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Dalle pecore ai tesori

15 aprile 2015

11146312_10203046821846123_2431361610574205195_nQuanto guadagna quest’albero?
Chi lo paga?
Dovremmo riflettere sul denaro, su quello che doveva essere un modo per riconoscere il valore dello scambio e non il valore del niente. “Pecunia”, si chiamava una volta la moneta, da “pecora”, o “grano”. Il pane aveva un valore, la carne, il latte ne avevano. Mia zia mi racconta che quando lei era piccola, in Bretagna, non circolava denaro perché non ce n’era bisogno: si pagava in conigli, latte, verdura, sidro, in quello che avevi.
Ma ora com’è?
Ora si paga in carta che non significa niente, e a volte ti rifilano banconote false ma tu non capisci perché sono false quelle e le altre no.
E quando hai una peculiarità, come quella del mandorlo nella foto, non vale niente, e allora devi venderla perché sia riconosciuta, e perché sia riconosciuto tu: perché senza la carta straccia non puoi vivere, mentre senza la tua peculiarità sì, così ti dicono. Se danzi, suoni, canti, dipingi, scolpisci, scrivi, devi pagare tu: il suolo pubblico per primo, perché non ti appartiene, poi la SIAE: devi pagare i diritti d’autore anche se sei autore, per esser tutelato, così dicono. Se sei un artista, devi stare sospeso in aria, non puoi stare da nessuna parte senza pagare, e nemmeno scrivere, perché devi pagare, e nemmeno esporre le tue opere, perché devi pagare. Paghi anche i critici che scrivono su di te, e loro si trasformano in macchine da critica, sempre pronti a dire bene di tutti e mai a sentire davvero.
Ma chi paga un’ape? O un qualsiasi uccellino canoro? Chi deve tutelare il suo canto? Perché gli artisti non sono riconosciuti, quelli veri, come beni immateriali, e tutelati, tutti quanti, dato che sono la nostra cosa più preziosa? Se c’era una moneta che si chiamava “pecunia”, ora ce ne dovrebbe essere un’altra che si chiama “poesia”. Quanta poesia vali? Quale bellezza sei?
Ora esiste il “Libro dei Tesori Umani Viventi”, ma l’avete letto? E chi lo stabilisce chi è tra questi? E saranno almeno tutelati davvero, questi Tesori? Saranno loro stessi moneta di scambio? E io, per esempio, io sono un Tesoro Umano Vivente oppure no?

2 commenti leave one →
  1. 15 aprile 2015 10:05

    Ogni essere umano fino a tre anni di età è un capolavoro frutto di un’evoluzione di 4,5 miliardi di anni. Dichiarare l’essere umano patrimonio dell’umanità tramite l’UNESCO potrebbe liberare l’umanità tra atroci torture e stermini di massa. Basta ricordare che ogni giorno nel mondo, muoiono di fame 24.000 bambini di cui 18.000 sotto i 5 anni.
    L’UNESCO a distanza di 7 anni da una richiesta inoltrata ufficialmente da Silvano Agosti, non ha ancora dato una risposta esauriente.
    Per approfondimenti e per chi volesse firmare la petizione:
    http://www.silvanoagosti.com/2014/10/13/a-questa-richiesta-dedico-lintera-mia-vita/1407

  2. 15 aprile 2015 12:43

    credo che non sia la stessa cosa, quella a cui mi riferisco io è questa: http://www.regione.sicilia.it/beniculturali/dirbenicult/info/news/REI/index.html

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