/2001) per i bambini sia delle deputate sia delle dipendenti niente di più quindi che attuare quelle “raccomandazioni” del codice internazionale sulla commercializzazione dei sostituti del latte materno con cui si riconosce che l’incoraggiamento e la protezione dell’allattamento al seno hanno un ruolo importante nell’ambito della salute, della nutrizione e delle altre misure sociali necessarie per promuovere la crescita sana e lo sviluppo dei lattanti e dei bambini; e che l’allattamento al seno costituisce un importante aspetto delle cure primarie …

In quest’ottica lo stesso codice indicherebbe che i governi adottassero una serie di misure sanitarie, nutrizionali e sociali al fine di promuovere la crescita sana e lo sviluppo dei lattanti e dei bambini,

 

…..

La cosa su cui vi voglio fare riflettere è il paradosso che ho vissuto da madre all’interno dell’istituzione in cui vige l’autodichia, ebbene l’allatamento, il diritto all’allattamento è talmente qualcosa di distante e di misconosciuto ai più che persino in questo che è uno dei luoghi a maggiore concentrazione di privilegi, “una privilegiata” (mio malgrado) ha comunque dovuto lottare per averlo riconosciuto; con questo non voglio certo scoraggiare ma fare riflettere attentamente sulla consapevolezza che la politica, la classe dirigente ai più alti livelli e forse un’intera società ancora deve maturare sul tema di cui oggi stiamo discutendo.

Ovviamente non posso non riconoscere il fondamentale valore del lavoro che oggi qui dentro si sta svolgendo nel divulgare informazione, conoscenza , consapevolezza, e quanto questo lavoro sia prezioso per me che per missione ho scelto di rappresentare le istanze più alte che possono provenire dalla cosiddetta società civile.

Le norme che ad oggi regolamentano nel nostro paese questo tema non riconoscono l’allattamento materno esclusivo (AL) come un “diritto” ne della madre ne del bambino;

esistono fiumi di norme (vi lascio una corposa bibliografia) che non rendono per nulla semplice un’azione elementare quale è quella dell’allattamento;

non esistono sistemi di sostegno sociale per proteggere, incoraggiare, informare ed educare all’allattamento materno;

non si riescono a creare sistemi di sostegno familiare e comunitario adeguati a proteggere le madri ed i bambini da fattori che inibiscono o distraggono da tale pratica….

… Mi avvio alle conclusioni segnalando lo scollamento tra il nostro paese reale e ciò che l’Europa ci chiede: da parte dell’Unione europea, la rilevanza del tema e gli obiettivi da raggiungere dagli stati membri è stata sottolineata nuovamente dalla Commissione con la Comunicazione n. 66 del 17 febbraio 2011 e con la Raccomandazione n. 112 del 20 febbraio 2013, dal titolo Investire nell’infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale.

claudia-mannino-camera-dei-deputati

 

 

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One Comment leave one →
  1. adriano cattaneo permalink
    16 ottobre 2014 08:21

    ha confuso il codice internazionale con altri documenti sulla promozione e il sostegno dell’allattamento, ma pazienza, va bene lo stesso

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