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Facciamo presto, trasformiamo la guerra in guarigione

2 febbraio 2015

Che cos’è la guerra?significato-nomi-stelle

Quando mi trovo di fronte a qualcosa di incomprensibile, vado alla ricerca dell’etimologia della parola. Ci sarà stato un tempo in cui per la prima volta qualcuno avrà pronunciato la radice da cui è germogliata questa parola; il primo che avrà voluto esprimere in qualche modo quello che significava in quel momento ciò che stava vivendo: perché avrà detto così e non in un altro modo? Da quale seme è nata questa radice, e quali altre radici ha prodotto? Non sono domande peregrine, almeno non per me: mi fanno sentire una con tutti coloro che sono vissuti millenni prima di me, e grazie ai quali adesso io vivo, e vivo in questo momento preciso. Mi fanno sentire appartenente all’umanità tutta, senza distinzioni tra razze, culture, lingue o non so che altro, e questo mi fa stare bene.

Ho cercato quindi l’etimo di “guerra”, perché, come ricordavo, c’è un’antica radice germanica che accomuna questa parola a “guarire” (come ancora in inglese rimane un nesso ben visibile tra War e warison, “protezione”, e anche in francese tra guerre e guérir, “guarire”); il nesso è dato dal fatto che “guarire” vuol dire “lottare per difendersi”, e quindi la guerra stessa nascerebbe per proteggersi e non per aggredire o prevaricare. A differenza dell’agonia, che è l’ultima lotta contro la morte, la guerra, quindi, potrebbe risolversi in una “guarigione”, perché è come se fosse il tentativo di curare una ferita. A me questo sembra un messaggio di speranza per il nostro tempo così incredibilmente tormentato. Mi sembra un messaggio davvero straordinario, di quelli che salvano, di quelli che restituiscono fiducia. Pensare che tutte le atrocità che stanno accadendo sono un tentativo di guarigione di una ferita dell’Anima del Mondo; un tentativo terribile, feroce, sbagliato, come quando ci imbottiamo di farmaci potenti invece di riconoscere che le ferite del corpo provengono anch’esse da lontano.

Se la guerra fosse una risposta a una malattia dell’anima? L’anima di noi tutti? Se provassimo a guardarci dentro – se ognuno di noi lo facesse -, darebbe il suo contributo alla guarigione di tutti. E la guarigione dell’umanità sarebbe il primo passo per ottenere anche quella del pianeta.

In fondo, se ci pensate, il nostro corpo e quello della terra sono costituiti per il 70% d’acqua. L’acqua non è immobile. Scorre, sgorga, fluisce, evapora, piove. Appartiene a tutti, eppure più di un miliardo di persone non ha accesso all’acqua potabile. Noi stessi, per berla, la compriamo. Ma come è possibile che compriamo una cosa di cui siamo fatti? Non è forse questo un segno gravissimo di una malattia dell’anima? Avere perso talmente il contatto con se stessi e con la propria natura da dover comprare ciò che si è?

Pensiamoci. Lavoriamo tutti insieme alle ferite, facciamo presto, trasformiamo la guerra in guarigione.

Cominciamo da questo bellissimo scritto, facciamone un manifesto, attiviamoci subito:

Giuro per i miei denti da latte
Giuro per il correre e per il sudare
giuro per l’acqua e per la sete
giuro per tutti per i baci d’amore
giuro per quando si parla piano la notte
giuro per quando si ride forte
giuro per la parola no
e giuro per la parola mai e per l’ebbrezza giuro,
per la contentezza lo giuro.
Giuro che questa terra non sta per finire
giuro che io sento a volte una gioia così grande,
giuro che la gioia esiste, che esiste e io la sento,
e giuro che non mi lascerò intristire
da nessun piagnucoloso profeta,
da nessun artista che mercanteggia col dolore,
da nessuno che scorrazza nel sangue e me lo spiega
da nessun imbonitore con le sue parole soffocanti.
Giuro che io salverò la delicatezza mia
la delicatezza del poco e del niente
del poco poco,
salverò il poco e il niente il colore sfumato,
l’ombra piccola
l’impercettibile che viene alla luce
il seme dentro il seme,
il niente dentro quel seme.
Perché da quel niente nasce ogni frutto.
Da quel niente
tutto viene.
(Mariangela Gualtieri
da “Imparare è anche bruciare” 2003)

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One Comment leave one →
  1. 3 febbraio 2015 11:24

    bel messaggio

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