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Non bastano le diffide a spegnere i valori: Antonio Presti Vigile della Luce

20 dicembre 2014

1926891_759717204095070_1225702057657786768_nApprendo con sgomento della decisione di sospendere il Rito della Luce a Catania: le fiammelle delle candele sono state definite, dai Vigili del Fuoco del Comando di Catania, “pericolose”.

Sorprende questa decisione presa alla seconda sera del Rito e dopo tre edizioni, invece di essere magari preventiva, invece di cercare un modo per non deludere l’intera città, per non spegnere il diritto al futuro di tutti i bambini, gli artisti, le persone sensibili e creative, le persone VERE. Sorprende questa decisione in una terra che in estate brucia notte e giorno, accesa come un rogo di migliaia e migliaia di alberi, senza che nessuno faccia seriamente prevenzione.

E allora pensiamo che sì, hanno ragione, quelle luci sono veramente pericolose. Il Rito della Luce è pericoloso perché accende le coscienze, perché sveglia da questo sonno cupo in cui vorrebbero che restassimo addormentati, perché è ispirato dalla Bellezza e dalla Conoscenza, che sono pericolose, sovversive, che rischiano di farci aprire gli occhi, di farci essere noi stessi, farci pensare con la nostra testa. Il Rito della Luce è pericoloso perché non brucia gli alberi e la terra, ma rigenera i valori: e quest’anno la presenza dei magistrati di Catania che avrebbero letto la Costituzione ai visitatori sarebbe stata un segno di rinnovamento, di fiducia, un segno che avrebbe consentito alla Bellezza di mettere radici.

Ma proprio per questa pericolosità, il Rito non si può fermare. Non bastano diffide e divieti a spegnere i sogni, perché il Rito della Luce non è un evento né uno spettacolo. Il Rito è la manifestazione di qualcosa che si sta muovendo dentro di noi, dentro tutti e “ogni uno”, qualcosa che, come un seme, germoglia e come un fiore sboccia: come impedirlo? In questo momento dell’anno, che coloro che vigilano sul fuoco lo vogliano o no, il tempo universale è orientato verso la nascita della Luce, e lo è da sempre. Sotto gli strati di fango e cenere che si sono accumulati nelle nostre coscienze, infatti, noi vibriamo all’unisono con l’universo: il nostro è palpito universale, siamo noi la terra, e il cielo, il giorno e la notte. E mentre il tempo va verso la nascita della luce durante la notte più lunga dell’anno, quella solstiziale, anche dentro di noi qualcosa si muove e sboccia e palpita. Per questo mangiamo i semi di grano della “cuccia” mentre i contadini seminano in vista del raccolto estivo, per questo festeggiamo la Natività nei giorni in cui dalle origini dei tempi si festeggiava la nascita del sole. Siamo noi la terra da seminare, siamo noi il grano che si seppellisce perché possa venire alla luce e diventare pane e farci sentire compagni.

Il tempo del Solstizio non è deciso dai vigili: è. Nessuno potrà impedire al giorno di nascere, per fortuna. Nessuno potrà impedirci essere luce, di venire alla luce e dare alla luce: non quella che brucia, ma quella che illumina, cuoce, riscalda, e anche se tremula dissolve l’oscurità.

Ringraziamo ancora una volta Antonio Presti perché – lui sì – è un Vigile della Luce e per la Luce Universale vive, corre, si affatica, cade, si rialza, non esita a sacrificarsi ancora e ancora, e a lui dedichiamo questo video nella consapevolezza che siamo Luce, e non è che questo la nostra vita: Lightheaded

 

“La luce non si spegne, quando c’è bellezza, amore, gioia, non c’è oscurità, tenebra, buio che possa adombrare gli animi. La luce non si spegne neanche quando la fiamma trema, per quel soffio che tenta di soffocare – anche solo per un attimo – il respiro della devozione”. Le parole di Antonio Presti, presidente di Fiumara d’Arte, rimbombano tra i corridoi e le aule dell’istituto comprensivo Vespucci, “svuotati dalla burocrazia, che spesso blocca lo slancio dell’arte e dello spirito”. Sospeso questa sera il Rito della Luce 2014, a seguito di una diffida alla preside da parte dei vigili del fuoco: “Rispetto le istituzioni e le scelte, seppur discutibili, di chi ha impedito tutto questo – continua Presti – ma sono perplesso e mi sorprendo per il fatto che il veto sia arrivato la seconda sera del Rito, dopo ben tre edizioni. Un Rito che è stato definito pericoloso per l’incolumità civile, dopo il consenso di tutta la città, che si è stretta intorno a quest’iniziativa con tanta generosità. Quando vuoi proteggere la bellezza spesso c’è resistenza per il valore di differenza. Tutto questo certamente mi ha ferito, così come ha ferito gli artisti e tutti i bambini coinvolti: perché bloccare una manifestazione catartica, che in questo momento può far riscoprire l’universalità dei valori, è come mortificare un’anima pronta a rigenerarsi. Tutto ciò ovviamente non fa altro che confermare il mio impegno per la città, per i cittadini, per le scuole, le associazioni, i bambini e gli artisti che hanno trovato nel Rito il loro percorso di nutrimento dello spirito. Il rito rinascerà presto in altro luogo di bellezza. La luce non si spegne, non c’è rabbia che la possa oscurare”.

http://catania.blogsicilia.it/la-burocrazia-spegne-il-rito-della-luce-candele-e-lumini-pericolosi/281494/

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